Scafoide: un importante osso dell’articolazione del polso

Lo scafoide è uno degli ossi che costituisce l’articolazione del polso e che permette i movimenti della mano. La rottura di questo osso può determinare l’insorgenza di numerosi problemi.

Lo scafoide è uno degli ossi che costituisce l’articolazione del polso e che permette i movimenti della mano. La rottura di questo osso può determinare l’insorgenza di numerosi problemi.

Cos’è e dov’è lo scafoide

Per capire bene dov’è lo scafoide illustriamo come sono disposte le ossa del carpo. Le ossa del carpo sono sostanzialmente disposte in due file: ognuna con 4 ossa. Una fila è chiamata “prossimale” (più vicina al centro del corpo) ed è adiacente all’avambraccio. L’altra è detta distale (più lontana dal centro del corpo, verso la mano) e confina con le 5 ossa del metacarpo della mano. Gli elementi della prima fila sono l’articolazione del polso, poiché interagiscono con radio e ulna dell’avambraccio. Gli elementi della fila distale fanno parte delle articolazioni carpali e metacarpali.

Lo scafoide (dal greco scafoides: a forma di barca) è uno dei 4 ossi della fila prossimale del carpo. Esso viene denominato talvolta anche erroneamente osso navicolare del carpo. Esso infatti ha una forma che ricorda lo scafo di una nave. É sostanzialmente una delle ossa brevi del carpo, collocato nella fila prossimale laterale all’osso semilunare. Con quest’ultimo instaura una artrodia. Lo scafoide si articola in maniera prossimale con il radio e distale con il trapezio, il capitato e il trapezoide. L’ossificazione dello scafoide avviene a 6 anni.

Com’è fatto

Lo scafoide è l’osso che va a costituire l’articolazione del polso. Si riconoscono almeno 6 cosiddette “regioni” in esso:

  • la superficie superiore: connessa con il radio. È di forma triangolare, concava e liscia.
  • la superficie inferiore: che si articola con trapezoide e trapezio. Essa è triangolare, liscia e convessa. La superficie inferiore ha una piccola cresta che divide la superficie in due. Una parte laterale esterna e una mediale interna. La prima si articola col trapezio, la seconda con il trapezoide.
  • la superficie dorsale: sul dorso della mano, con importanti legamenti. Ha una scanalatura stretta e ruvida che permette l’inserzione dei legamenti. Tra questi il legamento radiocarpale dorsale e quello scafo lunato.

  • la superficie palmare: sul palmo della mano, da cui ha origine il legamento carpale trasverso. Questa superficie ha una forma concava, con un tubercolo utile per agganciarsi al legamento carpale trasverso. Quest’ultimo è un importante legamento di tessuto connettivo e fibroso che da origine alla struttura chiamata tunnel carpale. Questo è il luogo di passaggio di 9 tendini e del nervo mediano.
  • la superficie laterale: ruvida e stretta, su cui ha origine il legamento radiale collaterale del polso.
  • la superficie mediale: articolata con il captato ed il semilunare nelle zone chiamate faccette articolari superiore e inferiore. La prima si rapporta col semilunare, la seconda con il captato.

Lo scafoide è l’osso più grande della fila definita prossimale del carpo, dal lato del radio e del pollice. Esso confina con capitato, trapezio, trapezoide, semilunare e radio. L’80% della sua superficie è rivestita da cartilagine articolare.

Vascolarizzazione dello scafoide

Lo scafoide viene ossigenato dall’arteria radiale, dalle sue branche dorsali e palmari. Le prima forniscono l’80% del sangue che alimenta lo scafoide. Nello specifico, entrando dalla scanalatura ruvida e stretta della superficie dorsale e fornendo sangue alla porzione mediana e alla distale. Il restante 20% di sangue viene fornito dalle branche palmari della suddetta arteria. I vasi entrano nell’osso a livello della superficie palmare, nel tubercolo. All’interno dello scafoide c’è insomma una distribuzione particolare dei vasi sanguigni, per questo la rottura di questo osso può portare diversi problemi, tra cui per esempio l’osteonecrosi.

Le sue funzioni

Lo scafoide permette il movimento dell’articolazione del polso, con l’osso semilunare. Per la sua posizione e per le dimensioni, esso è un elemento di raccordo fondamentale fra le ossa del carpo prossimali e quelle distali. L’articolazione del polso garantisce i movimenti della mano. Che sono:

  • la flessione: il movimento della mano che permette di avvicinare il palmo al braccio, quindi in basso (immaginando di portare il braccio in avanti).
  • l’estensione: cioè il movimento che fa avvicinare il dorso al braccio. Quindi di portare la mano in alto.
  • la deviazione radiale: il movimento che permette di avvicinare il lato interno della mano, con il pollice, al radio. Portare la mano lateralmente verso l’interno.
  • La deviazione ulnare: l’opposto del movimento appena descritto. Quindi portare la mano lateralmente dal lato del mignolo verso l’ulna.
  • Circonduzione: il movimento di rotazione della mano.

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