Prurito intimo in gravidanza: cosa, come, quando e perché

Quando c’è il prurito intimo in gravidanza non si sa bene che cosa fare perché c’è timore all’assunzione di farmaci. Benché il prurito esterno sia meno preoccupante di quello interno, ovviamente, è necessario trovare una soluzione per curare questo disturbo. Cosa significa avere prurito in gravidanza? Come agire?

Quando c’è il prurito intimo in gravidanza non si sa bene che cosa fare perché c’è timore all’assunzione di farmaci. Benché il prurito esterno sia meno preoccupante di quello interno, ovviamente, è necessario trovare una soluzione per curare questo disturbo. Cosa significa avere prurito in gravidanza? Come agire?

Prurito vaginale in gravidanza: cosa si intende

Per prurito intimo si intende un senso di formicolio e di irritazione a carico dei genitali esterni (quindi alla vulva) e alla vagina. Il prurito può essere estremamente fastidioso fino a diventare doloroso. La vagina + il condotto muscolo-membranoso che collega la cervice uterina ai genitali esterni della donna, che nel complesso sono denominati vulva. La vulva comprende quindi grandi e piccole labbra, clitoride, meato urinario, vestibolo.

Di solito il prurito intimo è un disturbo che può avere diverse cause, incluse anche quella psicologica. Il prurito intimo è costituito da sintomi caratteristici di diverse malattie trasmesse sessualmente o di infezioni alla vagina. Il prurito intimo in gravidanza è un fenomeno talmente diffuso che ormai esso è considerato uno dei problemi classici della gravidanza. Di solito si presenta nel primo o nell’ultimo trimestre.

Cause

Di solito il prurito intimo in gravidanza può avere diverse cause come detto. Fra queste:

  • Infezioni da funghi: per esempio la candida albicans, una malattia fungina che si accompagna a perdite vaginali biancastre e dense, simile alla ricotta. La tricomoniasi, con perdite vaginali che sono schiumose e giallo-verdi, associate di solito a cattivo odore.
  • Origini patologiche: quindi per esempio il diabete, le alterazioni nutrizionali possono portare a craurosi.
  • Vaginite batterica, associata anche a perdite grigiastre maleodoranti e a bruciore.
  • Herpes genitale: specificatamente dovuto al virus dell’Herpes Simplex di tipo 2 e accompagnato da infiammazione, formicolio, bruciore e dolore durante la minzione.
  • Cistite: può essere asintomatica, quindi vanno sempre fatti controlli periodici delle urine. In alcuni casi si può anche manifestare con un generale malessere, dolore a livello pubico e nella parte bassa dell’addome, dolore durante i rapporti sessuali, bruciore in minzione, necessità di urinare frequente. In certi casi le urine sono scure e maleodoranti.
  • Parassiti come pidocchi
  • Sbalzi ormonali: in gravidanza ovviamente vi sono delle alterazioni ormonali. Queste possono determinare una forte variazione nel microambiente vaginale e possono scatenare una sensazione di prurito esterna molto fastidiosa.
  • Iper sensibilità: la donna in stato di gravidanza è molto più sensibile anche a livello cutaneo, per questo è possibile che durante la gestazione si manifesti una sensibilità allergica a determinati indumenti, detergenti e medicamenti. Abiti stretti, saponi aggressivi e prodotti usati per lavare la biancheria intima della futura mamma possono determinare problemi.
  • Anche lo stress e la debolezza del sistema immunitario possono fare delle semplici cause di prurito dei grossi problemi molto fastidiosi.

Prevenzione del prurito intimo in gravidanza

Per prevenire il prurito intimo della donna in stato di gravidanza la prima cosa da fare è prendersi correttamente cura delle proprie parti intime e della flora batterica vaginale. Le cose per farlo e prevenire il prurito intimo in gravidanza sono:

  • lavare e detergere correttamente le proprie parti intime, usando prodotti delicati e con le giuste cadenze. Un’igiene personale troppo ossessiva può solo indebolire la flora batterica infatti, quindi è bene utilizzare un prodotto a pH fisiologico (4 o 5), limitando deodoranti intimi e lavande interne. Alternando il lavaggio quotidiano con il sapone a giorni in cui lo si effettua con semplice acqua tiepida, non si fa male.
  • Utilizzare quanto più possibile prodotti naturali: è bene utilizzare intimo in cotone che rispetto alle fibre sintetiche lascia maggiore traspirazione. Utilizzare carta igienica non profumata e non colorata.
  • Buone abitudini: lavare le parti intime e asciugarsi dopo la minzione sempre in direzione da avanti verso dietro, in modo da limitare al massimo la possibilità di trasferimenti e molecole fecali. Lavate sempre prima le mani, per evitare contaminazione batterica. Rimuovere l’intimo durante il riposo può aiutare molto.
  • Indossare abiti comodi, evitando jeans e pantaloni troppo stretti. Questo per non stressare la zona e per limitare l’umidità e il calore, condizioni predilette per lo sviluppo di microrganismi dannosi. Il continuo sfregamento può causare irritazioni a livello locale e prurito.

  • Utilizzare salvaslip in cotone e cambiarli molto di frequente.
  • Se si ha il sospetto di avere un’infezione vaginale è bene utilizzare il preservativo con il partner durante i rapporti sessuali per evitare un continuo contaminarsi a vicenda. Se il prurito è forte, sarebbe meglio optare per il riposo sessuale fino a quando non viene effettuata una diagnosi medica. Se viene diagnosticato un problema, sarebbe sempre meglio che anche il partner seguisse la terapia prescritta, anche se apparentemente è privo di sintomi. In taluni casi nell’uomo alcune patologie sono asintomatiche.
  • Adempiere ad una dieta sana ed equilibrata, facendo esercizio fisico per rendere migliore la risposta immunitaria dell’organismo.

Diagnosi

Qualunque infezione a livello intimo può essere problematica per il feto, perché potrebbe risalire nel canale dell’utero, quindi è bene rivolgersi immediatamente al ginecologo. Una visita rapida può consentire di identificare presto la causa del disturbo e risolvere la situazione.

Il prurito intimo in gravidanza non è una patologia, ma è un sintomo di qualcos’altro, per questo è necessario effettuare i giusti esami ed applicare la terapia migliore per il feto. La diagnosi viene fatta con un’analisi attenta dei sintomi e dei segni clinici. Se necessario il ginecologo farà un antibiogramma e una ricerca del virus, con anche un eventuale esame istologico.

Cura

La prima cosa da fare in presenza di prurito intimo in gravidanza è non grattare le zone interessate, per farlo è necessario utilizzare prodotti per alleviare il fastidio, seguendo le indicazioni per la prevenzione. Quando si manifesta prurito intimo in gravidanza è necessario innanzitutto evitare di aumentare l’infiammazione assumendo alimenti piccanti, troppo salati o troppo dolci, nello specifico: carne rossa, zuccheri raffinati, lieviti e latticini. Alla donna è consigliato di assumere fermenti lattici, da assumere per 7 giorni ogni due mesi. I fermenti leniscono l’infiammazione andando ad agire sulla flora batterica intestinale e rinforzando le difese del sistema immunitario, contribuendo così allo smaltimento delle scorie metaboliche.

In caso sia in corso un’infezione, nel caso della donna in gravidanza, si consiglia la somministrazione di farmaci topici anziché per via orale. Sarà il medico comunque a dare indicazioni sul tipo di farmaco e sulla posologia in base al momento della gestazione e al singolo caso.

Rimedi naturali

Per combattere il prurito intimo in modo naturale si possono fare lavaggi con amido di riso, menta naturale, bicarbonato di sodio, sale, aceto. Sulla zona si possono applicare crema o oli naturali al tea tree, alla calendula, all’aloe vera e a base di avena. Queste sostanze possono dare sollievo a prurito ed a bruciore sin dalle prime applicazioni.

È consigliato prendere tisane di malva, dai poteri antinfiammatori, infusi alla gramigna, dopo i pasti, e tintura madre di solidago, un antibatterico da prendere prima dei pasti.

Il prurito vaginale può dare problemi al bambino?

In sé la risposta è no, perché il prurito è un sintomo. Le infezioni in linea di massima non avranno effetti sullo sviluppo del bambino, se esce nel momento in cui c’è la patologia però potrebbe sviluppare il mughetto. Questo è caratterizzato da placche bianche in bocca e sul palato. Non è comunque nulla di grave e si cura in modo semplice.