Debridat, farmaco usato spesso per la cura del colon irritabile

Che cos’è Debridat, come si usa, il dosaggio corretto, le avvertenze da seguire e le principali controindicazioni.

Debridat è un farmaco antagonista dei recettori encefalinergici dell’apparato gastrointestinale. Questo medicinale viene spesso impiegato per la cura di un gran numero di patologie. Ad esempio, è indicato per contrastare il colon irritabile, così come il trattamento di disturbi funzionali della motilità gastro-esofagea. In altri casi, è utile contro l’atonia a livello intestinale in seguito ad un’operazione chirurgica. Inoltre, viene usato anche in preparazione ai vari esami endoscopici relativi al tubo digerente. In quest’ultimo caso viene somministrato sotto forma di soluzione iniettabile.

Quali sono le principali controindicazioni di Debridat

Questo farmaco non deve essere utilizzato quando il paziente soffre di ipersensibilità rispetto al principio attivo o ad uno dei vari eccipienti. Se ne sconsiglia l’uso anche in presenza di colite ulcerosa e megacolon tossico. Stesso discorso quando il paziente soffre di ileo paralitico e malattia ostruttiva dell’apparato gastrointestinale. Non deve essere somministrato ai bambini che hanno meno di 3 anni, così come nei pazienti che soffrono di allergia rispetto alla soia o alle arachidi.

Quali sono le più importanti precauzioni per l’uso

In alcuni casi sono stati riscontrati dei casi di lipotimie e ipotensione. Si tratta di effetti collaterali che, nella maggior parte dei casi, sono relativi alla via endovenosa. E chiaramente insorgono in quelle situazioni in cui vengono utilizzati dosaggi ben al di sopra dei 100 mg. Stesso discorso nei casi in cui l’iniezione venga portata a termine con eccessiva velocità. L’utilizzo parentale di tale prodotto si deve verificare sempre seguendo le direttive da parte del medico curante. Nello specifico, l’iniezione mediante endovena deve essere effettuata molto lentamente. Non ci sono specifiche precauzioni per l’uso della trimebutina quando viene assunta per via orale. L’impiego delle capsule, inoltre, è particolarmente consigliato in tutte le persone adulte.

Quali sono le possibili interazioni

Per il momento i vari studi non hanno messo in evidenza delle interazioni degne di nota legate alla trimebutina con altri medicinali specifici legati a particolare affezioni. In ogni caso, prima di iniziare il trattamento si consiglia di informare il medico quando si è in terapia con altri medicinali. Anche nel caso in cui questi ultimi vengano assunti senza alcun tipo di prescrizione da parte del medico curante.

Le più importanti avvertenze

Debridat è un medicinale che non comporta alcun tipo di pericolo dal punto di vista della dipendenza o assuefazione. Nella formulazione come soluzione iniettabile si trova una percentuale di alcol benzilico. Per questa ragione, tale preparato per via parenterale non deve essere consigliato ai bambini che hanno meno di tre anni. La soluzione iniettabile presenta al suo interno sodio cloruro. Bisogna considerare anche i problemi di quei soggetti che soffrono di una minore funzionalità renale. Così come è necessario prendere in considerazione chi segue un’alimentazione a ridotto contenuto di sodio. Inoltre, il principio attivo trimebutina non va a modificare in alcun modo la capacità di mettersi alla guida di auto o altri macchinari.

Le avvertenze relative alle altre formulazioni

Nella forma di granulato per sospensione orale, Debridat contiene saccarosio. Per questa ragione devono stare attenti i pazienti che soffrono di diabete e tutti quelli che devono osservare diete ipocaloriche. Nel caso in cui il paziente soffra di intolleranza rispetto ad alcuni zuccheri, si consiglia di seguire le indicazioni del medico curante prima di iniziare un trattamento a base di tale farmaco. All’interno di tale sospensione si trova anche il sodio metileparaidrossibenzoato che è in grado di provocare delle reazioni di natura allergica. Per quanto concerne le capsule molli sia il sodio propileparaidrossibenzoato che il sodio etileparaidrossibenzoato possono provocare delle reazioni allergiche. All’interno del medicinale si trova una percentuale di soia. Ecco spiegato il motivo per cui non può essere usato da tutti quei pazienti che sono allergici sia alla soia che alle arachidi.

L’impiego in gravidanza

L’assunzione di questo farmaco è sconsigliata nel corso dei primi tre mesi di gravidanza. Stesso discorso anche nel corso dell’allattamento al seno. Diversi studi ed esperimenti sugli animali non hanno messo in evidenza delle conseguenze teratogene. Al momento non ci sono informazioni e dati che bastano per avvalorare un effetto malformativo oppure tossico della trimebutina nei confronti del feto nel corso della gravidanza. Prima di assumere ogni tipo di medicinale, quindi, è sempre meglio chiedere consiglio al proprio medico curante.

Qual è il dosaggio consigliato

Il dosaggio corretto varia in relazione alla formulazione che viene considerata. In riferimento alle capsule molli, il dosaggio migliore è pari a 300-450 mg al giorno. Si tratta di un quantitativo pari a circa 2-3 capsule al giorno. L’impiego delle capsule è suggerito soprattutto nelle persone adulte. Per quanto riguarda le supposte si suggerisce un dosaggio di 2-3 supposte al giorno. In riferimento al granulato per sospensione orale, bisogna differenziare l’età del paziente. Negli adulti circa 2-3 cucchiai al giorno. Nei bambini dopo i 5 anni circa due cucchiaini di caffè da assumere tre volte al giorno. Nei bambini da 1 a 5 anni, si consiglia un dosaggio pari ad un cucchiaino da caffè per tre volte al giorno. I bambini che hanno da sei mesi ad un anno, un cucchiaino da caffè da assumere due volte al giorno. Per quanto riguarda i bambini fino a sei mesi di età mezzo cucchiaino di caffè da somministrare tre volte al giorno.

Previous ArticleNext Article