Capelvenere: come coltivare questa rara ed elegante felce

Il capelvenere è una pianta sempreverde molto usata in angoli ombreggiati del giardino o in appartamento, per la sua eleganza e il suo colore vivace. Con pochi accorgimenti è possibile coltivare il capelvenere e mantenerlo bello e sano.

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Il capelvenere è una pianta sempreverde molto usata in angoli ombreggiati del giardino o in appartamento, per la sua eleganza e il suo colore vivace. Con pochi accorgimenti è possibile coltivare il capelvenere e mantenerlo bello e sano.

Capelvenere: un’elegante felce

Capelvenere è il nome che è stato dato ad una particolare specie di felce. Essa si adatta alla coltivazione sia in vaso, come pianta da interno, che all’esterno. Questa pianta è particolarmente nota per la bellezza delle sue foglie dall’aspetto delicato e vaporoso e nel contempo di una colorazione verde vivacissima. Questa particolare pianta è sinonimo di eleganza e può ravvivare angoli ombreggiati, meglio se umidi. Le varietà di capelvenere sono diverse, sul mercato di solito si trovano quelle che si adattano a climi di ogni tipo.

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Il nome latino scientifico di questa pianta è Adiantum capillus-veneris e appartiene alla famiglia delle Pteridaceae. Il nome gli è stato attribuito in riferimento al suo aspetto delicato, che ricorda i capelli di una dea. Le leggende su questa pianta sono diverse. Il capelvenere è diffuso in Europa, come pianta selvatica, si tratta infatti semplicemente di una tipologia di felce.

Come si presenta il capelvenere

Questa felce ha tratti caratteristici: le foglie sono molto piccole e hanno una forma particolare a ventaglio, sono molto sottili e delicate e hanno un bordo frastagliato. Al ramo sono attaccate con dei filamenti sottili di colore nero che spicca notevolmente sul verde brillante delle foglie. Le piante piccole non superano i 35 cm di altezza. Il capelvenere è presente anche in natura, tipicamente è una pianta del sottobosco che si sviluppa di solito lungo corsi d’acqua, torrenti o nelle vicinanze di grotte o ambienti particolarmente umidi e ombreggiati. In Italia di solito viene usata come pianta decorativa in appartamento, più difficilmente la troviamo nei giardini.

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Dove mettere la pianta: in giardino

La coltivazione del capelvenere al di fuori del suo naturale habitat non è molto semplice, a meno che non si riproducano le condizioni ambientali simili. La difficoltà maggiore è nel fornirle un’umidità ambientale sufficiente e il terreno adatto. Se in giardino avete un laghetto ombreggiato o un pozzo, potreste inserirla in quel contesto, il sole diretto d’altronde può prenderlo, ma non in estate e nelle ore centrali della giornata.

Altrove la pianta necessiterà continue annaffiature e specialmente vaporizzazioni. Il fatto che di solito queste piante sono coltivate dai rivenditori in serra temperata fa sì che difficilmente si possa rieducare la pianta alla vita all’aria aperta. Di conseguenza se desideriamo metterla in giardino, acquistiamola in primavera, quando sono appena state preparate e sono ancora forti e rigogliose per affrontare un cambiamento radicale. Mettiamo la pianta all’aperto di notte non appena le temperature sono sufficientemente alte. In inverno si spoglierà delle foglie, ma arrivata la primavera ricresceranno.

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Dove mettere la pianta in casa

Come tutte le felci la posizione giusta per il capelvenere è una zona umida, ombreggiata e fresca, ma non al buio, l’illuminazione è necessaria. Le foglie vi indicheranno comunque le sue condizioni: se la luce è troppa, esse diventeranno gialle, mentre se è troppo poca, si scuriranno. Se mettete il capelvenere in vaso, sappiate che non ha un apparato di radici molto espanso, di conseguenza occupa poco posto. In appartamento queste piante vivono come se fosse sempre primavera, anche perché di solito il clima è piuttosto asciutto. Da evitare ovviamente in casa zone di calore diretto, come termosifoni, caminetti o anche all’opposto ventilatori e climatizzatori poiché determinano un eccessiva secchezza dell’aria.

Per mantenere alto il livello di umidità è bene munirsi di un coprivaso ampio, nel quale metteremo (fino a metà) dell’argilla espansa. Il vaso con la pianta sarà così sollevato e se lasceremo dell’acqua nel sottovaso l’umidità sarà garantita mediante l’evaporazione. Frequenti vaporizzazioni poi miglioreranno ulteriormente la salute del vostro capelvenere. Questo è l’unico punto debole di questa felce, per il resto è una pianta abbastanza resistente, infatti spesso sopravvive anche in condizioni poco favorevoli.

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Irrigazione: il punto debole

Come abbiamo anticipato il capelvenere è nato per stare in zone in semi-ombra e soprattutto umide, di conseguenza è una pianta che va irrigata con regolarità e quando possibile va vaporizzata. Le irrigazioni devono essere frequenti, soprattutto in primavera e in estate perché l’habitat deve restare umido. Attenzione però ai ristagni idrici che ne sono nemici, come in tutte le piante. Non appena notate comunque che il substrato tende ad asciugare, provvedete all’annaffiatura, in piccole quantità. Ogni 15-20 giorni è bene anche aggiungere all’acqua del concime per piante verdi, in modo da incrementare il quantitativo di Sali minerali nella terra.

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Riproduzione della pianta

Il capelvenere non produce né fiori, né frutti, né semi, ma si propaga con le spore. Queste sono praticamente delle cellule della pianta che sono in grado di sviluppare un nuovo esemplare. In pratica si comportano come semi pur non essendolo e non sono così semplici da maneggiare, soprattutto per le loro microscopiche dimensioni.

Per riprodurre la pianta di conseguenza è molto più usato il metodo della divisione del rizoma. In autunno si possono dissotterrare le radici della pianta e si possono tagliare in porzioni, ognuna delle quali darà luogo a una nuova pianta. La base di questi nuovi capelvenere devono avere una parte di rizoma originario della pianta madre e una parte delle radici prodotte da questa. Queste nuove piante devono essere subito interrate in vasetti non troppo grandi, riempiti con del terriccio fresco, della sabbia e qualche pezzo di corteccia sminuzzata. Di solito queste piante radicano facilmente. La divisione del rizoma oltretutto rinvigorisce la pianta originale.

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