Parrocchetto monaco: una guida a questo bel pappagallo!

Conoscete il parrocchetto monaco? Si tratta di una particolare varietà di pappagallo, originario del Sud America, ma oggi diffuso anche in alcune parti d’Europa, Italia compresa.

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Ma dove vive? Come si comporta? Cosa mangia? E come prendersene cura? Cerchiamo di capirne un po’ di più con questa nostra guida!

Dove vive il parrocchetto monaco

Il parrocchetto monaco vive nelle pianure, nelle foreste, nei boschi. Si può inoltre abituare a vivere anche a quote particolarmente elevate, tendenzialmente in colonie molto grandi. Vivace ma sedentario, preferisce abitare nel nido, senza particolari cambiamenti di abitudine.

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Quale è il carattere del parrocchetto monaco

Il parrocchetto monaco è un pappagallo abbastanza robusto e molto prolifico. Ama vivere in stormi numerosi e preferisce una vita piuttosto sedentaria, trascorsa per vario tempo nel nido. Proprio per evitare che si impigrisca eccessivamente, risulta essere piuttosto importante cercare di creare sempre nuove sollecitazioni e nuovi giochi: noterete, dopo qualche sforzo, che se viene opportunamente stimolato, il parrocchetto risponde a quanto gli accade intorno con suoni, fischi, intonazioni e “parole”.

Proprio per queste caratteristiche, il parrocchetto monaco può essere particolarmente indicato come compagno di stanza. Si tratta infatti di un animale socievole, che non ama stare solo, e ama giocare con curiosità e intelligenza. Si tratta inoltre di un animale che ama farsi bagnare, e noterete altresì che con uno spruzzatore non avrete certamente fatica nel far lui la doccia: allargherà le ali e sguazzerà nell’eventuale bagnetto che avrete lui preparato.

Peraltro, essendo – come già affermato – un pappagallo piuttosto sedentario, si rivela molto affezionato alla sua “casa”: molto probabilmente, se lo lascerete libero in una stanza, o in casa, ritornerà spontaneamente alla sua postazione abituale.

Quante specie esistono di parrocchetto monaco

Esistono numerose specie di parrocchetto monaco, ma la più classica è quella che prevede mutazioni blu e verdi. Tra le sottospecie quelle più note sono la myiopsitta cotorra, di dimensioni più piccole ma con colori più vivaci sulla testa, e con grigio sul petto, la myiopsitta calita, di dimensioni più piccole e con colori senza sfumature bluastre (il ventre è ocra-verde), e la myiopsitta luchsi, con dimensioni identiche a quelle del monaco, con colori più biancastri sulla fronte e petto, e l’addome ocra chiaro.

Cosa mangia il parrocchetto monaco

Il parrocchetto monaco ha un’alimentazione piuttosto varia. Se libero in natura, preferisce alimentarsi di bacche, di fiori, di semi, di frutta: una voracità e una golosità che spesso lo fa finire nel mirino degli agricoltori, visto che può causare, in gruppo, anche notevoli danni nei campi di grano coltivati. È inoltre un animale che ama rifornirsi di semi, di bacche, di germogli, di fiori, di insetti e delle loro larve, e non disdegna nemmeno la frutta, il mais e il grano del frutteto nelle zone coltivate. Insomma, un vero e proprio buongustaio!

Naturalmente, quando si trova in condizioni di cattività, la sua alimentazione cambia parzialmente. È opportuno nutrirlo con un mix di semi specifico per parrocchetti, oltre a frutta e verdure, e in particolare mela, pesca, zucchine. Integrate inoltre la sua dieta con dei sali minerali, disponibili sotto forma di pastoncino insettivoro.

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Come sistemare la gabbia del parrocchetto monaco

La gabbia dove risiede il parrocchetto monaco deve essere pulita e disinfettata almeno una volta la settimana. È inoltre consigliabile avere una gabbia piuttosto ampia, soprattutto se la coppia è di tipo selvatico (le dimensioni devono essere di almeno 90 cm per 60 cm, per 60 cm. circa). Ricordatevi inoltre che il parrocchetto deve avere la necessità di uscire molto frequentemente e che la gabbia non dovrà costituire il suo habitat fisso, ma solamente come riparo per la notte e per il riposo.

Inoltre, evitate di allestire la gabbia ponendo troppi posatoi: quei pochi che inserite devono essere messi distanti l’uno dall’altro per stimolare il parrocchetto al movimento (altrimenti, è facile che si impigrisca). Meglio anche inserire qualche giochino in legno, un’altalena, una scaletta.

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