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Segugio italiano

Segugio italiano: come prendersi cura dello specialista della caccia

Il segugio italiano è stato il compagno preferito dai nobili nel Medioevo, soprattutto in Italia. Ma questo piccolo segugio è stato più di un semplice cane da passeggio. La resistenza, la velocità e la determinazione sono le caratteristiche che più gli appartengono gli hanno permesso di essere lo specialista nella caccia alla piccola selvaggina. Oggi è diventato un cane da famiglia la cui bellezza e l’atletismo è particolarmente apprezzato nelle competizioni di obbedienza e agilità canina. Informazioni di base Chi è appassionato d’arte non può di certo non aver mai notato la figura del segugio italiano all’interno di vecchi ritratti, immortalati con i loro nobili proprietari. Agile e atletico, ha un piccolo corpo muscoloso e un elegante portamento. È un cane che da sempre conserva il suo istinto da cacciatore: predilige la piccola selvaggina e sente l’irrefrenabile necessità di inseguire tutto ciò che si muove. Può raggiungere una velocità massima di 40 chilometri orari. Quindi se non al guinzaglio, sarà difficile riportarlo indietro. È piccolo ma è dotato di parecchia energia e apprezza molto le opportunità di tenersi in allenamento. È, quindi, il perfetto compagno per il jogging. Il segugio italiano ha una personalità gentile, amorevole e affettuosa con i membri della famiglia, ma è spesso riservato e timido con chi non conosce. Nonostante la sua natura mite, ha un notevole e profondo abbaio che gli consente di essere adattato anche a cane da guardia. Certo, non può essere paragonato ai veri cani da guardia: è troppo piccolo per offrire una vera e propria protezione. È una razza intelligente, facile da addestrare, ma è necessario che per il cane sia divertente. Quando ben addestrato, può brillare negli sport a lui associati come l’obbedienza, l’agilità e la corsa. Non gli fa bene una vita casalinga. Il segugio italiano ha davvero bisogno

Sindrome di Turner

Sindrome di Turner: come gestire una condizione che vi accompagnerà tutta la vita

La sindrome di Turner è una condizione clinica che colpisce soltanto le donne. Infatti, si verifica quando il cromosoma sessuale X manca totalmente o parzialmente. È una sindrome che può causare una folta varietà di problemi anche di sviluppo tra cui bassa statura, mancata pubertà, infertilità, difetti cardiaci e alcune difficoltà di apprendimento e di adattamento sociale. La condizione può essere diagnosticata prima della nascita ma anche durante l’infanzia. Può succedere che la diagnosi ritardi fino al raggiungimento dell’età adolescenziale, quando si osservano i sintomi. Sono necessarie cure appropriate e controlli regolari che possono aiutare la maggior parte delle donne a condurre una vita relativamente sana e indipendente. Cause della sindrome di Turner Partiamo dall’inizio. La maggior parte delle persone nasce con due cromosomi sessuali. Lui eredita il cromosoma X dalla madre e il cromosoma Y dal padre. Lei eredita l’X da entrambi i genitori. Alla ragazza affetta da sindrome di Turner manca una copia del cromosoma X o viene modificato in maniera significativa. Le cause di questa particolare alterazione genetica possono essere le seguenti: monosomia Completa assenza di un cromosoma X che in genere si verifica a causa di un errore nello spermatozoo del padre o dell’ovulo della madre. mosaicismo In alcuni casi si verifica un errore nella divisione cellulare durante le prime fasi di sviluppo fetale. Cosa significa? Alcune cellule avranno due copie complete del cromosoma X, altre ne avranno una sola copia, altre ancora ne hanno una completa e una copia alterata. materiale cromosomico Y In una piccola percentuale dei casi, alcune cellule hanno una copia del cromosoma X ma altre hanno anche parte del materiale del cromosoma Y. I soggetti coinvolti si sviluppano biologicamente come tutte le ragazze ma la presenza di materiale cromosomico Y aumenta le probabilità di sviluppare un tipo di cancro chiamato gonadoblastoma.

Vescica iperattiva

Vescica iperattiva: un problema comune che può influenzare la vita di tutti i giorni

Un altro sintomo molto comune è la necessità di andare in bagno più volte durante il giorno e la notte. La vescica iperattiva può essere scambiata per incontinenza urinaria da sforzo ma sono due condizioni diverse: le persone che soffrono della seconda hanno perdite di urina mentre starnutiscono, mentre ridono o mentre svolgono attività fisiche. La vescica iperattiva può influenzare la vita di tutti i giorni Avere la vescica iperattiva può renderci difficile la vita quotidiana e influenzare il lavoro, la vita sociale e il sonno. Senza un trattamento, la giornata non filerà liscia ma verrà interrotta da frequenti viaggi verso il bagno. E non sempre è possibile avere un bagno vicino o poterci andare, in particolare se sei bloccato in una importante riunione di lavoro che ti può valere quella promozione così tanto desiderata. A causa di questi problemi, infatti, alcune persone cominciano a evitare gli eventi sociali, portandosi all’isolamento. La vescica iperattiva può anche influenzare i rapporti con i familiari. Avvertendo la frequente necessità di urinare anche durante la notte, si corre il rischio di non dormire abbastanza o di farlo male. E non godere di abbastanza sonno porta conseguenze disastrose per il corpo e per la mente. Ci si sentirà sempre più stanchi e depressi. E inoltre, se si hanno perdite di urine, è possibile sviluppare problemi alla pelle o infezioni. I sintomi della vescica iperattiva L’urgenza di urinare è il principale sintomi della vescica iperattiva. Si tratta di un forte bisogno impossibile da controllare. C’è chi poi sfocia nell’incontinenza urinaria da sforzo che, come accennato nei paragrafi precedenti, non è la stessa cosa ma più una conseguenza e una condizione diversa. In questo caso ci saranno perdite urinarie più o meno gravi e dopo arriva l’urgenza improvvisa di andare in bagno. Anche svegliarsi in piena notte

Idrope fetale

Idrope fetale: cause, sintomi e trattamenti

L’idrope fetale è una grave condizione che definisce l’accumulo anomalo di fluido in due o più scomparti fetali. In alcuni soggetti può essere associato anche a un edema placentare. Si riconosce con un’ecografia effettuata durante il primo o il secondo trimestre di gestazione, ma non sempre risulta visibile: l’accumulo di fluido può anche essere limitato e quindi fuoriuscire dal rilevamento delle analisi. Abbiamo due tipologie di idrope fetale: immune è una situazione rara e si verifica quando il sistema immunitario della madre provoca una rottura dei globuli rossi del feto. È la complicanza più pericolosa di incompatibilità di gruppo sanguigno tra la madre e il bambino. non immune è il tipo più comune di idrope fetale. Si verifica quando alcune malattie o complicazioni di esse interferiscono con la capacità del bambino di gestire il fluido. L’edema che si verifica con l’idrope può sopraffare i sistemi organici del bambino. Circa la metà dei bambini non ancora nati non sopravvivono all’idrope fetale. E i rischi per complicazioni sono elevati anche per i bambini che nascono con la condizione. La sopravvivenza dipende dalla causa e dal trattamento. Le cause L’idrope fetale si sviluppa quando una quantità elevata di liquido lascia il flusso sanguigno e va a finire nei tessuti. Sono molte le malattie e le complicanze che possono causare questa particolare condizione, le dividiamo per tipologie. Idrope fetale immune Si può sviluppare quando una madre Rh negativo ha un bambino Rh positivo. Il sistema immunitario della madre vede le cellule Rh positive del sangue del bambino come estranee. Di conseguenza, gli anticorpi della madre attaccano i globuli rossi ‘estranei’ che vengono ripartiti e distrutti, causando un’anemia. L’idrope fetale si sviluppa perché gli organi del bambino cercano di compensare questa anemia. Il cuore comincia a indebolirsi e grandi quantità di liquido si accumula nei