Algodistrofia, quando l’arto duole intensamente

L’algodistrofia è un disturbo cronicizzato per il quale un arto duole intensamente e continuamente, sia esso superiore o inferiore: è una situazione estremamente debilitante.

Algodistrofia

Le cause dell’algodistrofia sono ancora sconosciute. Alcuni ricercatori sostengono che essa sia originata da un malfunzionamento che colpisce contemporaneamente più di un sistema del corpo umano, e tra questi sicuramente il sistema circolatorio, quello immunitario e quello nervoso.

Algodistrofia: gli esordi e l’evoluzione

Tipicamente l’algodistrofia registra prima del suo esordio delle fratture alle ossa, o dei tagli, o anche delle bruciature, ma, eventualmente, anche episodi di distrazione e/o distorsione grave a carico delle articolazioni.

Come effetti sul paziente, oltre ai dolori intensi, si può notare un’alterazione della morfologia della cute, un’alterazione a carico della capigliatura o a carico delle unghie. O, ancora, l’insorgere di tremori, fenomeni di rigidità a carico delle articolazioni (o gonfiore). Nei casi caratterizzati da una maggior gravità, l’algodistrofia può arrivare ad una seria compromissione della qualità di vita del paziente.

Al momento non si è ancora trovata una cura specifica per l’ algodistrofia, ma si può pensare esclusivamente al trattamento dei sintomi, onde ridurre gli effetti, a volte devastanti, del dolore e delle alterazioni.

Ma che cos’è l’algodistrofia?

L’ algodistrofia, anche conosciuta con il complicato nome di sindrome dolorosa regionale complessa, è, nello specifico, un disturbo cronico che ha come caratteristica l’insorgere di dolore.

Questo può essere anche particolarmente acuto, in uno degli arti, inferiore o superiore, o in una parte di esso.

In assoluto si può affermare che le mani, le braccia, i piedi e le gambe sono le aree anatomiche del corpo umano maggiormente colpite da questa malattia.

Le cause di algodistrofia

Fino ad oggi non si è riusciti ad individuare una causa precisa per l’algodistrofia.

Alcuni ricercatori avrebbero, in modo un po’ generico, individuato nel coincidente malfunzionamento di più sistemi del nostro organismo una probabile causa per questa debilitante malattia.

Nel dettaglio, i sistemi implicati sarebbero:

  1. Il sistema nervoso centrale (midollo spinale ed encefalo);
  2. Sistema nervoso periferico (tutti i tessuti nervosi e le relative cellule ad eccezione di quelle che costituiscono il midollo spinale e l’encefalo);
  3. Il sistema immunitario (cellule ed organi deputati alla difesa de nostro organismo dai batteri, dai virus e da altre minacce, anche interne, come le cellule cancerogene);
  4. Il sistema circolatorio (l’insieme delle vene e delle arterie che trasportano il sangue all’interno del corpo umano);

La tesi per la quale potrebbe essere un malfunzionamento contemporaneo di questi sistemi del nostro organismo a determinare l’ algodistrofia nasce  dal fatto che nei soggetti che ne soffrono risultano alterate tutte le funzionalità governate da questi sistemi.

Ad esempio le modalità con cui si percepisce il dolore (controllate dal sistema nervoso centrale e periferico).

Fattori che favoriscono l’insorgere della malattia

Con lo studio delle cause di algodistrofia, alcuni medici si son resi conto che in più del novanta percento dei casi, la malattia è insorta dopo un certo tipo di infortuni.

Tra questi ricordiamo delle fratture alle ossa, delle bruciature (o ustioni gravi), ma anche tagli profondi o anche delle distrazioni o delle distorsioni a carico delle articolazioni.

ALCUNE FORME DI ALGODISTROFIA

Taluni ricercatori suddividono questa malattia in due forme, il tipo I ed il tipo II.

Coloro che sostengono questa tesi ne indicano quale elemento di differenziazione la dipendenza o meno da un infortunio occorso a carico del sistema nervoso precedentemente all’insorgere della malattia.

Nel dettaglio, rientrano nel tipo I tutti i casi di algodistrofia NON preceduti da un infortunio a carico del SNC, tutti gli altri casi vanno ascritti al tipo II.

E LA GENETICA HA INFLUENZA?

Nel recente passato non sono mancati i medici che hanno prospettato l’esistenza di alcuni fattori genetici nell’insorgenza della algodistrofia, però occorre anche sottolineare che tutti i ricercatori che, successivamente, hanno provato a dimostrare questa tesi non sono approdati ad alcun risultato utile.

L’ ALGODISTROFIA PUO’ DERIVARE DA UNA CONDIZIONE PSICOLOGICA?

Sempre nel passato qualche patologo ha ritenuto l’ algodistrofia ed il dolore da essa causato una malattia di chiara derivazione psicologica. Anche questa teoria a tutt’oggi non ha più alcun sostenitore.

Segni, sintomi e complicanze dell’ algodistrofia

Uno dei sintomi principali di algodistrofia è l’evento doloroso ad uno degli arti o ad una sua parte. Questa sensazione dolorosa è sovente molto intensa, continua ed anche molto debilitante; in molti casi il paziente lo descrive come una sensazione di puntura o di bruciore.

Questi dolori possono protrarsi anche per molti giorni, o, addirittura, settimane, per poi poter scomparire all’improvviso e, altrettanto all’improvviso ricomparire.

Quando un medico descrive i dolori causati da questo disturbo sovente utilizza i termini iperalgesia ed allodinia.

Nella medicina moderna questi termini stanno ad indicare delle risposte di intensità esagerata ad uno stimolo che provoca dolore.

Nel dettaglio parleremo di allodinia quando il soggetto avverte una sensazione di dolore intenso anche in risposta a stimoli di lieve intensità, i quali, in assenza di malattie di questo tipo potrebbero passare del tutto inosservati.

ALTRI SINTOMI DI ALGODISTROFIA

Oltre al dolore che cronicizza, l’ algodistrofia può causare

  1. Una particolarissima sensazione per la quale al paziente sembra che l’arto intero, o la sua parte dolente, non facciano parte del resto del corpo;
  2. Un’altra sensazione, anch’essa molto particolare, per la quale l’arto o la sua parte dolente, appaiono al paziente più grande o più piccolo dell’arto controlaterale che non fa male.

Diagnosi

Una diagnosi di algodistrofia non è cosa facile. Esistono almeno tre cause per le quali non è facile diagnosticare con esattezza questa malattia:

  1. Non esistono test diagnostici specifici;
  2. I sintomi di algodistrofia sono molto simili a quelli di altri disturbi;
  3. Le cause non sono per niente chiare, motivo per il quale il medico può ignorare l’anomalia fisiologica da ricercare.

Normalmente l’iter diagnostico più seguito cui sottoporre i pazienti con sospetta algodistrofia prevede:

  1. Un esame obbiettivo molto accurato ed una anamnesi particolarmente attenta, al fine di valutare approfonditamente il quadro della sintomatologia;
  2. Valutare con molta attenzione altri eventi sintomatologici oltre la presenza continua e persistente di dolore acuto, che è il sintomo principale della algodistrofia ma non l’unico;
  3. Esame del sangue per l’esclusione categorica di cause di origine infettiva;
  4. Una RMN (risonanza magnetica nucleare) per escludere anche cause ossee o pertinenti ai tessuti molli;
  5. Una radiografia per escludere cause articolari o ossee;
  6. Analisi sulla conduzione degli stimoli nervosi per escludere cause legate a problemi al tessuto nervoso.

Ricorrere ai test diagnostici per l’esclusione di eventuali situazioni di fondo (ad esempio i test ematici per escludere le cause infettive), prende il nome di “diagnosi differenziale”.

Terapia per l’ algodistrofia

A tutt’oggi non esiste alcuna cura specifica per questo tremendo disturbo, gli unici trattamenti esistenti sono diretti ad alleviare la sintomatologia, spesso molto disabilitante (terapia di tipo sintomatico). La terapia di tipo sintomatico per questa malattia prevede trattamenti di tipo fisico (fisioterapia), di tipo farmacologico e di tipo psicologico.

La fisioterapia

Il trattamento consiste in una serie di esercizi riabilitativi con il fine di portare un miglioramento della forza muscolare, della motilità delle articolazioni e della circolazione del sangue nell’arto colpito. Lo scopo è quello di permettere le normali attività di tutti i giorni senza che si avverta del dolore.

La terapia farmacologica

Prevede la somministrazione di farmaci ad azione antinfiammatoria non steroidea (FANS), ad esempio naprossene, ibuprofene ed aspirina.

La terapia psicologica

A seguito della contrazione di questa malattia, molti pazienti accusano, in seguito, disturbi di natura psicologica, quali ansie, depressione, disturbi postraumatici da stress, ecc. Una terapia di questo tipo molto efficace in casi di algodistrofia è la terapia cognitivo-comportamentale.

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