Metrorragia: perdite ematiche al di fuori del ciclo mestruale

La perdita di sangue nel periodo intermestruale, se abbondante, è definita metrorragia. Ne sono afflitte principalmente le donne in età fertile, ma non solo. Se si manifesta in menopausa è un sintomo grave.

Metrorragia

La perdita di sangue nel periodo intermestruale, se abbondante, è definita metrorragia. Ne sono afflitte principalmente le donne in età fertile, ma non solo. Se si manifesta in menopausa è un sintomo grave. Le percentuali parlano di un 10% delle donne che soffre di metrorragia patologica, e di un 30% che ha flussi di sangue abbondanti rispetto alla media.

Che cos’è e chi ne è affetto

La metrorragia è una patologia che consiste nella perdita di sangue uterino fra un ciclo mestruale e l’altro. Se è una perdita esigua si parla di spotting, mentre se la perdita è abbondante di metrorragia, senza contare che in questo ultimo caso la perdita è più protratta. Quando questa compare durante le mestruazioni si definisce menorragia e si manifesta con una perdita di sangue abbondante. Qualora il flusso di perdita ematica non si interrompe nemmeno nella fase intermestruale, si parla di menometrorragia. Questa patologia interessa prevalentemente le donne in età fertile, anche se non sono assenti casi durante la pubertà o dopo la menopausa.

Ancora più rara la manifestazione della metrorragia durante l’infanzia in abbinamento ad altri disturbi; si parla in questo caso di pubertà precoce: con contemporaneo sviluppo sessuale, e quindi lo sviluppo degli organi, l’accrescimento seno, modificazioni dello scheletro come l’ampliamento dell’utero, la crescita dei peli pubici e ascellari. Questa manifestazione può dare luogo anche ad uno squilibrio endocrino. Se la metrorragia compare con la comparsa delle prime mestruazioni è difficile capire che si tratta proprio di questa patologia perché la colpa viene attribuita solitamente al ciclo e al processo di ovulazione che deve ancora stabilizzarsi. Una distinzione solitamente viene fatta fra la pubertà precoce vera e la pseudopubertà precoce: la prima consiste in uno sviluppo sessuale precedente rispetto al normale con causa sconosciuta o da attribuire a lesioni cerebrali (del diencefalo), la seconda riguarda una precoce produzione di estrogeni, pur in assenza di una reale ovulazione.

Metrorragia nel corso della pubertà

Anche se la metrorragia vada a colpire soprattutto quelle donne che si trovano in un’età fertile, è bene evidenziare come siano stati individuati anche casi verificatisi durante la pubertà e nel periodo che segue la menopausa. In quella fase che viene chiamata pubertà precoce, la bambina si trasforma donna in maniera anticipata rispetto al solito. Ecco spiegato il motivo per cui nella neo-donna la crescita dal punto di vista sessuale è notevolmente prematura. Le principali manifestazioni di tale situazione sono correlato ad un aumento di dimensioni del seno, ma non solo.

Comporta anche la crescita degli organi genitali, lo sviluppo di peli sul pube e sotto le ascelle, così come l’insorgere delle mestruazioni. L’utero, inoltre, si espande dal punto di vista volumetrico. Si tratta di fattori che sono collegati con una modulazione ormonale e possono essere l’esatto specchio di uno squilibrio endocrino. Nel corso di questo periodo ogni tipo di processo metabolico e fisiologico deve essere reso più rapido all’interno del corpo della neo-donna. Proprio per questa ragione tante volte i sistemi che regolano tali processi finiscono per andare davvero in tilt.

E una delle possibili conseguenze di tale situazione è proprio l’alterazione del ciclo mestruale, con dismenorrea, menorragia e metrorragia. È altrettanto importante mettere in evidenza come nel corso del momento in cui compaiono per la prima volta le mestruazioni, è molto complicato effettuare una distinzione corretta tra metrorragia e menorragia, dal momento che il ciclo mestruale deve ancora diventare stabile. Al punto tale che, nella maggior parte dei casi, non c’è nemmeno la possibilità di effettuare la distinzione tra mestruazioni stesse ed emorragie extra-mestruali.

La metrorragia nelle donne adulte

Nella gran parte dei casi, le cause di maggiore gravità che possono portare allo sviluppo di metrorragia nelle donne adulte sono da individuare come tumori all’utero e infiammazioni acute che vanno a colpire l’endometrio. In qualche caso, una notevole perdita di sangue dagli organi genitali è un primo segnale di un aborto spontaneo. Diversi studi, infatti, hanno dimostrato come varie donne, in modo particolare nel corso della prima gravidanza, abbiano a che fare con un aborto spontaneo dopo qualche settimana dal concepimento e la metrorragia si può considerare il primo vero e proprio segnale. In altre occasioni la metrorragia può corrispondere ad un quadro eziologico molto meno rischioso.

Come accade per la menorragia, infatti, anche per la metrorragia la causa può corrispondere semplicemente a delle alterazioni ormonali temporanee. Non è certo una situazione casuale che nel corso dei primi tre mesi in cui viene assunta la pillola anticoncezionale, la donna possa avere a che fare con delle emorragie uterine del tutto improvvise e non attese tra le varie mestruazioni. Nel caso in cui la storia di perdite ematiche tra le mestruazioni prosegui per diverso tempo anche in seguito ai primi tre mesi di cura, allora la metrorragia potrebbe essere legata ad altre cause.

Come si può facilmente intuire, anche l’inserimento all’interno della vagina di corpi estranei è una situazione che potrebbe causare delle fuoriuscite di sangue incontrollate. Nella maggior parte dei casi, quindi, dei fattori organici locali e complessivi, insieme a delle alterazioni funzionali del modo in cui viene regolato il ciclo di mestruazioni, si possono considerare come le cause che insorgono con la maggiore frequenza per quanto riguarda l’insorgenza di metrorragia nelle donne adulte.

La metrorragia, come abbiamo detto, si può anche presentare durante la menopausa, in stato di infertilità. Se si manifestano poco prima della menopausa, si può trattare di una fase momentanea di assestamento ormonale determinata dalla mancata ovulazione, se accade successivamente la motivazione non ha più delle basi fisiologiche, ma diventa un fattore che indica patologie gravi, come il carcinoma del collo dell’utero, il carcinoma uterino, fibromi, polipi, iperplasie. In menopausa quindi la metrorragia è un sintomo grave e da prendere in carico il prima possibile.

Nel caso in cui la metrorragia si sia già presentata in precedenza e lo faccia ancora anche nel corso della menopausa, allora tale perdita di sangue inattesa e notevole non può essere ritenuta fisiologica. Nella maggior parte dei casi, la metrorragia in menopausa deriva da malattie anche particolarmente gravi, come ad esempio il carcinoma del collo dell’utero piuttosto che il carcinoma uterino.

Esattamente in questo caso, la metrorragia potrebbe essere il segnale di un problema particolarmente grave ed ecco spiegata la ragione per cui sarebbe meglio fare riferimento al ginecologo il prima possibile. Infatti, una diagnosi immediata e una cura tempestiva possono essere fondamentali per garantire un esito terapeutico positivo.

Metrorragia funzionale e disfunzionale

La metrorragia, in medicina, viene distinta anche in metrorragia funzionale e metrorragia disfunzionale, a seconda del tipo di sanguinamento e della causa in particolare. È dunque il sanguinamento ad essere funzionale o disfunzionale.

Viene indicato come funzionale, quando la causa della metrorragia è un disturbo ormonale, oppure un’infezione o anche del sanguinamento organico. Anche la durata del sanguinamento da flusso determina la sua classificazione tra funzionale e disfunzionale. È funzionale quando il sanguinamento è almeno di 7 giorni. In coincidenza con la pubertà dunque, può comparire la metrorragia funzionale quando si incontrano delle problematiche con il primo ciclo mestruale, ancora instabile e non regolare. Si ha quindi un’abbondanza del flusso, che va riconosciuto dal proprio dottore o dal ginecologo, in quanto possibile causa di edema. Normalmente la metrorragia funzionale di questo tipo tende a risolversi autonomamente, ma i rischi per la salute, essendo comunque presenti, vanno valutati da un esperto.

Nella metrorragia disfunzionale invece, il flusso del sanguinamento risulta appunto disfunzionale, e si verifica generalmente in età fertile, causando notevoli problemi alla qualità della vita. Spesso è dovuto alla somministrazione di alcuni medicinali oppure è una conseguenza di una gravidanza.

Infine, un’ultima classificazione, è la metrorragia irregolare, che si presenta appunto, con dei sanguinamenti irregolari, senza che se ne possano determinare le tempistiche e la periodicità. Questo significa che il sanguinamento può manifestarsi anche nel periodo del ciclo, assieme alle mestruazioni, e perdurare per molto tempo, mettendo in allarme la donne, in quanto la durata del ciclo sembra assolutamente anomala, e il sanguinamento avviene con la comparsa di coaguli di sangue molto grandi.

Le cause

La maggior parte dei casi riguarda comunque la metrorragia nella donna adulta. Le cause dell’insorgere di questa patologia sono da ricercare solitamente in tumori dell’utero, come fibromi, polipi mucosi benigni e neoplasie maligne, e in infiammazioni forti e acute che riguardano l’endometrio (endometriosi).
In alcuni casi la causa è da ricondurre ad un aborto spontaneo, che perlopiù si manifesta dopo alcune settimane dal concepimento, a gravidanze extrauterine o al distacco intempestivo della placenta.
La metrorragia non ha solo cause preoccupanti come queste, ma può anche essere collegata a semplici alterazioni ormonali momentanee, a seguito per esempio dell’assunzione di anticoncezionali, come la pillola, o di sistemi intrauterini, o, ancora, di farmaci anticoagulanti. Oppure ancora più semplicemente la causa può essere l’avvento di una gravidanza, si parla in questo caso però di spotting da impianto.
In altre situazioni come queste può trattarsi di un’emorragia incontrollata a seguito di una lesione causata dall’introduzione di corpi estranei nella vagina, che causano lesioni di cervice, dell’utero, o della vulva. Oppure traumi come la vaginite atrofica.
La causa più frequente della metrorragia è comunque in linea di massima determinata da fattori organici locali (problemi e disturbi in quell’area) e generali, modifica della condizione sanguigna, infezioni generali, patologie cardiache, intossicazione da metalli.

Terapia e cura

La metrorragie causa in generale una perdita della concentrazione, stanchezza, mal di testa, irritabilità e insonnia. Le metrorragie, se abbondanti e/o frequenti, possono provocare alterazioni nella concentrazione del ferro nel sangue, dando luogo ad anemia, definita secondaria, ovvero indotta. In questo caso sarà opportuno assumere degli integratori di ferro per compensare la carenza. Casi gravi di metrorragia possono rendere necessaria una trasfusione di sangue. Se alla base della patologia c’è un problema ormonale è possibile che si renda necessaria anche la prescrizione di farmaci a base di ormoni per riequilibrare la situazione. In casi estremi, qualora non sia stata sufficiente la terapia medica, si interviene con la chirurgia, definita isterectomia.

Con la terapia farmacologica, si tenta di bloccare, o almeno limitare, i sanguinamenti irregolari. Per aiutare la donna affetta da metrorragia a risolvere alcuni sintomi, come prima cosa potrebbero essere somministrati degli antinfiammatori, ma la terapia base prevede anche medicinali con progesterone e pillole contraccettive, utilizzate spesso per regolarizzare il flusso mestruale.

L’intervento chirurgico di isterectomia è l’ultima risorsa a disposizione dei medici, quando le terapie farmacologiche hanno fallito. È una decisione molto importante, in quanto consiste nell’asportazione dell’utero, totale o parziale, ed è praticata per le patologie più gravi, quali i tumori benigni, la prolassi, e l’endometriosi. L’isterectomia segue diverse procedure di esecuzione, a seconda della scelta del medico basata sulla patologia da curare. La prima tecnica è quella laparotomica, con l’incisione e il passaggio dalla parete addominale. Può essere utilizzata anche la colpoisterectomia, con il passaggio attraverso la vagina, e in ultimo, la terza tecnica, è la laparoscopia, la meno invasiva grazie a 4 piccolissime aperture sull’addome, in cui un robot può agire con guida in remoto. Chiaramente, queste tecniche operatorie sono comunque drastiche, per il risultato finale, ovvero l’asportazione dell’utero, pur essendo oggi quasi di routine.

I principali rimedi naturali

Ci sono anche vari rimedi realizzato con erbe che possono essere utili per bloccare o quantomeno interrompere un sanguinamento del tutto poco regolare. Si tratta di erbe chiamate emostatici. Tra quelle che denotano la maggiore efficacia troviamo ortica, cannella, achillea e borsa del pastore. Esistono chiaramente vitamine e integratori alimentari.

Questi sono di grande aiuto, in quanto possono limitare, e in alcuni casi fermare, i sanguinamenti. L’utilizzo di queste erbe per fermare o limitare i sanguinamenti uterini nelle donne, è conosciuto già da molto tempo, e la scienza moderna, pur non riconoscendone ufficialmente delle terapie e dei benefici, ha potuto comunque osservare che il loro utilizzo ha prodotto dei sostanziali miglioramenti nei casi in cui sono state utilizzate, e anche delle guarigioni.

Le erbe emostatiche sono molto utili non solo per bloccare i sanguinamenti, ma pure per altri benefici anche se non direttamente collegati a questa patologia. La cannella ad esempio, offre un’azione emostatica accoppiata con un’azione astringente e contro la nausea.

Tra i consigli utili forniti dalla medicina, vi è anche quello di rivolgere particolare attenzione all’alimentazione, soprattutto nei casi di metrorragia funzionale, i cui sanguinamenti sono dovuti a disfunzioni ormonali. Attraverso il cibo infatti, vengono stimolate le secrezioni di determinati ormoni, e un eventuale squilibrio della struttura ormonale, andrebbe ad incidere decisamente sulla comparsa o l’aggravamento della metrorragia. È necessaria quindi un’alimentazione che includa molte vitamine, o in caso utilizzare gli integratori vitaminici, in modo da equilibrare la quantità di estrogeni all’interno del corpo. L’attenzione verso l’alimentazione deve essere rivolta soprattutto quando la comparsa della patologia avviene in menopausa.

Quando la spirale può diventare utile?

Nel caso di metrorragie disfunzionali, ovvero che sono state causate da degli squilibri a livello ormonale e non derivano invece da fibromi. In queste situazioni viene suggerita anche la spirale al lenonorgestrel. La spirale, nel momento in cui viene introdotta nell’utero, rilascia in maniera del tutto costante e continua delle concentrazioni davvero molto basse di progestinico. Queste ultime vanno ad agire in maniera limitante rispetto allo sviluppo dell’endometrio, andando ad abbassare notevolmente o del tutto i flussi. In questo caso il progestinico rimane concentrato sempre a livello dell’utero,7 causando un minor numero di effetti dal punto di vista sistemico.

La spirale non dovrebbe essere usata, invece, nei casi di fibromi sottomucosi, ovvero che sono presenti sulla cavità uterina, dal momento che ne limiterebbero alquanto l’efficacia. Scegliendo la terapia più corretto, quindi, c’è indubbiamente la possibilità di ritrovare dei cicli del tutto normali, ma al contempo anche salvare l’utero e riscoprire un po’ di energia.