Siliquastro: un arbusto ornamentale meraviglioso

Il siliquastro, detto anche Albero di Giuda, è un albero leggendario molto diffuso come arbusto decorativo grazie alla meravigliosa chioma fiorita che presenta in primavera-estate. Coltivarlo non è difficile seguendo qualche piccolo consiglio.

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Il siliquastro, detto anche Albero di Giuda, è un albero leggendario molto diffuso come arbusto decorativo grazie alla meravigliosa chioma fiorita che presenta in primavera-estate. Coltivarlo non è difficile seguendo qualche piccolo consiglio.

L’albero di Giuda: il siliquastro

Il cercis siliquastrum, comunemente conosciuto semplicemente come Siliquastro o Albero di Giuda, è un arbusto appartenente alla categoria botanica delle Leguminosae, originario dell’Asia Minore e dell’Europa del Sud, quindi in zone aride e rocciose. Il nome con riferimento a Giuda è da ricollegare ad una leggenda che narra fosse proprio a un albero di questa specie che Giuda Iscariota si impiccò dopo aver tradito Gesù. Il termine siliquastro invece deriva dal latino “siliqua”, che significa bacello, e dal greco “kerkìs”, che vuol dire navicella o spola, questi termini si riferiscono alla forma dei suoi frutti.

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Il Siliquastro è una albero di medie dimensioni utilizzato solitamente come albero decorativo, infatti durante la fioritura primaverile i suoi rami si ricoprono di bellissimi e abbondanti fiori rosa. L’arbusto è bello e pulito, e si sviluppa in tronco e rami nodosi e contorti, molto belli da vedere. Esso appare come un albero caducifoglio che può arrivare ad avere un’altezza di circa 10 metri. Una delle particolarità di questo albero è la sua incredibile bellezza: la ramificazione fitta in primavera diventa un trionfo di fiori dalle tonalità rosa vivaci, in netto e piacevole contrasto con la corteggia scura. Di questo albero esiste anche una variante albina, cioè che presenta fiori più candidi. Questa variante è diffusa in America Nord-orientale e ha foglie circolari.

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Come si presenta

L’albero del siliquastro appare alto fino a 10 metri, le foglie sono rotonde e reniformi e larghe fino a 10 cm. La colorazione di queste è verde acceso nella parte superiore, chiaro in quella inferiore. In autunno esse assumono una colorazione rossa molto affascinante. I fiori sono l’elemento di punta della pianta e sbocciano prima dello spuntare delle foglie a primavera inoltrata, quando le temperature sono più tiepide. I fiori hanno una forma elegante e crescono a gruppi multipli direttamente sui rami spogli. Il colore ha una gradazione che varia dal rosa al malva, al lilla, al bianco e come forma assomigliano quasi ai fiori del pisello, con baccelli cremisi con all’interno i semi. I frutti sono costituiti da legumi penduli scuri che restano appesi sino all’inverno.

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Dove piantarlo e riproduzione

La sua coltivazione è solitamente in luoghi isolati oppure lungo viali, per fare ombra. La chioma di foglie appare leggera e ricca e si sviluppa con rami ricchi di boccioli e fiori verso l’alto. I rami invece coperti perlopiù da foglie tendono ad indirizzarsi verso il basso. Di solito questo albero viene messo accanto ad arbusti che fanno fiori in un momento più attardato, così da avere un continuo fiorire in giardino e in modo da garantire alla pianta un’esposizione a mezzo sole, un clima umido alla base e una certa riparazione dal vento. Il clima è meglio se è mite, poiché, ricordiamolo, è originario di aree mediterranee con clima mite. Anche se sensibile alle raffiche di vento, resiste bene all’inquinamento atmosferico, per questo viene anche molto usato nei centri urbani o lungo le strade.

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La pianta si riproduce a partire dal seme. È bene piantarlo in un vaso e crescerlo lì per due anni almeno. Trascorso questo tempo è possibile piantare l’esemplare facendo attenzione che le temperature siano tiepide, poiché il siliquastro è sensibile a sbalzi e traumi radicali. La semina è bene avvenga a marzo in contenitori con terra apposita e nutriente. Quando la piantina sarà cresciuta, prima dei due anni, si potrà ripiantare in vasi un po’ più grandi, tenuti sempre a temperature tiepide, in vivaio. Quando si pianta l’albero è meglio scegliere una terra ricca, profonda, tendente all’acido – neutro, con un’umidità fresca al suolo, assolutamente necessaria per la salute della pianta del siliquastro. In queste condizioni è bene tenere conto che l’albero cresce in modo davvero veloce. Per la messa in dimora è ottimale il mese di novembre, se però il clima si fa davvero rigido è possibile aspettare la primavera, per non rischiare che il piccolo arbusto geli e muoia.

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Potatura

La potatura non è un tipo di cura che è strettamente necessaria per il siliquastro, infatti viene più spesso fatta più per scolpire l’arbusto che per altri motivi. Se si desidera dare un’impostazione all’albero per quanto riguarda la forma della chioma, è bene intervenire sin da quando l’albero è giovane, per agire così con delicatezza. La potatura è possibile liberando il tronco dai rami che si sviluppano lateralmente troppo verso il basso oppure aprendo leggermente la fitta chioma, tagliando qua e là qualche ramo.

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Se vi sono rami danneggiati da gelate (è molto sensibile al freddo forte) o da qualche malattia, è possibile tagliarli. Il periodo giusto per potare la pianta sono i mesi che vanno da novembre a febbraio, quindi in inverno. Ad ogni modo è bene agire dopo la fine della fioritura, per garantire una crescita ottimale e lo sviluppo di nuovi rami che andranno ad infittire ancora di più questa rigogliosa e splendida pianta da giardino. Quando potate la pianta ricordate che i boccioli, che diventeranno poi fiori, vengono prodotti dal siliquastro sui rami vecchi, nonché sul tronco, quindi è quasi meglio agire sui rami giovani per avere una chioma più fiorita in primavera. Se vi sono rami danneggiati è bene eliminarli, anche se si tratta di effettuare potature drastiche.

Parassiti del siliquastro

Il siliquastro può essere facilmente attaccato dal cancro da Nectria.

Curiosità: il siliquastro in cucina

I fiori del siliquastro sono utilizzati anche in cucina, per la preparazione di insalate e marmellate.

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