Sclerosi multipla, il ruolo della vitamina D per attenuare i rischi

Un focus sulla sclerosi multipla: da cosa è determinata, quali sono i fattori di rischio e che ruolo può giocare la vitamina D.

Sclerosi multipla

Secondo quanto è recentemente emerso da uno studio condotto dall’Harvard TH Chan School of Public Health di Boston e pubblicato sulla rivista scientifica Neurology, la sclerosi multipla (condizione di cui nella sola Italia, soffrono più 140mila persone), potrebbe avere ben più di una lontana relazione con i livelli di vitamina D presenti nel nostro organismo.

Che cosa è la sclerosi multiplaCos'è la sclerosi multipla

La sclerosi multipla è una malattia di natura neurodegenerativa che viene contraddistinta dalla presenza di lesioni a carico del sistema nervoso centrale. Nei soggetti che risultano essere malati di sclerosi multipla, pertanto, si determina una evidente perdita della mielina in più aree del sistema nervoso centrale, conducendo a una serie di conseguenze ben note.

La patologia non riduce più radicalmente le aspettative di vita, con la conseguenza che la longevità media delle persone che risultano essere affette da questa malattia è pertanto sovrapponibile a quella della popolazione generale non affetta da sclerosi multipla. Un trattamento precoce della malattia, e i più moderni ritrovati per poterla affrontare con discreta serenità, consentono inoltre di preservare una buona qualità della vita.

Da cosa è determinata la sclerosi multiplaDa cosa è determinata la sclerosi multipla

Chiarito quanto precede, oggi è noto che la sclerosi multipla sia una malattia determinata dalla presenza di diversi fattori di cui non è ancora ben chiaro il peso ponderato. Tra i vari si ricorda il sesso (la malattia sembra essere più frequente nel sesso femminile), l’etnia (la malattia è sicuramente più frequente nella razza caucasica) e ancora l’ambiente (non è forse un caso che di sclerosi multipla si soffra di più nei Paesi che sono contraddistinti da un clima freddo).

Tutto ciò, però, evidentemente non basta per poter spiegare per quali motivi avvenga l’insorgenza della patologia. Ne deriva che un recente studio che è stato condotto dall’Harvard TH Chan School of Public Health di Boston ha aggiunto a tali fattori di rischio anche la carenza di vitamina D, per lo meno limitatamente al sesso femminile.

Sclerosi multipla e vitamina D

vitamina d

Per arrivare a tale valutazione i ricercatori dell’istituto hanno assunto in esame i campioni di sangue di più di 3.200 donne: dai conseguenti risultati è emerso che in coloro che presentavano una carenza di vitamina D si evidenziava una possibilità superiore del 43 per cento di contrarre la sclerosi multipla entro un periodo di tempo di nove anni rispetto alle donne che invece avevano i valori nella norma. Dunque, da quanto sopra i ricercatori hanno tratto elementi a sufficienza per poter affermare che la vitamina D contenuta nel nostro organismo sia in grado di riparare i nervi danneggiati, grazie alla ricostruzione della guaina mielinica.

Naturalmente, le correlazioni tra la sclerosi multipla e la vitamina D non sono esattamente nuove, visto e considerato che già nella seconda metà degli anni ’80 venne condotto il primo studio sul ruolo della vitamina D3 in soggetti che risultavano essere affetti da tale malattia.La sclerosi multipla e la vitamina d

Oggi giorno si sa però qualcosa di più, e ci si domanda con crescente puntualità per quale motivo questa vitamina sia così importante. Si sa ad esempio che la vitamina D è fondamentale per la mineralizzazione di ossa e di denti, e che può influenzare positivamente l’assorbimento intestinale del calcio e del fosforo. Si sa altresì che nelle ipotesi di grave carenza di vitamina D, i bambini possono soffrire di rachitismo, una condizione rappresentata dall’insufficiente mineralizzazione dei tessuti ossei che conduce a uno sviluppo incompleto dello scheletro. Nei soggetti adulti, invece, la carenza di vitamina D può condurre alla osteomalacia, una particolare condizione che è contraddistinta da dolore e fragilità alle ossa e da una diffusa debolezza muscolare.