Coledoco: una parte fondamentale tra fegato e duodeno

Il coledoco è un piccolo tubicino della lunghezza di 6 cm con un diametro di 5-7 mm attraverso il quale scorrono la bile ed i succhi pancreatici in direzione dell’intestino.

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Il coledoco è un piccolo tubicino della lunghezza di 6 cm con un diametro di 5-7 mm attraverso il quale scorrono la bile ed i succhi pancreatici in direzione dell’intestino. Il coledoco si apre nella seconda metà del duodeno, riversandovi quindi i liquidi contenuti, che finiscono nell’intestino tenue. Nella parte superiore questo tubicino è sostanzialmente la continuazione del dotto epatico. Si tratta quindi in realtà di un unico canale unitario, che prende la denominazione di coledoco dal momento in cui il dotto cistico, che proviene dalla cistifellea, si unisce con quello epatico che proviene dal fegato. Non a caso il coledoco è altrimenti chiamato dotto biliare comune.

Quando nella parte inferiore il coledoco si apre in direzione del duodeno (intestino tenue) si fonde con il dotto pancreatico maggiore, il quale trasporta succhi digestivi prodotti dal pancreas e ricchi di enzimi. Dove si fonde il coledoco con il dotto pancreatico si forma un breve canale unitario, leggermente slargato, che viene comunemente chiamato ampolla di Vater. Questo non si apre nel duodeno direttamente, ma viene controllato da una struttura muscolare liscia che fa da sfintere, che prende il nome di sfintere di Oddi. Questa valvola permette di non fare riversare i succhi pancreatici e la bile continuamente nell’intestino, ma è un processo che avviene in corrispondenza dei pasti.

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La presenza di cibo nel piloro e nel lume dell’intestino stimola l’apertura di questa valvola. Nella maggior parte dei casi il coledoco e il dotto pancratico si uniscono prima di gettarsi nel duodeno, ma non è così raro trovare varianti anatomiche che rientrano comunque nella normalità.

Il coledoco quindi si può dividere in 4 porzioni che decorrono nella zona epato-duodenale:

  • porzione sopra-duodenale: decorre sulla prima parte del duodeno e entra da un lato, a sinistra, in rapporto con l’arteria epatica e nella parte anteriore con la cosiddetta vena porta.
  • porzione retro-duodenale: percorre la parte posteriore del primo tratto del duodeno, lo supera e si congiunge con la porzione superiore della testa del pancreas. Durante il tragitto perde il contatto con la vena porta, entrando sempre di più in contatto invece con la vena cava inferiore.
  • porzione pancreatica: ubicata in un’area anatomica precisa chiamata Quadrilatero di Quenu.
  • porzione intramurale: decorre a livello dello spessore della parete della seconda parte del duodeno. Il coledoco qui si congiunge con il dotto pancreatico principalee con questo andrà a finire nell’ampolla di Vater .

Com’è fatto il coledoco

Dal punto di vista istologico il coledoco è costituito da una tonaca muscolare esterna e da una tonaca mucosa interna. Quest’ultima è costituita da epitelio di rivestimento: ha cellule alte di forma cilindrica e dotate di microvilli, e cellule che secernono muco. La lamina interna ospita quindi ghiandole biliari che secernono sempre una sostanza mucosa e in certi casi queste possono essere posizionate in profondità, nella tonaca esterna muscolare. La tonaca muscolare esterna al coledoco è costituita da fibre muscolari di tipo liscio, intervallate fra loro da fibre di collagene. Questa parte tende ad ispessirsi mano a mano che si avvicina allo sfintere epatopancreatico di Oddi.

Il coledoco nell’embrione si forma a partire dalla proliferazione cellulare di dotto epatico e cistico, a seguito della formazione della parete destra del duodeno. Considerando la sua origine di formazione il coledoco va considerato come un dotto escretore del fegato, quindi la sua funzione ufficiale è quella di trasportare i liquidi da questo organo eventualmente accumulati nella colecisti.

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La digestione e il coledoco

I succhi biliari e del pancreas sono elementi fondamentali per la digestione umana e precisamente per i processi che avvengono a livello del duodeno. Questi rappresentano sostanze chiave per il corretto assorbimento dei nutrienti che vengono introdotti con l’alimentazione. La bile viene secreta nei canalicoli biliari e viene convogliata nei dotti epatici. Quando lo sfintere di Oddi si chiude tra un pasto e l’altro, viene favorito lo stoccaggio di liquidi nella cistifellea. A seguito dei pasti il cibo presente nel tratto iniziale del duodeno determina la contrazione della colecisti e la conseguente espulsione della bile, attraverso il coledoco, nell’ampolla di Vater. La bile entra quindi nel duodeno con il succo del pancreas e lo sfintere si rilassa.

Patologie del coledoco

Il coledoco non è immune da malattie, infatti non sono rari disturbi a carico di questa struttura anatomica.

  • Coledocolitiasi: Un disturbo ostruttivo del coledoco legato alla presenza di un calcolo formatosi lì o arrivatovi dalla colecisti. Questa condizione si accompagna spesso all’ittero, cioè una colorazione della pelle e delle sclere degli occhi giallastre, urine scure, feci pallide. Non è rara anche la presenza di febbre e brividi dati da complicazioni infettive. Si parla in questo caso di colangite ascendente. Può degenerare in cirrosi biliare, ascessi epatici, pancreatite.
  • Colangite: infiammazione di origine batterica (es. escherichia coli) delle vie biliari intra ed extraepatiche, con sintomi simili alla colestasi. La contaminazione è spesso favorita da lesioni anatomiche a seguito di interventi chirurgici o per anomalia congenita del coledoco. Spesso la colangite è un disturbo che si accompagna a calcoli o tumori che ostruiscono le vie biliari. I sintomi sono confondibili con la colica. Si presentano: dolore nell’area epatica, febbre, brividi scuotenti, ittero lieve e splenomegalia. La forma più grave è la angiocolite suppurativa.
  • Alterazioni anatomiche del coledoco congenite: molto rare, si parla di 1 neonato su 10mil, le atresie (nello specifico atresia biliare extraepatica oppure EHBA)e neoplasite in situ. Le cause delle atresie non sono chiare, alcuni le attribuiscono ad infezioni perinatali o a reazioni autoimmuni. Le dilatazioni congenite invece insorgono in età infantile e rimangono asintomatiche sino all’età adulta, quando favoriscono l’insorgenza di calcoli e la perforazione.

Le patologie legate al coledoco vengono diagnosticate con un esplorazione fatta con coledoco scopia, attraverso le vie biliari.