Esofagite eosinofila: cause, sintomi e rimedi

Cos’è l’esofagite eosinofila? Tra tutte le infiammazioni dell’esofago forse questa è una delle meno conosciute. Non è ancora chiaro perché si manifesta in realtà, mentre i sintomi si fanno sentire forti e chi

Cos’è l’esofagite eosinofila? Tra tutte le infiammazioni dell’esofago forse questa è una delle meno conosciute. Non è ancora chiaro perché si manifesta in realtà, mentre i sintomi si fanno sentire forti e chiari!

Alla base dell’esofagite eosinofila sembra che possa esserci un’allergia alimentare. Prima veniva confusa erroneamente con il reflusso gastroesofageo.Si tratta comunque di una patologia recente (prima diagnosi nel 1997), nel senso che è stata scoperta solo negli ultimi anni. E’ stata scoperta e così chiamata perché questa malattia conica è associata all’alto numero di eosinofili all’interno dell’esofago. Consideriamo che gli eosinofili non dovrebbero esserci, se non in numeri davvero ridotti, all’interno di quest’organo.

Differenze tra esofagite eosinofila e reflusso gastroesofageo

Le ultime ricerche sono riuscite a distinguere l’esofagite eosinofila dal reflusso gastroesofageo. Mentre il secondo può dipendere dall’eccessiva acidità di stomaco, e quindi vi è un pH acido da tenere a bada, nel primo il pH è molto spesso normale. Se ne deduce che gli inibitori della pompa protonica che venivano prescritti non servivano a molto.

A provocare confusione comunque erano i sintomi delle due malattie, sotto vari tratti simili. La diagnosi ancora oggi non è facile. La prima cosa da valutare quindi è il pH, se è normale non può essere reflusso gastroesofageo. Inoltre chi soffre di quest’ultima patologia presenta si un alto numero di eosinofili, ma sempre inferiore rispetto a chi invece ha l’esofagite eosinofila.

Quali sono i sintomi?

Come abbiamo detto alcuni sintomi dell’esofagite eosinofila sono molto simili a quelli del reflusso gastroesofageo. Vi ricordiamo comunque che è sbagliato fare un’auto-diagnosi e la miglior cosa è lasciare che sia il medico a valutare qual è il problema che ci affligge, attraverso una corretta analisi dei sintomi e non solo. I principali sintomi dell’esofagite eosinofila sono:

Come viene diagnosticata?

Viene diagnosticata attraverso un esame istiologico. Il medico procede con la biopsia della mucosa dell’esofago, ottenuta dall’esofagogastroduodenoscopia. Lo scopo è quello di vedere se ci sono dei granulocisi eosinofili.

Gli eosinofili in condizioni normali si trovano ammassati nelle vicinanze della superficie epiteliale. Quando è presente la malattia sono invece a livello della mucosa esofagea. Cosa accade se il problema non viene diagnosticato e in seguito trattato? La parete s’inspessisce e diventa più difficoltoso il passaggio del bolo alimentare.

Durante l’analisi vengono trovate nell’esofago degli anelli di tessuto, si parla di “felinizzazione” perché l’esofago umano assomiglia a quello del gatto. Quando gli anelli raggiungono dimensioni maggiori invece, si parla di tracheizzazione. Tra le altre cose è possibile trovare noduli, papule e fissurazioni. Tuttavia potrebbe anche esserci una situazione di normalità da questo punto di vista, perciò per diagnosticare la patologia occorrono anche prelievi biotici.

Serve poi una valutazione delle possibili allergie. Secondo le statistiche 2/3 delle persone che ne soffrono, sono allergici ad alcuni alimenti oppure, soffrono di allergie stagionali. Sembra comunque che il problema raggiunga il picco nell’infanzia, tra i 6 e gli 8 età. Può però interessare anche gli adulti. La maggior frequenza si riscontra nel sesso maschile, un 75% circa.

Suffumigi per combattere il raffreddore ed il mal di gola I suffumigi appartengono a quelle pratiche dalle origini antichissime che si fondano sul ridurre alcune sostanze in fumi o vapori per scopi terapeutici e/o per la disinfezione (disinfezione dello spirito, non solo del corpo). Le tecniche per eseguire dei suffumigi non hanno nulla di particolarmente difficile: le parti del corpo sofferenti vanno poste sopra ad un recipiente dove sono contenute certe sostanza che vengono infuse a caldo; così facendo per la pratica dei suffumigi per la cura delle vie respiratorie, ci si dovrà coprire il capo con un canovaccio (per far sì che i vapori si concentrino nelle prime vie aeree del paziente senza disperdersi nell’ambiente circostante) e si dovrà respirare, aprendo per bene la bocca, il vapore o il fumo che salirà dal recipiente. Di regola occorre allontanarsi dai suffumigi ogni paio di minuti per poter respirare l’aria dell’ambiente senza vapori o fumi e poi ricominciare con il respirare i suffumigi e ripetere questa alternanza per un paio di volte, anche tre. Quali patologie si possono trattare con i suffumigi? Si consigliano i suffumigi per il trattare in modo naturale soprattutto alcune affezioncelle delle prime vie aeree, quindi le vie aeree superiori, ma non soltanto. Si possono trarre dei grossi vantaggi con i suffumigi qualora si soffra di faringite, laringite, asma e/o anche di alcune patologie di che affliggono i bronchi. Per questi tipi di malattie si useranno principalmente i prodotti di tipo fitoterapico che contengono dei principi balsamici disciolti in acqua. I suffumigi possono avere caratteristiche emollienti, stimolanti, possono essere secchi, e tutto dipende dal risultato che ci preme raggiungere in quella situazione ed in quel momento. Gli apparecchi per fare i suffumigi Attualmente in commercio si trovano veramente molte apparecchiature per l’applicazione dei suffumigi; in realtà la funzione di questi apparecchi è quella di generare artificialmente i vapori che derivano dai farmaci (o prodotti naturali) che saranno stati scelti per quella specifica affezione. Per quanto riguarda la fitoterapia, oggi come oggi è molto diffuso l’uso degli olii essenziali balsamici che, comunque, occorre che siano usati a basse o bassissime concentrazioni, quindi non più di cinque, massimo sei gocce per ciascun litro di acqua (che non deve essere troppo calda, così eviteremo il rischio di un laringospasmo. Tale rischio è presente in particolare per i bambini). Una concentrazione maggiore di questi olii balsamici (facendo attenzione a non superare mai il limite massimo che è di dieci gocce) può essere usata, invece, da sciogliere nell’acqua in cui facciamo il bagno, per ottenere da questo bagno agli olii balsamici gli stessi effetti che avremmo ottenuto dall’applicazione dei suffumigi con quegli stessi olii essenziali. Noi normalmente indichiamo come pericolosa e poco efficace l’adozione di metodi del genere “fai da te” relativamente ai suffumigi fatti con gli olii essenziali, poiché questi possono avere qualche controindicazione relativa aa alcune categorie di soggetti, ad iniziare proprio dagli individui che soffrono di asma. Oltretutto essi si possono senza dubbio annoverare tra i farmaci, anche se con un indice terapeutico piuttosto basso e, a causa di ciò, potrebbero anche non essere soggetti a libera vendita. Si consiglia, inoltre, di fare molta attenzione quando questo tipo di terapie richiedono tempi abbastanza lunghi. Anzi, potremmo proprio affermare che gli utilizzi prolungati degli olii essenziali, anche con la metodica dei suffumigi, sono del tutto sconsigliati. Se invece avete deciso che proprio non potete rinunciare al (in ogni caso sconsigliabile in assoluto) “fai da te”, allora il consiglio è quello di rinunciare all’idea di usare gli olii essenziali balsamici, e, invece, ipotizzare l’utilizzo di infusi a base di alcune droghe vegetali (foglie, fiori, ecc.), che verranno poi aggiunte all’acqua calda con lo scopo di godere dei vantaggi della respirazione del loro vapore tramite la metodica dei suffumigi. Per ricapitolare, dunque, i suffumigi (a volte anche chiamati “fumenti”), sono un tipico e classico “rimedio della nonna” per la cura di un raffreddore, o anche il “naso tappato” o i classici mal di gola stagionali. Sia che provenga da un apparecchio per suffumigi che da un recipiente qualsiasi adattato per l’occasione, il vapore acqueo è comunque un ottimo ausilio per liberare le narici, è d’aiuto nello scioglimento dei muchi e arreca benefici alla gola, e tutto ciò anche maggiormente se, come vi abbiamo spiegato sopra, aggiungiamo all’acqua calda anche qualche sostanza balsamica come potrebbero essere gli olii essenziali o, se mancano, anche delle droghe di natura vegetale. E’ palese che si tratta di una inalazione a temperature medio-alte e si può aggiungere anche che la parte della giornata più indicata è quella della sera, un po’ prima di andare a letto per la notte, perché sarà di sicuro ausilio una buona respirazione nel sonno ed allevierà tutti i sintomi tipici del classico raffreddore che potrebbero influire in modo dannoso con il sonno notturno, mettendovi di fronte ad una successiva giornata da affrontare “doloranti ed assonnati”. Indipendentemente dall’utilizzo di apparecchi acquistati proprio per l’applicazione dei suffumigi o dalla preparazione della più tipica pentola d’acqua calda, l’applicazione dei suffumigi non sarà difficile: occorrerà soltanto aggiungere gli ingredienti giusti (che si possono reperire con estrema facilità). Far bollire dell’acqua in una pentola (o attendere che l’apparecchiatura abbia scaldato sufficientemente l’acqua) e versare nell’acqua calda gli “ingredienti”. Coprirsi il capo con un canovaccio (così si eviterà di disperdere i vapori) e respirare il vapore che il liquido caldo emana. Utilizzare tanto il naso che la bocca per l’inspirazione. Proseguire per cinque minuti o, come già indicato, per un paio di minuti, poi sospendere e riiniziare l’inspirazione dei vapori per un altro paio di minuti e ripetere questa operazione per due o tre volte. Oltre che la sera, potrebbe essere utile ripetere i suffumigi anche una seconda volta nell’arco delle ventiquattro ore, e proseguire la terapia fino a che i fastidi accusati non scompaiano completamente.

Come viene curata?

Come viene curata l’esofagite eosinofila? Non c’è un trattamento specifico ma piuttosto una terapia che comprende la combinazione di una buona e corretta dieta, una terapia farmacologica e le dilatazioni perenodoscopiche. Di cosa si tratta?

Partiamo dalla dieta. L’allergologo individua quali sono gli allergeni alimentari e procede con il trattamento. Spesso sfrutta la dieta ad eliminazione altre volte una dieta elementare. Lo scopo è quello di far regredire il problema. E’ particolarmente importante questa fase nell’età pediatrica perché è qui che vi è una responsabilità maggiore degli alimenti che causano allergia.

C’è poi la terapia farmacologica che è quella cortisonica. Gli effetti collaterali però sono molti e quando vi è la sospensione del trattamento, ci sono le recidive. Nell’adulto viene preferita la terapia steroidea inalatoria, molto più efficace e sicura. La controindicazione principale è la candidosi esofagea, che si manifesta nel 15% dei casi. E’ ugualmente frequente la recidiva.

C’è poi la dilatazione endoscopica. Quando l’infiammazione è cronica nel tempo si arriva a una fibrosi della sottomucosa. S’irrigidisce la parete e si restringe. Questo porta a sintomi importanti come l’ostruzione del bolo alimentare. Questo trattamento prevede dei cicli di dilatazioni endoscopoche. I rischi sono vari, come ad esempio quello di fessurazione e perforazione. L’esofago a causa dell’eosinofilo infiltrato appare molto fragile. Vanno effettuate delle dilatazioni molto graduali, da eseguire con cautela e solo da esperti così da ridurre le complicanze.