Canfora, un rimedio naturale da usare con cautela

La canfora è una sostanza vegetale contenuta in alcune piante, tra cui la principale è il canforo. La si trova anche nella maggiorana e nella salvia, e viene usata in erboristeria e altre industrie

canfora

La canfora viene estratta dalle piante per essere utilizzate in numerose attività, che necessitano di questa sostanza cerosa conosciuta fin dai tempi antichi. La principale pianta da cui si estrae è il canforo, chiamato anche albero della canfora, una pianta arborea di grandi dimensioni che si trova nel sud-est asiatico. Il paese in cui più è coltivata è il Borneo, ed è una sempreverde. La canfora può essere estratta anche da alcune piante della stessa famiglia dell’alloro, ma la sua estrazione può avvenire anche per sintesi dell’olio di trementina. La canfora venne esportata dal sud-est asiatico già in tempi antichi, e in Arabia arrivò già nel 400 dopo Cristo. Inizialmente veniva utilizzata come aromatizzante, poi fu utilizzata per la produzione di acido canforico attraverso l’ossidazione con acido nitrico. Ai primi del 1900 si iniziò la sperimentazione della sintesi per l’acido canforico che però era ancora difficoltosa e rendeva questo elemento scarso. Venne comunque anche avviata la produzione industriale in Finlandia.

canfora

Canfora: produzione ed estrazione

Oggi la canfora viene sintetizzata dal α-pirene, un elemento molto presente nell’olio di conifera, oppure dalla trementina. L’estrazione in natura della canfora si effettua sfruttando alberi maturi che abbiano almeno mezzo secolo di vota. La pianta viene tritata e quindi sottoposta a distillazione per ottenerne l’estratto. Per ogni pianta si possono ottenere tra l’1,2 e l’1,5% di estratto, a seconda della stagione. L’estrazione naturale della canfora è un processo che ha costi più alti della sintetizzazione. L’estrazione naturale è comunque il processo privilegiato per gli utilizzi in erboristeria, in quanto di qualità superiore a quella sintetizzata. Purtroppo i costi elevati fanno sì che spesso, i prodotti commercializzati, sono poco concentrati e quindi il loro effetto è ridotto rispetto a quello che si potrebbe ottenere con prodotti più puri.

canfora

L’utilizzo della canfora

La canfora estratta naturalmente è un prodotto molto apprezzato per le sue caratteristiche fisioterapiche. Ha molte applicazioni, in particolare quando viene utilizzata come olio e crema. Viene utilizzata in particolare per uso topico, per reumatismi e bronchiti, ma anche come vasodilatatore e coadiuvante dell’apparato circolatorio. Ha effetti broncosecrotolitici e analgesici. La canfora può essere utilizzata anche in soluzioni idroalcoliche per essere ingerita. Il suo uso interno è consigliato per la vasodilatazione, sia al livello delle coronarie che dei polmoni, dove ha funzioni espettoranti e spasmolitici. Questo ultimo uso, quello interno, è via via meno sfruttato in quanto oggi, rispetto al passato, sono molti i farmaci che assolvono questi compiti in modo egregio senza le controindicazioni della canfora soprattutto in soluzione idroalcolica. La canfora infatti può risultare leggermente tossica, in particolare se ingerita. La canfora oggi viene usata quasi esclusivamente per uso topico, o in altri prodotti come parassiticida e antisettico per i vestiti, in particolare di lana.

canfora

L’effetto analgesico e rubefacente è da sempre sfruttato per i reumatismi e i dolori muscolari. In passato era molto usata dai massaggiatori delle squadre di calcio, e gli spogliatoi spesso “adoravano di canfora”, che era uno degli odori tipici di questo sport. La concentrazione in questo tipo di oli e creme è del 25% che deve scendere al 5% quando si utilizza sui bambini. Si fanno applicazioni multiple durante la stessa giornata e la canfora è ancora molto usata e popolare tra i cittadini.

canfora

Quando la si utilizza per uso interno, la canfora può essere anche un coadiuvante della digestione, oltre che per l’ipertensione. In particolare è ancora largamente utilizzata nella medicina indiana e del sud-est asiatico, per l’insufficienza cardiaca, per disturbi asmatici e dolori ai muscoli. Viene prodotta anche in gocce orali e granuli per la cura omeopatica dei bronchi e per regolare la pressione arteriosa. In ogni caso si consiglia di rivolgersi ad uno specialista prima di utilizzare cure omeopatiche a base di canfora, anche se le controindicazioni finora riscontrate sono di lieve entità. Può dare luogo ad irritazioni e dermatiti, e non va utilizzata per neonati e donne in stato interessante. Se ne sconsiglia l’uso anche in associazione con altri farmaci, quali gli psicofarmaci, e tutti quelli utilizzati in terapie riguardanti il sistema nervoso. Inoltre, data la sua tossicità, si sconsiglia un uso prolungato di canfora, in particolare per prodotti concentrati oltre il 10%, in quanto si potrebbero riscontrare casi di intossicazione, e rischi, in particolare per i soggetti al di sotto dei due anni, di convulsioni e laringospasmi.