Meningite: tipi, cause, sintomi, complicazioni e vaccino

La meningite può essere batterica, virale o scatenata da altro come ad esempio i farmaci o le infezioni funghine. Nel corso di questo articolo parliamo delle differenze, di quali sono i sintomi, le cause, le complicazioni e le cure della meningite batterica e virale.

La meningite può essere batterica, virale o scatenata da altro come ad esempio i farmaci o le infezioni funghine. Nel corso di questo articolo parliamo delle differenze, di quali sono i sintomi, le cause, le complicazioni e le cure della meningite batterica e virale.

Cervello e midollo spinale sono ricoperte da delle membrane, le meningi. Queste si possono infiammare a causa di virus e batteri, ma anche in seguito a malattie o farmaci. Si parla così di meningite.

La meningite è una malattia che può colpire a qualunque età, indifferentemente dalla razza. Essendo però ad alta trasmissione, sono particolarmente sensibili a questa malattia le persone che passano molto tempo in stanze affollate, come ad esempio gli studenti universitari o le persone che lavorano al pubblico e vedono ogni giorno tantissime persone. Partiamo subito con l’identificare i due tipi di meningite. Quella batterica e quella virale.

Meningite virale

Definita anche meningite asettica. Può essere confusa alcune volte con la meningite batterica ma, ci sono delle sostanziali differenze. Si tratta di una forma di meningite molto più comune e meno pericolosa, che tende a risolversi nel giro di una decina di giorni. Il periodo d’incubazione invece è di circa 3/6 giorni.

Le possibili cause della meningite virale sono molte. I funghi ad esempio o i microbatteri. Anche le infezioni vicino al cervello o al midollo spirale. Alcune malattie che vengono trasmesse dalle zecche, come la malattia di lyme.

La meningite asettica può essere scatenata da alcuni virus, dalla tubercolosi o da dei farmaci come gli antibiotici. Infine, alcune forme di cancro provocano una sindrome molto simile alla meningite.

La maggior parte dei casi di meningite virale sono comunque scatenati da due virus, l’echovirus e il Coxsachie. Sono più comuni i casi d’infezione durante l’estate e l’autunno. Vengono trasmessi dalla tosse, il contatto con la bocca o la materia fecale.

Nonostante si tratti dei due virus più comuni che la scatenano, possono portare alla meningite virale anche altri virus come ad esempio quello della varicella e dell’herpes, quello della rabbia, dell’HIV e della parotite.

Sintomi della meningite virale

I sintomi della meningite asettica sono tanti, possono manifestarsi con ordine diverso da quello presente qui sotto e non sempre compaiono tutti.

Tra i sintomi più comuni ci sono la fotofobia, cioè la sensibilità alla luce. I brividi, il dolore addominale, la confusione mentale accompagnata anche dalla sonnolenza, la febbre, un malessere generale accompagnato da dolori alla testa e ai muscoli. Possono esserci anche nausea e vomito, così come sfoghi cutanei. Infine, tra i sintomi della meningite virale, il torcicollo e il mal di gola.

Diagnosi, terapia e prevenzione

Prevenire la meningite al 100% non è possibile. Non vi sono vaccini poi verso quella asettica. Potete però decidere di vaccinarvi per alcuni virus che potrebbero scatenarla, come quelli della parotite e della varicella. Ricordatevi poi di adottare le normali misure d’igiene. I più a rischio secondo le statistiche sono coloro che passano molto tempo in luoghi chiusi con altre persone, gli operatori sanitari, chi sta a contatto con i bambini piccoli, chi ha un sistema immunitario compromesso oppure, chi sta vicino a qualcuno che recentemente ha sofferto di un’infezione virale.

Viene effettuata la diagnosi prelevando un campione del fluido cerebrospinale, eseguendo una puntura lombare. Il test esamina quali sono le colture batteriche di liquido spinale, a quanto corrisponde il numero di globuli bianchi nel liquido spinale e altre possibili culture ritenute idonee per quel caso.

Non ci sono invece trattamenti specifici contro questa forma di meningite asettica enterovirale. Possono essere prescritti farmaci contro il dolore o che aiutano a gestire, qualora si presentino, delle complicanze. Se viene scatenata da funghi o micobatteri allora viene prescritto un trattamento. Lo stesso vale per i virus.

La meningite asettica provocata dal virus è solitamente innocua. Il paziente entro 5-14 giorni dalla comparsa dei virus guarisce. Stanchezza e stordimento possono protrarsi invece per un tempo maggiore. Tra le possibili complicazioni, anche se molto rara, c’è l‘encefalite, l’infezione al cervello. Questa può avere una durata piuttosto lunga se colpisce chi ha già un sistema immunitario compromesso. Può capitare anche che non venga diagnosticata e passi da sola, perché i sintomi sono simili a quelli dell’influenza.

Meningite batterica

La meningite batterica invece è rara e molto grave. Può provocare il decesso se non viene immediatamente curata. Può essere causata da vari agenti come il meningococco di tipo B e di tipo C, tra l’altro i maggiori responsabili in Europa. Il meningococco B colpisce prevalentemente i bambini con meno di un anno di vita. Il meningococco C bambini piccoli e adolescenti. Ci sono poi anche i sierogruppi del batterio soprannominati A W135 e Y. La A si unisce alla B e la C e causano da soli il 90% dei casi di meningite invasiva al mondo.

La meningite batterica può essere provocata anche da pneumococco e heamophilus influenzae di tipo di B. Questo batterio può provocare anche polmonite e infezioni delle prime vie respiratorie. Anche di lui ne esistono vari sierotipi. Sono le più comuni tra anziani e adulti e provocano tra le persone che si ammalano, il 10% di morti. Al contrario del meningococco però non possono provocare epidemie. Questo batterio si trasmette per via respiratoria ma può trovarsi nel naso o nella bocca di una persona senza scatenare la malattia.

Quella da meningococco si trasmette invece attraverso le secrezioni oppure per via inalatoria. Tuttavia non viene solo trasmessa per contagio diretto, la meningite può essere provocata anche da alcuni batteri già presenti nella mucosa, possibilità più comune tra coloro che hanno un sistema immunitario compromesso.

Ormai diventata piuttosto rara invece la meningite da emofilo di ti tipo B. Fino agli anni ’90 è stata una delle cause più comuni e colpita soprattutto i bambini con meno di 5 anni di età. Il vaccino ormai viene somministrato già dal terzo mese di vita nell’esevalente.

Il periodo d’incubazione della meningite batterica va da 3 a 10 giorni. E’ contagiosa nel periodo in cui ci sono i sintomi.

I principali sintomi della meningite batterica

Uno dei sintomi principali della malattia è il mal di testa. Nel 90% dei casi è il primo a fare la comparsa. Segue poi la rigidità del collo, la rigidità muscolare impedisce di flettere il collo. Questo sintomo si presenta nel 70% dei casi tra gli adulti. Altro sintomo caratteristico, con un’incidenza del 40-50%, è l’alterazione dello stato mentale. Questi tre sintomi insieme si manifestano nel 40-50% dei casi. Se nessuno di questi tre è invece presente, è davvero improbabile che la persona sia colpita da meningite batterica.

Sembra però che ci siano piccoli campanelli d’allarme che possono far presagire la meningite, anche se in realtà possono essere ricollegati a molti altri problemi. Si tratta del dolore alle gambe, colorito anormale e mani e piedi freddi.

Al primo sospetto di meningite è importante recarsi subito all’ospedale perché se non diagnosticata e curata per tempo può diventare molto grave. I primi sintomi possono essere improvvisi oppure, possono manifestarsi dopo alcuni giorni di sintomi vari come ad esempio la febbre, il naso che cola, il raffreddore, il vomito e la diarrea. Può esserci anche uno stato di letargia e irritabilità. La meningite può provocare poi fotofobia, eruzioni cutanee e convulsioni.

Sintomi della meningite batterica nei neonati

Quando la meningite batterica colpisce i neonati i sintomi possono essere molto diversi. Il bambino ad esempio può essere irritabile e letargico. Oppure avere la febbre. Possono comparire altri sintomi, come ad esempio una colorazione giallastra della pelle o la rigidità del collo. Invece di un aumento della temperatura può presentarsi una diminuzione della stessa. Il piccolo può avere poca fame e questo si traduce anche i poppate deboli. Infine può esserci anche la sporgenza della fontanella.

Come si cura la meningite batterica

Una volta diagnosticata la meningite batterica viene prescritta una terapia antibiotica che cambia in base al germe che l’ha causato. Prima viene effettuato il trattamento, più alte sono le possibilità che risulti efficace e perciò che l’infezione regredisca.

Trattandosi della forma di meningite grave, dovete immediatamente andare dal medico se sospettate una meningite. Qualora anche lui li sospetti vi prescriverà subito delle analisi, come la puntura lombare per vedere se l’infezione è causata dal batterio o dal virus. Se vi è il sospetto che si tratti di una meningite batterica, i medici subito inizieranno a somministrare gli antibiotici per via endovenosa. Possono essere anche somministrati liquidi se ne sono stati persi molti e vengono dati corticosteroidi per ridurre l’infiammazione delle meningi. Se invece la meningite ha già dato complicazioni vengono somministrate altre terapie.

Il medico può somministrare i farmaci anticonvulsanti se sono presenti le convulsioni. Se c’è l’ipotensione può somministrare farmaci per aumentare la pressione sanguigna. Alcune persone necessitano anche di ventilazione meccanica e ossigenazione.

Come avviene la trasmissione

La trasmissione della meningite batterica avviene nella maggior parte dei casi dalle gocce di liquidi provenienti da gola e naso. Vengono trasportate dall’aria ad esempio quando una persona parla, tossisce, starnutisce e ride. La trasmissione può avvenire sia respirando quelle goccioline sia toccandole la dove si sono depositate e poi portarsi le mani alla bocca o il naso.

La trasmissione dell’infezione avviene anche dalla condivisione di stoviglie, fazzoletti, bicchieri, alimenti, asciugamani etc.

La diffusione avviene soprattutto tra le persone che vivono a stretto contatto, come chi vive nella stessa casa oppure chi lavora e studia nello stesso posto.

Vaccino epatite B

Vaccino per la meningite

Il miglior modo per prevenire la meningite batterica è richiedere il vaccino. Ne esistono vari tipi in realtà:

  • Quello contro il meningococco di sierogruppo C: consigliato nei bambini che hanno compiuto un anno di età. Sono due i vaccini disponibili e prezzo oscilla dai 59€ ai 75€. Vi ricordiamo che potete prima informarvi all’ASL per capire se per voi sono gratuiti o a prezzo ridotto. Nei neonati sono necessari due dosi e alcune volte i richiami, nei bambini e negli adulti in genere è sufficiente una sola somministrazione. Possono esserci vari effetti collaterali come dolore, rossore e gonfiore la dove è stata fatta l’iniezione. Ancora: stanchezza, dolori articolari, dolori muscolari, mal di testa, nausea, diarrea, brividi, febbre. Possono durare 2 o 3 giorni.
  • Tetravalente: che serve a proteggere dai sierogruppi A, C, W e Y. Il richiamo è consigliato per gli adolescenti ed è consigliato a chi non è stato vaccinato da piccolo. E’ particolarmente consigliato anche per le persone a rischio perché magari portatrici di patologie come il diabete, la talassemia, alcune malattie epatiche croniche gravi, immunodeficienze etc. Lo stesso vale per le persone a rischio a causa del lavoro o dello studio. Il costo al pubblico è di 88€. Viene fatta una sola iniezione ma il pediatra o il medico può valutare eventuali richiami. Gli effetti indesiderati negli adulti sono quasi assenti o comunque molto sopportabili. Sotto i 10 anni possono invece manifestarsi disordini alimentari, sonnolenza, cefalea, nausea, vomito, irritabilità, dolori a livello muscolare e articolare, diarrea, rash cutaneo, dolore e eritema nella sede dell’iniezione. Possono comparire anche febbre e brividi.
  • Il vaccino contro il meningococco di tipo B invece, viene dato ai lattanti. Il costo in farmacia è di 146€ circa, ma contattate prima l’ASL per capire se potete ottenerlo gratis o almeno a prezzo ridotto. Per i lattanti con età compresa tra i 2 e i 5 mesi, sono previste tre dosi. Per gli adulti due dosi. Nei bambini con meno di 10 anni possono esserci vari effetti collaterali, come ad esempio sonnolenza, disturbi dell’alimentazione, cefalea, pianto anomalo, diarrea, vomito, eruzione cutanea, febbre uguale o superiore ai 38°C, dolori articolari, indolenzimento, eritema, gonfiore e indurimento la dove è stata fatta l’iniezione. Negli adulti gli effetti collaterali possono essere dolori muscolari, cefalea, nausea, malessere e dolore accompagnato da gonfiore dove è stata fatta l’iniezione.

La vaccinazione non è comunque raccomandata negli adulti, tranne nei casi in cui vi siano fattori di rischio. Possono però ugualmente vaccinarsi, in questo caso però sarà a pagamento.

Il vaccino copre per un certo periodo di tempo ma è variabile in base all’età di somministrazione e alcune caratteristiche individuali.

Infine è consigliato per prevenire la meningite evitare i luoghi affollati, lavarvi spesso le mani e non portarle mai alla bocca e il naso prima di averle lavate. Le persone entrate a contatto con un malato sono a rischio, perciò devo essere trattate con la profilassi antibiotica.

Pericoli e complicazioni della meningite batterica

Sono tante le complicazioni della meningite batterica. Tra quelle più frequenti troviamo difetti all’udito. Sono concreti i pericoli perché la meningite può portare a gravi problemi neurologici come la sordità, i problemi alla vita, le disabilità intellettive, le convulsioni… Questi problemi possono durare tutta la vita ma, se la patologia viene curata in tempo, è possibile una guarigione totale. La meningite può portare problemi anche alle ghiandole surrenali, i reni. Rari gli esiti fatali, comuni principalmente nei neonati e nelle persone anziane.

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