Complesso di Edipo, cos’è e cosa bisogna sapere

Il complesso di Edipo è una locuzione molto nota e usata spesso nelle conversazioni. Ma cosa significa realmente? Quali sono le sue origini, le sue interpretazioni, le basi scientifiche e come porsi di fronte ad esso? Proviamo a fare un po’ di chiarezza.

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Il complesso di Edipo è una locuzione molto nota e usata spesso nelle conversazioni. Ma cosa significa realmente? Quali sono le sue origini, le sue interpretazioni, le basi scientifiche e come porsi di fronte ad esso? Proviamo a fare un po’ di chiarezza.

Per prima cosa, possiamo dire che il complesso di Edipo riguarda solo i bambini maschi, attratti dalla figura della propria madre, e “rivali”, in questo affetto morboso, dei padri. Il primo a sviluppare questo concetto di attrazione per il genitore di sesso opposto, da parte del bambino, fu il padre della psicoanalisi Sigmund Freud, ma fu il suo ex allievo Carl Gustav Jung a strutturarne il concetto di complesso, utilizzando per primo questa parola.

Il mito greco di Edipo

«Apollo però non rispose apertamente alla mia domanda, e mi predisse, invece, lacrimevoli e orribili sciagure: essere mio destino mescolarmi in amore a mia madre, e aver da lei prole nefanda; inoltre avrei ucciso mio padre».

Con queste parole Sofocle, celebre drammaturgo greco antico, riassume quello che è il mito greco di Edipo. Sinteticamente, il mito racconta della storia di Edipo il quale, ignaro sulle sue origini, uccide un viandante e ha un rapporto sessuale con una donna, Giocasta, dal quale nascerà un figlio. Solo successivamente scopre che in realtà il viandante era suo padre e Giocasta sua madre. Impazzito dal dolore e dalla vergogna Edipo si accecò e iniziò a vagare cercando di essere dimenticato da anima viva. Il mito di Edipo ha avuto un grande successo nella cultura popolare, nella letteratura, nell’arte e anche nella psicologia. Con questo mito, infatti, si è soliti indicare il desiderio da parte di un bambino nei confronti del genitore di sesso opposto. in realtà il complesso di Edipo fa riferimento principalmente ai figli maschi attratti dalla madre, perché per le bambine si parla di complesso di Elettra.

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Manifestazioni del complesso

Questo complesso si manifesta solitamente intorno ai 3 anni di età e il bambino inizia ad avere un atteggiamento possessivo nei confronti della madre dalla quale vuole attenzione, coccole e affetto sempre maggiore ed esclusivo. Quest’attrazione si realizza anche con un conseguente fastidio nei confronti del padre, concepito come rivale e ostacolo verso il suo obiettivo. Intorno ai cinque anni (in alcuni casi fino ai sei-sette anni) il bambino inizia ad uscire da questo complesso, in maniera più o meno tranquilla, chiamata ‘fase risolutiva’, e accettare il distacco soffocando nel proprio inconscio le passioni e le emozioni verso la madre.

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Questa impostazione è figlia delle valutazioni e dell’impostazione di Freud e ha avuto alcune rivisitazioni nei decenni successivi al padre della psicoanalisi. Quando questo fenomeno si manifesta non bisogna ovviamente preoccuparsi o scandalizzarsi, ma cogliere l’occasione per spiegare, con tranquillità e dolcezza, al bambino la realtà delle cose e la differenza dei sentimenti; la spiegazione, anche se difficoltosa, graduale e prolungata nel tempo, è fondamentale perché il bambino acquisisca piena consapevolezza della realtà delle cose e ne esca in maniera lineare e priva di conseguenze.

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Le conseguenze di un complesso di Edipo non risolto

Qualora il complesso di Edipo non avesse svolto tutto il suo ciclo e rimanesse per il bambino, poi ragazzo e uomo, può portare a gravi e serie conseguenze. Sempre secondo Freud la conseguenza principale di un complesso di Edipo non risolto è all’origine dei maggiori disordini psichici delle persone. Secondo alcuni in questo complesso risiederebbe la causa dell’attrazione per persone dello stesso sesso. Il complesso di Edipo è, come detto, una fase normale nella crescita di un bambino e le conseguenze sulla psiche e la sensibilità di quello che diventerà poi un uomo possono risiedere sia nella non risoluzione del complesso sia nel suo trattamento. Infatti molti problemi affettivi e disturbi della personalità nascono proprio da un errato trattamento del fenomeno da parte dei genitori nella delicatissima fase della crescita del bambino.

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Il complesso di Edipo può e deve essere diagnosticato da un medico specialista che si occuperà di esaminare lo storia e la situazione del paziente in modo da poter intervenire in maniera utile. La sessualità, infatti, è un aspetto molto importante, forse fondamentale, nella vita di ognuno, sia per gli uomini che per le donne, pur con tutte le differenze del caso e solo una banalizzazione e una trattazione leggera e banalizzante della materia può pensare che si tratti di un atto che coinvolge solamente l’aspetto fisico e il piacere. Come dimostra anche il caso del complesso di Edipo, la sessualità è una cosa importante che ha risvolti seri nell’identità, nello sviluppo, nella maturazione e crescita di ogni individuo. Molto spesso la crescita anagrafica non corrisponde a una crescita di consapevolezza della propria identità e dell’influenza che la sessualità ha sulla psiche e su tutta la persona. È una materia che va affrontata con delicatezza, pudore e intelligenza, per evitare di ritrovarsi a combattere contro mostri piuttosto difficili poi da tenere a bada e sconfiggere.

La nascita della psicoanalisi e del complesso di Edipo

Verso la fine dell’Ottocento, quello che viene considerato il padre della psicoanalisi, Sigmund Freud, iniziò ad analizzare i processi psichici dell’inconscio, grazie anche ad alcuni sogni che portarono il neurologo e filosofo, a fondare una scienza su basi analitiche e scientifiche. La data ufficiale della nascita della psicoanalisi è considerata il 24 luglio 1895, con il sogno, da parte di Freud, “di Irma”. Ai primo del Novecento, il Neurologo austriaco e la sua nuova scienza, erano già molto considerate, con un gruppo di studiosi al seguito.

Già nel 1897, Freud iniziò una riflessione su quello che poi sarebbe stato chiamato “complesso di Edipo”, con una missiva al grande amico dottor Fliess, ma un’attenta analisi del fenomeno dovette attendere molti anni prima di prendere corpo. Sarà infatti solo attraverso l’ascolto dei suoi pazienti in psicanalisi, che Freud elaborerà l’esistenza di un trauma sessuale infantile, in un’analisi ancora grezza che però provocò enormi critiche alla nuova scienza, per la scabrosità dell’argomento sessuale in riferimento ai bambini.

Dopo aver inizialmente supposto un trauma sessuale, Freud ampliò la sua analisi, correggendola, da trauma a desiderio sessuale, o meglio a delle fantasie seduttive e incestuose. Questo desiderio, nei bambini, veniva censurato da parte dei genitori, creando così, secondo l’austriaco, le diverse forme di nevrosi negli adulti. Freud arrivò ad ipotizzare che la sperimentazione e la rimozione del desiderio sessuale fosse alla base dell’evoluzione sociale e civile umana.

Ma lo psicoanalista, in seguito, smentì sé stesso, ricredendosi in seguito sul legame tra il desiderio sessuale infantile, e le nevrosi. A questo proposito, nel 1980 vi furono le rivelazioni dell’allora direttore dei Freud Archives, Jeffrey Masson, che avendo accesso a documenti riservati, svelò come Freud avesse considerato un grave errore l’abbandono di quella teoria. Lo stesso Masson invece considerava sbagliata la riconsiderazione della teoria come nascita della psicoanalisi, pensando che l’abbandono dell’ipotesi della seduzione fosse stata in realtà, la morte della nuova scienza. Queste considerazioni, pubblicate in un libro, furono battezzate lo “scandalo Masson”.

I dissidi tra Freud e Jung sul complesso di Edipo

Il complesso di Edipo fu al centro dei dissidi tra il padre della psicanalisi Freud, e il suo più grande allievo e successore, Jung, tra il 1912 e il 1914.

Per Jung infatti, il desiderio incestuoso infantile non doveva essere visto da un punto di vista sessuale, ma rigenerativo, come ricongiungimento al genitore e rinascita. Il complesso di Edipo rappresenta dunque una trasformazione verso il concretismo, e Jung ipotizza dunque altre cause alla nevrosi, dissentendo da quello che egli vede come un padre mitico. In pratica Jung uccide Freud, in senso metaforico, aprendo una frattura scientifica e ideologica nella psicanalisi.

Le teorie successive

Tra gli psicanalisti che più hanno trattato il complesso di Edipo, vi sono Ernst Bloch e James Hillman, che riprendono Jung e arrivano ad ipotizzare il “desiderio del desiderio”, una conseguenza dello svezzamento e della separazione dal seno della madre. In realtà dunque, il complesso di Edipo è una fase per il completamento e il superamento dei conflitti sessuali.

Nella psicanalisi francese, grande rilievo acquista il pensiero di Jacques Lacan, che lascia la sfera prettamente sessuale del complesso di Edipo per equipararlo al sentimento di appartenenza sociale. Anche i francesi Guattari e Deleuze si distanziano molto da Freud e dal suo concetto di desiderio e mancanza sessuale. Così il complesso di Edipo costringe il bambino ad allineare la propria sessualità all’autorità e alla tradizione della società borghese, in un contesto di schizofrenia sociale. Anche Ferdinand de Saussure, attraverso gli studi antropologici delle tribù primitive, configura il complesso di Edipo come un tabù dell’incesto che serve a portare il bambino ad allinearsi alla società e alla cultura, e quindi alla nascita stessa della cultura umana. Senza il tabù dell’incesto, l’umanità non sarebbe diversa da qualsiasi razza animale, con istinti e comportamenti incestuosi e senza proiezioni culturali ed intellettuali. Rompere il desiderio sessuale del bambino, verso il genitore, desiderio naturale in quanto questi è il primo sesso opposto conosciuto e desiderato, porta il piccolo individuo a rispettare le regole sociali e non lasciarsi alle regole naturali, in cui l’incesto non è un problema, ma crea animali e non cultura.

Da qui, a moderna psicanalisi ha abbandonato la critica all’incesto, secondo le teorie di Lacan, e il complesso di Edipo porta dunque la persona ad accedere nella società, e quindi ad accedere alla cultura e all’umanizzazione, in un processo evolutivo continuativo.

Il complesso di Edito rappresenta appunto il passaggio dalla struttura prettamente naturale e animale del bambino, a quella sociale della comunità e della civiltà.

La struttura del complesso edipico

Il complesso di Edipo sviluppato da Sigmund Freud ha una struttura precisa. La sua ipotesi è quella che la libido nel bambino, emerga già dalla nascita e che vada poi a influenzare i suoi comportamenti adulti. Le fasi che vanno a strutturare il complesso di cui parliamo oggi sono tre.

C’è la fase orale, che va dagli 0 ai 18 mesi. Per il bambino la suzione dal seno materno per trarre il nutrimento, è anche un’importante fonte di piacere. Inconsciamente il piccolo si va a impossessare dell’oggetto del suo desiderio, attraverso la bocca. C’è poi la fase anale,  che va dai 18 mesi ai 3 anni. Per il bambino è l’ano la zona di gratificazione, cioè il controllo che mostra nell’espulsione volontaria delle feci. Diventa il punto della gratificazione sessuale. C’è poi la fase fallica, dai 3 ai 5 anni. E’ qui che Freud colloca la nascita del complesso di Edipo, perché sia il maschio che la femmina riconoscono come organo il pene. Mentre nelle prime due fasi la libido è auto-erotica, nella terza fase il desiderio viene spostato fuori. Secondo il padre della psicanalisi e gli altri psicanalisti, questa è una delle esperienze più sconvolgenti a livello emotivo e affettivo. E’ proprio il superamento del complesso di Edipo che dipende la strutturazione futura della personalità del bambino.

Il complesso di Edipo è positivo o negativo?

Può essere sia positivo che negativo. E’ positivo quando è rivolto verso il genitore del sesso opposto, mentre l’altro, è vittima dell’ostilità del bambino. E’ negativo quando invece l’attrazione è verso il genitore dello stesso sesso e viene rifiutato l’altro. Molte volte viene riscontrato un mix di questi due, perché il bambino può anche se in misure e forme diverse, provare ora amore e ora ostilità, sia verso la madre che verso il padre.

I sintomi del complesso edipico

Riassumiamo in questo paragrafo i sintomi del complesso di Edipo.

  • Il bambino inizia a chiedere più attenzioni da parte della madre. Cerca coccole e tenerezze.
  • Il bambino può provare a intromettersi nella sessualità dei genitori. Magari entra nella loro camera senza bussare, nonostante i genitori hanno più volte specificato che questa regola deve essere rispettata.
  • Il padre diventa un rivale da allontanare.
  • Il bambino scopre il suo corpo, capisce che il pene è importante e lo è soprattutto per l’intimità dei genitori, dal quale viene escluso.
  • Attacchi di collera, nati perché le sue “manovre di seduzione” non funzionano. Questi attacchi sono il sintomo della contrarietà soffocata.
  • Il bambino può sperimentare spesso gli

Sono sintomi che iniziano a scomparire verso i 5 e i 7 anni. Questa è la fase risolutiva. Il bambino capisce di non poter sostituire il genitore e così, reprime le passioni. I bambini a questa età iniziano a essere ben felici di adottare il comportamento del genitore dello stesso sesso e si identificano in lui.

Complesso di castrazione

Il complesso di castrazione è strettamente legato a quello di Edipo, perché è la sua stessa risoluzione. Si tratta di un meccanismo psicologico che ha radici molto profonde, legate appunto alla paura di essere castrato. Una paura che spesso permane, anche se in modo molto velata, anche in età adulta.

E’ un complesso che riguarda i maschi e spesso si traduce nella paura di esser puniti. Questo complesso viene dal bambino associato al forte senso di angoscia.

Il bambino viene punito quando cerca di intromettersi nella vita sessuale dei genitori e visto che ciò accade proprio durante la “scoperta del fallo”, ecco che si parla in un certo senso di castrazione.

Questo complesso è inevitabile e necessario. Serve per punire le fantasie che il bambino fa sulla madre. Spinge il maschietto a identificarsi con il padre.

La minaccia della castrazione alcune volte può essere esplicita, cioè lo sgridare il piccolo quando tenta di masturbarsi. Il complesso diventa ancor più forte nel bambino che è già consapevole della differenza tra uomo e donna e crede che tale differenza di genitali, dipenda appunto dall’asportazione delle parti intime. Una credenza molto diffusa tra i bambini che possono sperimentare davanti alla paura che accada a loro, veri e propri sintomi nevrotici.

Quando il complesso di castrazione non è superato, l’uomo adulto vive il rapporto sessuale in modo distolto. Sente di non essere capace di soddisfare la donna, vede i genitali femminili inghiottire quelli maschili e la percepisce come punizione.

Qual è il ruolo dei genitori nel complesso di Edipo?

I genitori in tutto questo hanno un ruolo. Il genitore che attrae i comportamenti ostili deve sgridare il bambino, deve soprattutto imporre i limiti per quanto riguarda i desideri del figlio. Anche quando il bambino è particolarmente ostile e geloso, deve comportarsi come se non stesse succedendo niente. Il genitore che attrae invece i sentimenti di desiderio, deve valorizzare l’altro genitore, esaltando le sue capacità. Deve portare il figlio a identificarsi in lui.

Complesso di Elettra

Il complesso di Edipo è per i bambini. Il complesso di Elettra per le bambine. Fu Jung a parlarne. E’ l’uno la controparte dell’altra. La bambina ha come oggetto dell’amore il padre e prova rivalità per la madre. Una tappa fondamentale perché permette alla bambina di sviluppare la personalità eterosessuale.

Si chiama complesso di Elettra sempre in riferimento a un personaggio della mitologia. Elettra era la figlia di Agamennone e Clitennestra. Clitennestra insieme al suo amante Egistro uccide Agamennone. Elettra allora libera il fratello e uccide i due carnefici.

Il complesso di Elettra è più complicato rispetto a quello di Edipo. Perché anche le femmine hanno come oggetto dell’amore primario la madre ma poi con il passare del tempo, le attenzioni devono passare al padre.

Elettra quindi è qualcosa di più di un Edipo femminile. Lei infatti nella mitologia viene cacciata dalla reggia e la madre la costringe a giacere con un uomo, il quale dovrebbe appunto sostituire l’amore materno. Un odio quindi che nasce a causa del rifiuto materno.

La bambina sposta l’attenzione dalla madre al padre quando scopre che tra i due sessi vi è differenza. Inizia così a invidiare il pene e odiare la madre. La ritiene inconsciamente responsabile della sua mancanza. La fase della castrazione quindi è superata e inizia a desiderare chi possiede ciò che gli è negato.

Anche la bambina deve superare il complesso di Edipo. Si tratta di una fase fondamentale per il suo sviluppo. Il fatto che vi sia attrazione verso il padre lo porta a essere un modello su cui fare confronti per le future relazioni. Quando invece la fase non viene superata, ecco che la donna ha difficoltà a trovare l’uomo giusto, quello che la comprenda. Sono soprattutto i padri iperprotettivi a scatenare poi nelle figlie il bisogno di ricevere cure dagli uomini, restando sempre insoddisfatte dai partner.

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