Mirtazapina: un potente farmaco antidepressivo da usare con cautela

La mirtazapina è un medicinale che appartiene alla categoria degli antidepressivi di tipo serotoninergico e noradrenergico specifico, indicati dalla sigla NaSSA.

Mirtazapina

La mirtazapina è un medicinale che appartiene alla categoria degli antidepressivi di tipo serotoninergico e noradrenergico specifico, indicati dalla sigla NaSSA.

Che cos’è e a cosa serve

Questa sostanza è diversa da TCA (antidepressivi triciclici), SSRI (inibitori selettivi di reuptake di serotonina), NSRI (del reuptake di noradrenalina e anche serotonina). In particolare si distingue perché non va ad agire in modo diretto sui recettori responsabili della ricaptazione di serotonina e noradrenalina, ma interviene in maniera indiretta.

La mirtazapina si usa per trattare la depressione di tipo maggiore nelle persone adulte. Ovvero, quando la depressione aumenta e c’è la possibilità insorgano pensieri suicidari e di autolesionismo. La sostanza non ha un effetto immediato, quindi nei primi periodi dall’assunzione, è opportuno sorvegliare i pazienti fino a che non si è certi di un reale miglioramento.

Avvertenze

La mirtazapina deve essere utilizzata solo da adulti, non è consigliata la somministrazione a pazienti al di sotto dei 18 anni di età. I pazienti che soffrono o che in passato hanno sofferto di convulsioni devono prestare attenzione all’assunzione della sostanza. I soggetti con diabete devono fare attenzione: è possibile che sia necessario ridosare l’insulina o gli ipoglicemizzanti assunti di norma. La mirtazapina deve essere usata con cautela in caso vi siano presenti patologie a carico dei reni o del cuore, o in caso di glaucoma.

In alcuni casi bisogna interrompere l’assunzione del farmaco

Bisogna interrompere l’assunzione se compare ittero. In pazienti con problemi di schizofrenia si può verificare un peggioramento della psicosi o può insorgere una fase maniacale. Se si manifestano sintomi di infezione o febbre inspiegabilmente alta, è meglio contattare il medico, potrebbero esserci in corso problemi legato alla produzione di cellule del sangue.

Interazioni

La mirtazapina non deve essere assunta in concomitanza con:

  • inibitori delle monoamino ossidasi (IMAO), fra l’assunzione dell’uno e dell’altro farmaco devono intercorrere 2 settimane.
  • Antidepressivi SSRI;
  • Triptofano;
  • Venlafaxina;
  • Tramadolo, un oppioide;
  • L’antibiotico Linezolid;
  • Con il litio, usato per il disturbo bipolare;
  • Con l’erba di San Giovanni o preparati con iperico.

La sostanza può aumentare l’effetto collaterale sedativo di benzodiazepine, olanzapina, cetirizina, morfina, farmaci per l’epilessia (fenitoina, carbamazepina), rifampicina. Può aumetare l’effetto anticoagulante del warfarin. Non bisogna assumere la mirtazapina con alcolici, perché si può incorrere facilmente negli effetti collaterali.

Effetti collaterali

La mirtazapina può dare alcuni effetti collaterali. Il genere e l’intensità degli stesso, può variare da soggetto a soggetto, in base allo stato di salute e alla sensibilità posseduta. Nello specifico si possono manifestare:

  • mielosoppressione, quindi depressione del midollo osseo, con la riduzione della produzione delle cellule del sangue. Ne conseguono anemia, leucopenia, piastrinopenia.
  • disturbi psichiatrici, come tendenze suicide, confusione, incubi, ansia, allucinazioni, mania, agitazione, aggressività, sonnanbulismo.
  • Patologie endocrine, in particolare la secrezione di SIADH, l’ormone antidiuretico.
  • Problemi al sistema nervoso, determinando convulsioni, capogiri, tremori, cefalea, letargia, sonnolenza, letargia, vertigini, problemi al linguaggio, parestesia orale.
  • Malattie a carico della cute e dei tessuti sottocutanei: sindrome di Stevens-Johnson, necrolisi epidermica tossica, rash, eruzioni, bruciore, pizzichio, prurito, dermatite bollosa, eritema multiforme.
  • Patologie epatobiliari, problemi alla funzionalità epatica, ittero.
  • Problemi gastrointestinali, nausea, diarrea, vomito, pancreatite, secchezza delle fauci, gonfiore alla bocca.
  • Sindrome serotoninergica, in particolare data dalla concomitanza con alcuni farmaci. Si manifestano quindi febbre, sudorazione, ipersalivazione, aumento del battito cardiaco, riflessi iperattivi, contrazioni dei muscoli, diarrea, tremore, irrequietezza, perdita di coscienza, sbalzi d’umore.
  • Inoltre si possono verificare aumento dell’appetito, aumento di peso, dolori alla schiena, mialgia o atralgia, ipotensione, anche ortostatica, edemi a piedi e caviglie, stanchezza, problemi alle gambe, sincope e confusione, mioclonia, iponatriemia.

Posologia e modo d’uso

La mirtazapina va assunta in forma di compresse da deglutire con acqua. É consigliato assumere il farmaco alla stessa ora. La posologia varia da caso a caso, di solito comunque si sta tra i 15 ed i 30 mg da assumere una volta al giorno. La dose può aumentare sino a 45 mg di principio attivo massimo, a discrezione del medico. La dose può essere regolata in caso di età avanzata e di presenza di problemi ai reni o epatici. In caso di sovradosaggio, contattare il medico e recarsi immediatamente nel più vicino ospedale. I sintomi possono essere molto pericolosi per il paziente e dare problemi molto gravi.

Farmacodinamica

La mirtazapina ha un’azione antidepressiva data dall’inibizione dei recettori di tipo presinaptico alfa2, messi sulle terminazioni nervose presinaptiche di genere noradrenergico. Questi recettori una volta attivati danno il via ad un processo in cui si inibisce la produzione di noradrenalina nell’organismo. La sostanza del farmaco, bloccando l’azione di questi recettori, può favorire il rilascio di noradrenalina. La sostanza è anche un’antagonista dei recettori 5-HT3 e 5-HT2 della serotonina, che hanno un ruolo chiave nelle malattie depressive.

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