Acido solfidrico, molecola solubile in acqua che si trova in tanti tipi di esalazioni

Che cos’è Acido solfidrico, da cosa deriva, dove si può trovare e la sua presenza negli alimenti.

Acido solfidrico è meglio conosciuto come idrogeno solforato. In altri casi viene chiamato solfuro diidrogeno. Si tratta di una molecola solubile in acqua ed etanolo. La principale caratteristica di una molecola come acido solfidrico è sicuramente quella di avere un odore tipico. E non è particolarmente piacevole, dal momento che ricorda molto quello delle uova marce.

Definizione di acido solfidrico

Acido solfidrico è una molecola poco acida diprotica. In poche parole al suo interno ci sono due protoni H+. Nel momento in cui tale molecola si trova a temperatura ambiente, ecco che si diffonde nell’aria sotto forma di gas. L’idrogeno solforato è la causa della salificazione dei solfuri, che solamente in alcuni casi sono idrofili. Il solfuro diidrogeno è estremamente pericoloso perché è velenoso. Infatti, può portare facilmente alla morte l’uomo. Questo solfuro viene diffuso nell’aria in due casi ben determinati. Nel corso della cottura delle proteine e della denaturazione degli elementi secondari, terziari e quaternari, andando a rompere i ponti di solfuro. Il secondo è caso è durante la decomposizione batterica o enzimatica delle proteine che presentano all’interno dei legami di stabilizzazione zolfo.

Dove si trova l’acido solfidrico

Questa molecola si trova spesso nelle esalazioni che provengono da varie situazioni. Ad esempio, quelle che derivano da sacche di aria che si trovano nel sottosuolo. Oppure quelle che arrivano da petrolio greggio o luoghi particolarmente putrescenti. In quest’ultimo caso si tratta soprattutto di stagni, paludi e acquitrini. L’idrogeno solforato rappresenta uno degli elementi aromatici che si trovano più di frequente sia nelle feci che all’interno di gas intestinali. Questo acido viene diffuso in elevati quantitativi solamente in alcune occasioni. Come nei cicli di produzione dell’industria alimentare. Oppure nel corso dei processi di depurazione che hanno ad oggetto le acque con i fanghi. O, ancora, nel corso delle operazioni di raffinazione che riguardano il petrolio.

La tossicità

Acido solfidrico è un vero e proprio veleno. In che modo agisce? Andando ad inibire la respirazione mitocondriale. Quindi la sua attività tossica coinvolge ogni cellula del corpo che va ad usare il metabolismo aerobico. In poche parole, tutte le cellule con l’unica eccezione dei globuli rossi. L’assunzione ad elevate concentrazioni dell’idrogeno solforato può portare ad un rischio particolarmente grave. Si tratta dell’inattivazione della percezione sensoriale olfattiva. A concentrazioni piuttosto ridotte, l’acido solfidrico va a produrre delle irritazioni delle mucose, ma non solo. Può portare anche a iperventilazione, nonché ad edemi polmonari. Un’esposizione per troppo tempo può portare ad un affaticamento cronico, cefalea, mancanza di appetito. Infine, può comportare anche problematiche di memoria e disturbi di tipo cognitivo.

In quali alimenti si può trovare

La produzione dell’acido solfidrico può avvenire all’interno di alcuni cibi da cui fuoriesce tramite il processo di evaporazione gassosa. L’idrogeno solforato si può considerare come un derivato caratteristico di determinati processi chimici di trasformazione. Ad esempio, stiamo facendo riferimento alla rottura dei ponti di solfuro e all’aggregazione degli idrogenioni dopo la cottura delle proteine. Si tratta di una trasformazione che si può notare soprattutto all’interno dell’uovo sodo. C’è un momento specifico in cui avviene la produzione di solfuro diidrogeno, tramite lo zolfo dell’albume. È quello della sgusciatura, in cui viene liberato il tipico gas che si può riconoscere molto facilmente all’olfatto. È bene mettere in evidenza come all’interno dell’uovo sodo, l’acido solfidrico che viene diffuso dalla cottura dell’albume ha un effetto preciso. Ovvero quello di provocare la chelazione ferrosa del tuorlo. Da questo processo deriva la produzione di un sale che viene chiamato solfuro ferroso e di due idrogenioni.

Le caratteristiche del solfuro ferroso

Il solfuro ferroso è un composto che non comporta alcun rischio quando si trova a ridotte concentrazione. Ciò nonostante vada a chelare il ferro del tuorlo e ne bocchi, almeno parzialmente, l’impiego metabolico. Quando si trova in alte concentrazioni, invece, è sempre meglio non sottovalutare i potenziali rischi per la salute. L’idrogeno solforato è un composto che ha un’altra caratteristica ben precisa. Ovvero quella di rendere più semplice la distinzione tra i cibi di derivazione animale salubri in confronto a quelli che si trovano in stato di decomposizione. Ciò si verifica per via dell’attività batterica putrescente sia nei confronti dei ponti solfuro delle proteine. Inoltre accade anche per via della medesima azione batterica rispetto agli amminoacidi solforati. In quest’ultimo caso, la principale conseguenza è rappresentata dal fatto che viene liberato lo zolfo. Quest’ultimo verrà poi impiegato nella sintesi del solfuro diidrogeno. Tale processo si può riscontrare molto facilmente in varie situazioni. In modo particolare nella degradazione delle uova e del pesce che sono avariati per una scorretta conservazione.

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