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Scoliosi: cause, diagnosi e terapie della più antica delle deformità

La scoliosi, tra le varie deformità che possono insistere sulla colonna vertebrale dell’uomo, è una delle prime studiate. La sua definizione risale all’antichità.

Scoliosi

Il suo nome, scoliosi, è di derivazione greca, originando dal nome greco skolìosis, che significa “incurvamento” (curvo in Greco si diceva skolìos). Fin dal trecento avanti Cristo Ippocrate, non prima di aver operato una classificazione di alcune deformità di tipo angolare della colonna vertebrale umana, progettò e realizzò alcuni strumenti utili per la riduzione di queste deformità. Uno di questi è il “letto di trazione”, i cui principi vengono ancora utilizzati.

Descrizione della scoliosi

La scoliosi si caratterizza per essere una deviazione laterale della colonna vertebrale, per essere una deformità permanente, e per associarsi alla rotazione delle vertebre. La rotazione è sempre accompagnata anche dalle rotazioni dei dischi intervertebrali. Anche alla retrazione (accorciamento) dei muscoli e dei legamenti.

Scoliosi: la patogenesi

Si ha la formazione di alcune curvature che possono alterare sia la funzione che l’aspetto del tronco e della colonna vertebrale (curve primitive o strutturate).

I sistemi che poi riequilibrano la postura, ad opera del S.N.C. fanno in modo che si creino delle cosiddette “curvature di compensazione” affinché la scatola cranica sia perfettamente centrata sul perimetro d’appoggio e sul bacino.

Se non vi sono rotazioni delle vertebre non possiamo parlare di vera e propria scoliosi e la patologia assume la denominazione di paramorfismo.

Tale situazione in genere si risolve spontaneamente durante la crescita e non v’è necessità di trattamenti o di cure specifiche, se non praticare dello sport e delle terapie di tipo fisico.

Il nome di paramorfismo (anche detto “atteggiamento scoliotico”) potrebbe star a significare, quindi, una semplice postura non corretta.

Classificazione della scoliosi

In base a dove si localizza la patologia la si può definire:

  1. Scoliosi lombare;
  2. Scoliosi dorso lombare;
  3. Scoliosi dorsale;
  4. Scoliosi cervico dorsale

Scoliosi con una curvatura di tipo primario (settanta percento):

  • Scoliosi cervico-dorsali (circa l’uno percento);
  • Scoliosi lombari (circa il venticinque percento);
  • Scoliosi dorso-lombari (circa il diciannove percento);
  • Scoliosi dorsali o toraciche (circa il venticinque percento).

Scoliosi con doppia curvatura di tipo primario (trenta percento):

  • Scoliosi lombare e dorsale (circa il ventitre percento):
  • Scoliosi con doppia curvatura al torace;
  • Scoliosi toraco-lombare e al torace.

Cause di scoliosi

La scoliosi nel settanta – ottanta percento dei casi sono di natura idiopatica, laddove si ingenerano senza cause apparenti. Per il resto derivano da cause congenite o, anche, acquisite a seguito di traumi, processi infettivi, artriti o anche tumori.

Gli squilibri tra lo sviluppo dello scheletro e dei muscoli sono la causa primaria della genesi della patologia. A causa di ciò le scoliosi idiopatiche in genere si presentano principalmente in età infantile o, al massimo, della pubertà, vale a dire quei particolari periodi della vita in cui la crescita delle ossa è più elevata.

Incidenza della scoliosi per sesso

La malattia affligge principalmente il sesso femminile piuttosto che quello maschile (il rapporto è di setta a uno). Nello specifico il sesso femminile ha una maggior probabilità di sviluppare una patologia scoliotica più grave (otto a uno). Invece, per le forme meno gravi, la differenza è minore (1,2 a 1).

Le probabilità che la prole di una madre con scoliosi sviluppi la stessa malattia sono dieci volte superiori rispetto alla prole di madre non scoliotica.

Diagnosi di scoliosi

Per inquadrare il paziente scoliotico la prima cosa da condurre per bene è una anamnesi accurata.

Anche l’esame obbiettivo del tratto del rachide è in grado di evidenziare un’eventuale scoliosi, se eseguito in ortostatismo (il soggetto in piedi). E’ necessario valutare l’insorgere di uno o più dei segni sotto descritti:

  • Triangoli della taglia asimmetrici;
  • Postura inclinata da un lato;
  • Anca sollevata;
  • Una o tutte e due le scapole prominenti e bacino con sbilanciamento;
  • Spalle a diverse altezze.

Ad esempio, se posizioniamo all’altezza dell’aisi della vertebra cervicale, la settima, un filo a piombo, potremo valutare qual è il livello compensativo tra la pelvi ed il tronco.

In condizioni fisiologiche il filo a piombo ricadrà nella cosiddetta piega interglutea. Di fondamentale importanza è il cercare il gibbo:facciamo in modo che il paziente fletta in avanti il tronco, saremo in grado di avere una precisa valutazione del grado degli incurvamenti dei processi spinosi. E, a maggior ragione, dell’importanza del gibbo costale.

Epidemiologia

Riportiamo nell’immagine qui sotto l’incidenza di questa patologia nella popolazione. Si può notare quanto le scoliosi leggere prevalgano (7.7 percento) rispetto a quelle gravi (0.2/0.3 percento).scoliosi

L’unità di misura delle deviazioni scoliotiche è il GRADO, che si utilizza per la misurazione dell’angolo di Cobb. Quest’ultimo è l’angolo tra due rette perpendicolari a due rette che siano tangenti alle limitanti rispettivamente dell’ultima e della prima vertebra affette dalla scoliosi. Il valore in gradi dell’angolo di Cobb esprime il valore della deviazione di natura scoliotica.

  • Tra gli adolescenti circa il 7,5% è afflitto da una scoliosi che va dai cinque agli undici gradi Cobb;
  • Sempre tra gli adolescenti circa il 2,5% è afflitto da una scoliosi che va dagli undici ai venti gradi Cobb;
  • Ancora tra gli adolescenti circa il lo 0.4% è afflitto da una scoliosi che va dai venti ai trenta gradi Cobb (lo 0.1 percento tra gli individui di sesso maschile l/1.2 percento tra quelli di sesso femminile);
  • In circa lo 0.25&^% dei casi gli adolescenti presentano un angolo di Cobb di oltre trenta gradi.

Più in là vedremo come una scoliosi che necessiti di trattamento debba avere un angolo di Cobb tra i trenta ed i quaranta gradi. Ne consegue che le scoliosi che necessitano di cure ammontano al massimo allo 0.3%.

Prognosi

La prognosi per questa malattia, vale a dire l’insieme dei giudizi clinici sulle evoluzioni future della patologia, è in dipendenza di diversi elementi tra i quali: l’angolo di Cobb, la rotazione, la sede, il menarca, l’età e la maturazione del tessuto scheletrico.

  • Maturazione del tessuto scheletrico: il Test di Risser ci permette di stabilire il grado raggiunto di sviluppo delle ossa a partire dal grado di ossificazione della cresta iliaca. Il test porta a risultati da 0 (non esistono nuclei di ossificazione) a 5 (l’ossificazione è stata completata – entro il terzo anno post pubere). Sino al Risser 2 i rischi di peggioramento ammontano al 50%, successivamente si riducono al 20%. (Ricordiamo l’attribuzione dei valori ai gradi:
  1. Risser1 per una ossificazione circa al 25 percento;
  2. Risser2 per una ossificazione circa al 50 percento;
  3. Risser3 per una ossificazione circa al 75 percento;
  4. Risser4 per una completa ossificazione;
  5. Risser5 per una fusione con l’ileo completa.

SEDE E RISCHIO DI PEGGIORAMENTO

Tabella rischio di peggioramento: eta’ e gradi

Anni di età

Ang. di Cobb

10/12 13/15 16
< 20 ° 25 % 10 % 0 %
20 °-30 ° 60 % 40 % 10 %
30 °-60 ° 90 % 70 % 30 %
> 60 ° 100 % 90 % 70 %

Indicazioni per le cure

  1. Curve sino a 15-20°: Nessuna cura, attività motorie generiche per il potenziamento dei muscoli paravertebrali
  2. Curve eccedenti i 20° fino a 30/35 °: busto ortopedico
  3. Curve eccedenti i 35/40 °: operazione chirurgica

PREVENZIONE E OSSERVAZIONE: per angolo compreso tra i 15 ed i 20 °

In dipendenza della sede, anche stanti i rischi di peggioramento, si dovrà intervenire anteponendo le curve toraciche a quelle lombari.

L’osservazione consta di un controllo clinico periodico ogni sei mesi con un controllo radiografico ogni dodici mesi.

Per prevenire, invece, ci si dovrà educare alla corretta impostazione della postura e si dovrà effettuare una attività fisica regolarmente.

Cure incruente(angolo di cobb tra i 25 ed i 40 gradi)

I trattamenti incruenti hanno la finalità di rallentare o, addirittura, bloccare l’evoluzione della scoliosi. Le varianti terapeutiche di tipo incruento che si possono adattare ai diversi gradi di gravità della deformazione sono svariate: tra queste ricordiamo l’elettrostimolazione selettiva dei muscoli paravertebrali e la chinesiterapia.

Per i gradi di scoliosi più severi potremo utilizzare diversi tipi di corsetti: Lapadula, Lionese, gessati, Milwaukee ed altri. Lo svantaggio del corsetto è che limita i movimenti di chi li indossa e poi sono abbastanza scomodi.

Operazione chirurgica

L’operazione chirurgica ha la finalità di mettere un freno all’evoluzione della curvatura patologica, anche per evitare complicazioni neurologiche e/o respiratorie.

Resta chiaro che, poiché l’operazione chirurgica comporta perdita dei movimenti, essa resta relegata esclusivamente ai casi di estrema gravità (angolo di Cobb oltre il 35 %).

Nella norma l’operazione chirurgica la si effettua quando la crescita delle vertebre è terminata (quindicesimo/diciassettesimo anno d’età), affinché l’artrodesi non possa interferire con la crescita delle ossa. Utilizzare i corsetti gessati rappresenta una cura valida allorquando l’accrescimento delle ossa non è ancora terminato. Essi vengono utilizzati anche per una momentanea immobilizzazione del rachide dopo un trattamento chirurgico.

Scoliosi e Attività Fisica

L’attività fisica ha una finalità di prevenzione nei confronti delle patologie e degli atteggiamenti scorretti del sistema locomotore e osteoarticolare. Una postura errata può creare in un individuo degli squilibri di adattamento e di tono tra un gruppo muscolare e l’altro, rischiando così di compromettere i giusti allineamenti tra un segmento articolare e l’altro. La patologia che ne consegue deriva da una errata modifica tra i rapporti biomeccanici. Ancora essa serve a creare dei corsetti neuromuscolari che offrano un controllo maggiore ed una più efficiente stabilità della colonna. Infine serve anche per la creazione di un automatismo riflesso con fini correttivi che viene integrato nei movimenti globali (sport, giochi, ginnastica).

Oltretutto essa è specificamente indicata per le scoliosi di gravità moderata o lieve.

La scoliosi e il nuoto

Non è corretto, in tema di scoliosi, indicare il nuoto come attività principale per la cura o anche solo per la prevenzione: Viste le conoscenze che abbiamo sugli altri sport cosiddetti “di carico”, possiamo tranquillamente affermare che essi hanno degli effetti sicuramente molto più efficienti rispetto al nuoto. Esistono, addirittura, delle situazioni specifiche (movimento asimmetrico oppure richiedente inarcamenti sensibili della schiena), che rendono questo sport addirittura controindicato per gli affetti da scoliosi.

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