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Arnica pomata: alleato naturale contro le infiammazioni

Una pomata a base di Arnica è un prodotto che in casa è sempre meglio avere per un pronto uso a seguito di contusioni, traumi ed edemi.

Arnica pomata

Una pomata a base di Arnica è un prodotto che in casa è sempre meglio avere per un pronto uso a seguito di contusioni, traumi ed edemi.

Arnica montana

L’arnica è una pianta montana dalle preziose proprietà lenitive e proprio per questo è uno degli ingredienti ricorrenti in moltissimi prodotti farmaceutici antinfiammatori. La pianta è nota come rimedio fitoterapico, solitamente in pomata, efficace per la cura di traumi, piccole scottature ed è un valido alleato da utilizzare anche sui più piccoli che come si sa sono spesso soggetti a botte qua e là.

L’arnica è solitamente definita “montana” poiché cresce solitamente ad un altitudine tra i 500 e i 2500 m. Appartenente alla famiglia delle Asteracee, essa ha degli splendidi e riconoscibili fiori che vanno dal giallo all’arancione e dal profumo intenso e gradevole. L’arnica è destinata ad uso esterno, poiché se ingerita risulta avere elementi di tossicità per l’essere umano.

Proprietà benefiche e utilizzi

Una pomata a base di arnica è un vero e proprio toccasana per le sue benefiche proprietà, per questo gli utilizzi sono davvero tanti e per tutti:

  • Gli sportivi utilizzano la pomata all’arnica per alleviare dolori ai muscoli e alle articolazioni, a seguito di strappi, distorsioni, cadute durante l’attività sportiva per intervenire su ematomi, ferite (non aperte), contusioni ed echimosi. Essa è infatti un antidolorifico naturale dall’effetto veloce che non solo interviene alleviando presto il dolore, ma anche velocizzando la scomparsa di eventuali edemi e lividi. A questo scopo si consiglia di spalmare arnica sulla zona lesa 2-3 volte al dì per un buon effetto anti-dolorifico.
  • Recenti ricerche scientifiche hanno confermato che l’arnica è un potente antinfiammatorio grazie ad alcune sostanze nutritive fondamentali in essa contenute: in caso di ustioni, lesioni cutanee, irritazioni e arrossamenti da sfregamento, la pomata all’arnica allevia il dolore e agisce lenendo la cute. Il suo potere antinfiammatorio la rende una pomata perfetta anche da applicare a seguito delle punture di insetto, per alleviare il prurito e alleviare il rossore. Attenzione a non utilizzarla troppo vicina alle mucose come la bocca e le parti intime.
  • La pomata all’arnica è anche un potente alleato per la buona circolazione sanguigna e linfatica, quindi è perfetta per contrastare le gambe e le caviglie gonfie. Per questo utilizzo è bene spalmarla per esempio sulle gambe fino a totale assorbimento con massaggi circolari e intensi, anche più volte al giorno a partire dal mattino.
  • La pianta ha anche una potente azione antiossidante: l’arnica in pomata o in gel è perfetta per stimolare la rigenerazione cellulare dell’epidermide, anche a seguito di infiammazioni e scottature. Con l’arnica e le sue preziose proprietà le cellule si rinnovano e l’invecchiamento viene contrastato. Queste proprietà fanno della pomata all’arnica un valido aiuto per contrastare l’acne, utilizzandola sia semplicemente spalmandola, sia per fare delle maschere del viso e impacchi. Utilizzandola sul viso è bene prestare molta attenzione affinché non venga in contatto con le mucose.

Modo d’uso

L’arnica pomata va applicata sulla zona lesa e/o dolente anche più volte al giorno per ottenere un rapido risultato, meglio se la pomata ha un’alta percentuale di principio attivo. Oltre alla pomata in commercio si trova la crema gel, la tintura madre, la versione liquida, l’olio.

In molte pomate e prodotti a base di arnica, la troviamo talvolta pura talvolta in associazione ad altre piante per un effetto ancora più intenso. Per un effetto antidolorifico in associazione all’artiglio del diavolo, per aumentarne l’effetto lenitivo, con la calendula e la lavanda, per intensificare quello antibatterico la troviamo invece con timo e cannella. Per stimolare ancora più la circolazione viene associata invece spesso ad eucalipto e cipresso.

Posologia

La posologia è diversa in base alla tipologia di arnica montana che si acquista, ma anche all’uso che se ne deve fare. È molto importante, prima di iniziare qualsiasi tipo di trattamento, chiedere consiglio ad un medico naturopata oppure ad un farmacista omeopata. Nella maggior parte dei casi, la posologia consigliata è pari a 5 granuli alla 9CH da assumere tre o quattro volte al giorno. Nel caso in cui, invece, si siano scelte le pastigliette che si sciolgono a livello sublinguale, allora sono sufficienti 2-4 da assumere tre o quattro volte al giorno. La tintura madre non deve assolutamente essere utilizzata pura. Il rapporto con l’acqua deve essere sempre di 1 a 5. Dal punto di vista della pomata, invece, la percentuale di estratto non deve essere inferiore al 40%. Un tubetto di arnica montana in pomata si può acquistare tranquillamente in farmacia o in vari negozi biologici e ha un prezzo che si aggira tra 6 e 13 euro.

Effetti collaterali e controindicazioni

Come anticipato, l’arnica è un prodotto destinato al solo uso esterno, quindi effetti collaterali possono verificarsi qualora essa venga accidentalmente ingerita o se non si presta attenzione che non venga a contatto con le mucose e le parti intime. Taluni soggetti hanno mostrato reazioni allergiche alla pianta. Una certa sensibilità sembra anche esservi se si adopera la pianta costantemente per lunghi periodi di tempo: l’arnica è un erba da utilizzare a scopo terapeutico, il suo utilizzo deve essere quindi moderato e responsabile.

Pomata all’arnica fai da te

Ingredienti: 1 cucchiaio di fiori di arnica, 55 ml di olio di oliva, 10 gr di cera d’api.

Preparazione:

Scaldare in una casseruola i fiori di arnica nell’olio, una volta caldo, ma non bollente, spegnere la miscela.

Lasciare riposare per un paio d’ore.

Filtrate il composto con un panno di cotone.

A questo punto rimettere a riscaldare a fuoco basso l’olio filtrato e aggiungetevi la cera d’api così che essa si sciolga. Mescolate bene fino a totale scioglimento e poi togliere dal fuoco.

Mettere in un barattolino lasciandolo aperto fino a totale raffreddamento. Una volta freddo, avrete la vostra pomata all’arnica, da conservare in luogo fresco e asciutto.

Volendo è possibile aggiungere 20 gocce di olio essenziale, che può essere estratto da diverse piante a seconda delle esigenze suddette.

Le ricette per creare decotti e infusi

Rispetto a quello che si è soliti pensare, la tisana di arnica montana non si deve bere in alcun caso. Infatti, si può preparare esclusivamente per un impiego topico. Questa tisana, quindi, si può applicare su alcune garze per poter realizzare degli ottimi impacchi. I fiori freschi si possono reperire senza problemi in tutte le erboristerie. Sono sufficienti due cucchiai per un litro d’acqua. Poi si fa bollire il composto per non oltre cinque minuti. Il quantitativo ottenuto è sufficiente per un’applicazione. Successivamente, deve essere filtrato e poi si può far agire per una ventina di minuti. I fiori si possono sfruttare anche per preparare un buon decotto da usare per contrastare le fastidiose punture di insetto.

La tintura madre di arnica montana

La tintura madre si realizza mediante un processo di macerazione delle piante di Arnica Montana. Questo procedimento si verifica all’interno di una miscela di acqua e alcol. Successivamente si verifica la fase della spremitura, sfruttando apposite presse idrauliche. Mediante la fase della filtrazione, invece, si provvede alla rimozione delle particelle di maggiori dimensioni (quelle più grandi di un micron). In seguito vengono eseguiti test e controlli di qualità. In questo modo si tende ad evitare che il prodotto finale possa presentare delle impurità. Dopo che è stata realizzata la tintura madre si dà il via alla fase delle diluizioni. È necessario prelevare 1/100 di tintura madre e poi diluirla all’interno di 99/100 di soluzione idroalcolica. La miscela subisce ulteriormente un processo di agitazione intenso. Quest’ultima fase corrisponde alla dinamizzazione, con cui si può ricavare, al termine del processo, una diluizione 1CH.

Arnica montana o artiglio del diavolo?

Piuttosto di frequente può capitare di aver bisogno di ricorrere ad uno dei due antidolorifici più rinomati, ovvero Artiglio del diavolo e Arnica. Spesso, però, ci si limita ad usare in modo indifferente uno dei due, senza conoscere le differenze, sbagliando. Arnica montana e Artiglio del diavolo devono essere impiegati in due casi ben diversi, dal momento che hanno delle modalità d’azione del tutto differenti. L’Artiglio del diavolo, detto anche Arpagofito, All’interno delle escrescenze ai lati della radice si trovano le sostanze benefiche per il corpo umano, ovvero zuccheri, aminoacidi, steroli, grassi, cere ed iridoidi. Sono proprio questi i principi che permettono di svolgere un’attività analgesica e rilassante sia a livello delle articolazioni che dei muscoli. In questo senso, l’Artiglio del diavolo risulta essere ottimo per contrastare situazioni di dolore e infiammazioni.

Nel caso specifico si consiglia di usare per il trattamento di stati febbrili, artrite, dolori alla cervicale, tendiniti e mal di schiena. Questo antidolorifico riesce ad essere efficace con un’applicazione a livello locale nel punto colpito dal dolore, ma anche quando viene somministrato come integratore alimentare. L’Arnica si suggerisce, invece, per la cura di disturbi che possono causare l’insorgere di edemi e gonfiore agli arti. Invece, l’Artiglio del diavolo si deve prediligere in caso di infiammazioni e dolori muscolari o a livello delle articolazioni.

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