Gotta: cos’è? Come si manifesta? Breve guida su sintomi, terapie e dieta

La gotta è un processo infiammatorio che colpisce le articolazioni. Ogni anno ne viene affetta una percentuale di popolazione del nostro Paese che va dall’1 al 2 percento.

gotta

Purtroppo questa stima circa la diffusione della gotta potrebbe essere sbagliata per difetto e, comunque, sono dati che aumentano continuamente.

Gotta: breve descrizione

Coloro che soffrono di gotta manifestano dolori e gonfiori anche intensi a livello articolare. Se non si pone rimedio ad ogni singolo attacco di gotta gli eventi possono intensificarsi divenendo via via sempre più dolorosi.

Le cause vanno ricercate in un deposito di cristalli composti di acido urico nelle articolazioni, e questo può avvenire per:

  1. Alcune cause di non facile individuazione;
  2. Assunzione di medicinali;
  3. Un errato stile di vita.

Esistono, comunque, alcuni medicinali specifici per la gotta, assumendo i quali si possono prevenire con efficacia gli attacchi. Anche semplicemente migliorare il proprio stile di vita è un’ottima cura contro gli attacchi di gotta. Seguendo queste due semplici regole è possibile combattere le frustrazioni ed i disagi degli individui colpiti dalla gotta.

Cause della gotta

La gotta viene causata da una maggior concentrazione di acido urico in circolazione. Questa presenza più abbondante del normale può avvenire a causa di:

  1. Diete;
  2. Effetto indesiderato di taluni medicinali;
  3. Capacità ridotte dei reni di smaltirlo;

Per una migliore comprensione del processo, però, è indispensabile fornire una spiegazione più dettagliata delle attività che competono all’acido urico in un organismo umano.

La causa della gotta è un’eccessiva presenza di acido urico in circolo, che in genere si accumula per

Gotta e acido urico

L’acido urico è una molecola la cui formazione avviene partendo dalle purine. Le purine sono un composto che fisiologicamente risiede in ciascuna delle cellule umane ed è anche ingerita attraverso molti degli alimenti che mangiamo quotidianamente.

Quando queste purine sono presenti in una quantità eccessiva, il corpo umano è capace di smaltirle con una trasformazione in acido urico. Quest’ultimo è un liquido di rifiuto che viene smaltito con l’urina, attraverso la minzione.

Questo processo appena spiegato deve essere comunque inteso come un continuo mantenimento di equilibri piuttosto che come un processo che viene attivato o disattivato quando necessiti. L’acido urico viene costantemente prodotto ed anche costantemente eliminato.

E’ possibile una stima della quantità di acido urico che si trova nel corpo umano grazie ad una analisi del sangue (l’uricemia). E’ possibile perché se vi è una produzione sovrabbondante di acido urico è anche probabile che i meccanismi che lo smaltiscono possano avere delle ripercussioni negative con il conseguente aumento della sua quantità in circolo.

Gotta e mancato smaltimento dell’acido urico

L’acido urico presente oltre la soglia definita fisiologica avrà la tendenza alla formazione di cristalli, esattamente come accade quando si versi sale in abbondanza in un recipiente contenente acqua. Inizialmente il sale tende a sciogliersi (passando in “soluzione”), ma se se ne aggiungono quantità sempre superiori si noterà la formazione di cristalli che precipiteranno sul fondo del recipiente.

Alla visione microscopica i cristalli formatisi con l’acido urico presentano punte, assomigliando a degli aghi molto piccoli. Può capitare, in taluni individui, che questi cristalli si depositino all’interno di alcune articolazioni. In altri il deposito può avvenire sottocute con la formazione di masse che talvolta possono avvertirsi anche all’esterno e che prendono il nome di tofi.

Gotta: l’intervento del sistema immunitario

Il sistema immunitario, deputato alla difesa del corpo umano dalle malattie, avverte che sono presenti “corpi” anomali (i cristalli di acido urico) ed incomincia il suo processo di difesa dell’organismo, con l’attacco ai cristalli. A questo punto compaiono i primi sintomi del processo infiammatorio tipico della gotta.

Occorre specificare che diete troppo ricche di purina possono indurre il corpo dell’uomo ad una maggiore produzione di acido urico. Tra i cibi che presentano questa caratteristica sono da ricordare la carne rossa, alcuni organi di natura animale (cervello, reni e fegato), ed i crostacei. I piselli, i fagioli secchi e le acciughe contengono notevoli quantità di purina, ed anche l’alcool produce una riduzione delle capacità di smaltire l’acido urico dal corpo umano.

Fattori di rischio della gotta

  1. Condizione caratterizzata da elevati ricambi cellulare (alcuni tumori, anemia emolitica, psoriasi…).
  2. Determinati problemi di salute:
    Ipertensione,
    b. Ipotiroidismo,
  3. Essere in sovrappeso.
  4. Eccessivi consumi di alcool, perché l’alcol inibisce la capacità del corpo umano di eliminare l’acido urico e, di conseguenza, il livello ematico aumenta.
  5. I ragazzi ed i bambini sono meno a rischio degli adulti.
  6. I maschi sono un po’ più a rischio delle femmine.
  7. Familiarità (cioè l’avere parenti stretti che abbiano sofferto di gotta e iperuricemia).

Esporsi prolungatamente al piombo provoca generalmente l’aumento dei livelli ematici di acido urico.

Determinati medicinali, per concludere aumentano i rischi di andare incontro ad iperuricemia: i medicinali ad azione diuretica sono quelli che espongono maggiormente a tale rischio in quanto riducono le capacità del nostro corpo di smaltire l’acido urico, provocandone un sicuro accumulo.

Anche alcuni altri medicinali aumentano i rischi di gotta, quale, ad esempio, la levodopa che si somministra ai soggetti colpiti dal morbo di Parkinson.

Farmaci contenenti salicilato (ad esempio l’aspirina) possono indurre un aumento dei livelli ematici di acido urico.

I soggetti che si trovino in cura con le ciclosporine (immunosoppressori) sono maggiormente a rischio di contrarre la gotta.

Sintomi della gotta

La sintomatologia più comune della gotta è rappresentata da:

  1. Aumentata sensibilità (anche delle semplici coperte sui piedi divengono insopportabili);
  2. Rossori e gonfiori a livello delle articolazioni colpite;
  3. Improvvise comparse di intensi dolori.

Può accadere, ma è più raro, che compaiano anche stanchezza e febbre.

Nella stragrande maggioranza degli individui l’articolazione che viene attaccata per prima è quella degli alluci, ma non è detto che non vengano attaccate anche le seguenti:

  1. Gomiti,
  2. Dita delle mani,
  3. Polsi,
  4. Ginocchia,
  5. Talloni,
  6. Caviglie,
  7. Collo del piede.

In particolar modo al primo attacco i sintomi della gotta si manifestano generalmente durante la notte o anche quando albeggia. Accade perché la stasi del sangue venoso è maggiormente accentuata. Anche perché la temperatura del corpo è inferiore. L’evento evolve abbastanza rapidamente e può avere una durata di qualche ora, mentre la sintomatologia può perdurare anche fino ad una decina di giorni.

Conviene sempre curare la gotta

Se gli attacchi di gotta non vengono trattati i problemi possono presentarsi anche una seconda volta e poi ancora in futuro. Certo i sintomi potrebbero anche essere di intensità inferiore, ma gli eventi potrebbero ripresentarsi con frequenze maggiori.

In ogni caso ad oggi non risulta possibile la previsione sia del ripresentarsi dell’attacco, sia del momento in cui ciò avverrà. Una predizione più o meno precisa la si può fare solo con l’analisi uricemica, valutando la concentrazione ematica dell’acido urico.

Come progredisce la gotta?

Il progredire dei un episodio di gotta consta di 4 fasi:

  1. In una prima fase si ha una iperuricemia senza sintomi, e cioè si rilevano livelli ematici di acido urico più elevati del normale ma ancora non sono presenti sintomi evidenti. A questo stadio non si rende necessario alcun trattamento di natura farmacologica. Potrebbe essere utile, però, iniziare a pensare di rimodulare lo stile di vita e l’alimentazione.
  2. Attacco acuto con tutti i sintomi della gotta. Vuol dire che l’iperuricemia è conclamata (anche se può essere diversa in tempi diversi o in soggetti diversi) e le articolazioni iniziano a ricevere il deposito di cristalli di acido urico. Iniziano ad evidenziarsi i tipici sintomi delle infiammazioni articolari, con rossori, gonfiori, calori locali e dolori.
  3. Fase detta di “gotta intervallare”. E’ quella fase asintomatica che si instaura tra un episodio acuto ed il successivo;
  4. Fase detta di gotta tofacea, vale a dire la fase che debilità di più e che avviene dopo che per circa una decina di anni non si è effettuato alcun trattamento. Si possono avere danneggiamenti renali permanenti. Così come anche le articolazioni possono subire danni irreversibili.

La permanenza di elevati livelli di acido urico nel sangue per tempi elevati può generare il proliferare di tofi, e cioè forme di deposito, dure e dolorose di cristalli di acido urico. L’entità di questo fenomeno e direttamente proporzionale ai livelli di iperuricemia ed alla sua durata. A sua volta ciò è in dipendenza dalle proporzioni dell’interessamento dei reni in questa situazione.

Dove si localizzano i depositi di cristalli di acido urico?

Normalmente i depositi di cristalli di acido urico si posizionano nelle porzioni di natura cartilaginea delle articolazioni che la gotta ha colpito. A volte anche in corrispondenza dei padiglioni auricolari.

Gli eccessi di acido urico potrebbero anche andare a localizzarsi sotto forma di depositi nei reni, andando a generare dei calcoli renali.

Diagnosi di gotta

La prima fase per la diagnosi di gotta è sicuramente l’anamnesi, seguita poi da una accurata visita medica. Il medico molto probabilmente poi richiederà una analisi del sangue per il controllo del livello di acido urico. Naturalmente ancora tutto ciò non è sufficiente per diagnosticare la gotta con sicurezza. Questo accade perché:

  1. Durante gli episodi acuti i valori potrebbero rientrare nella norma;
  2. Non abbiamo un valore che potremmo definire la soglia oltre la quale si manifesta la sintomatologia. Taluni individui non vengono colpiti dalla gotta anche in casi di severe iperuricemie, ed ad oggi ancora non se ne sa il perché.

Se l’articolazione è sottoposta ad un processo infiammatorio lo specialista potrebbe anche optare per il prelievo di campioni di liquido sinoviale (dalle articolazioni interessate). Naturalmente opererà precedentemente l’anestesia locale. Il liquido sinoviale verrà poi analizzato al microscopio. Anche l’assenza di cristalli di acido urico nel liquido che bagna l’articolazione ancora non escluderebbe al cento percento la diagnosi di gotta ma sicuramente essa sarebbe meno probabile.

La radiografia ed altre indagini per immagini per diagnosticare la gotta

Una radiografia in talune situazioni può evidenziare depositi di cristalli di acido urico e qualche eventuale danno di natura ossea causato da ricorrenti processi infiammatori. Però una radiografia è più utile nel gestire le gotte croniche e meno in caso di fasi acute.

Risonanze magnetiche ed ecografie potrebbero dimostrare una certa utilità per gestire le artropatie gottose in quanto consentono di analizzare la vascolarizzazione e la composizione dei tofi.

Terapie e cure per la gotta

Le terapie per la gotta devono porsi i seguenti obbiettivi:

  1. Alleviare i dolori tipici degli attacchi di gotta;
  2. Provocare una riduzione dei processi infiammatori alle articolazioni;
  3. Evitare che si possano ripresentare attacchi successivi, grazie alla diminuzione dei livelli ematici di acido urico.

Attacco di gotta acuto

Mentre è in essere un attacco acuto di gotta si dovrebbe:

  1. Effettuare la giusta terapia farmacologica;
  2. Stare a riposo e mantenere in alto le articolazioni colpite;
  3. Effettuare impacchi ghiacciati sulle articolazioni colpite;
  4. Praticare una efficiente idratazione.

Tra i rimedi di natura farmacologica che più frequentemente vengono utilizzati si trovano i normali antiinfiammatori (la molecola d’elezione è la indometacina, ma anche il diclofenac trova un utilizzo efficace nella terapia della gotta) ed il paracetamolo. La Tachipirina, per esempio, è un buon farmaco per combattere la gotta. Si eviti, invece, l’aspirina perché l’acetilsalicilato potrebbe diminuire le capacità renali di espulsione dell’acido urico.

Anche il cortisone è efficace contro la gotta, o per le vie intra-articolari o per la normale via orale.

Altri medicinali per gli attacchi di gotta acuti

La colchicina è un altro dei medicinali efficaci nel combattere alcuni sintomi della gotta, tra i quali dolore e gonfiore. Utile nel far cessare gli attacchi, ha la maggiore efficacia se lo si assume entro le prime 12 ore dai primi sintomi dell’attacco acuto.

Per la cura della gotta ci si può far prescrivere anche taluni medicinali che hanno la proprietà di far diminuire i livelli ematici di acido urico, e tra questi si ricordi l’allpourinolo (nome commerciale Zyloric). I medici però sono divisi sull’opportunità di prescrivere tale farmaco durante le fasi acute. Normalmente non si deve prescriverlo durante gli attacchi acuti poiché si mobilizzano i depositi nei tessuti dell’acido urico i quali, migrando nel circolo, in teoria si potrebbero nuovamente depositare nelle aree infiammate con la conseguenza della riattivazione del processo infiammatorio a cascata.

Prevenzione della gotta

I farmaci utili per prevenire episodi di gotta sono il febixostat (nome commerciale Adenuric) e l’allopurinolo (nome commerciale Zyloric). La loro funzione è quella di diminuire i livelli ematici di acido urico circolante.

Stile di vita per la cura e la prevenzione della gotta

In particolar modo nei casi di gotta che non possano essere ritenuti un effetto indesiderato dovuto all’assunzione di un farmaco, risulta del tutto necessario controllare e, eventualmente, modificare il proprio stile di vita.

Ad esempio occorrerà:

  1. Evitare di consumare dolci e zuccheri in generale;
  2. Rientrare nel proprio peso forma e mantenerlo;
  3. Praticare regolarmente attività fisiche;
  4. Avere sempre una buona idratazione corporea;
  5. Evitare o, almeno, diminuire l’utilizzo di alcolici;
  6. Evitare o, almeno, diminuire in modo drastico l’assunzione di cibi contenenti molte purine e, tra questi, ricordiamo specificamente:
    frutti di mare;
    b. pesce azzurro;
    c. frattaglie;
    d. carne rossa.
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