Tumori al seno, a rischio anche gli uomini

I rischi di tumori al seno non coinvolgono solo la popolazione femminile, ma possono riguardare anche gli uomini di ogni età.

tumori al seno

Anche se superficialmente si suole ricollegare il tumore al seno alla sola popolazione femminile, in realtà occorre rammentare come ad essere a rischio siano anche i maschi, e come proprio tra la popolazione maschile si stia registrando un forte incremento dei casi di tale condizione patologica.Incidenza maschile nei tumori al seno

Il fenomeno è, in buona evidenza, particolarmente allarmante. Di fatti, sebbene il comparto medico italiano e internazionale possa oggi disporre di validi screening, di metodi preventivi e di cure alternative alla chemioterapia, rispetto a quanto non fosse disponibile in passato, il numero di casi di tumore alla mammella sta continuando a crescere e, per alcune fasce di pazienti, lo fa in maniera quasi esponenziale. Un problema che riguarda anche la popolazione maschile (e non solo quella femminile, come sopra evidenziato), e che apre scenari di necessaria interpretazione di quello che sta avvenendo nel contesto scientifico, dove nonostante la disponibilità di ottimi strumenti, non si riesce a mettere a freno l’escalation di casi.

I numeri del fenomenoTumori al seno tra gli uomini: i numero del fenomeno

Anche di quanto sopra si parla al Palacultura di Messina, in occasione di un evento al quale parteciperanno studiosi e ricercatori, e nel quale si farà il punto su un fenomeno di grande drammaticità. Nel nostro Paese ci sono infatti ben 450mila persone che risultano essere affette da tumore al seno, con una crescita di 50 mila casi ogni anno. Di questi ultimi ben 500 riguardano la popolazione maschile: una quota marginale, certamente, ma pur sempre in grado di elevare l’attenzione anche nei confronti di chi, fino ad oggi, si sentiva quasi “escluso” da un simile problema.

A proposito di problemi, si rende opportuno sottolineare come questo non riguarda solamente i pazienti che non hanno seguito – prima della diagnosi – uno stile di vita corretto, bensì anche persone che apparentemente adottano uno stile di vita impeccabile, e senza caratteri di familiarità. Nessuno, purtroppo, può intuire che cosa spinga delle cellule normali a divenire cancerogene in tali condizioni, con la scienza che sta affinando nuove procedure per poter comprendere quali siano i meccanismi alla base dell’alterata metilazione del DNA, nonostante siano azzerati i fattori di rischio.

Le nuove terapie

terapie per il tumore al seno

Per quanto concerne il futuro, l’ottimismo è tiepido ma esistente, visto e considerato che vi sono alcune nuove strategie terapeutiche che potrebbero accompagnare o sostituire la “temuta” chemioterapia. Il tutto, nella speranza che le nuove tecniche possano rivelarsi particolarmente efficaci nell’abbattere il rischio di eventi collaterali e di recidive.

Di questo e di tanto altro si parlerà il prossimo fine settimana a Messina, in un evento di clamore internazionale nel quale saranno presenti molti esperti in oncologia, come il professor John Crown del St Vincent Hospital di Dublino, attualmente uno dei massimi esperti mondiali del tema, che discuterà del futuro delle terapie sistemiche.Tomori al seno: le terapie sistemiche

Sarà inoltre presente anche il suo collaboratore, il dottor Giuseppe Gullo, che farà il punto della situazione dell’impiego della chemioterapia neo-adiuvante, e ancora il professor Francesco Schittulli, presidente nazionale della LILT, che terrà una conferenza sul futuro della senologia. Presenti infine il professor Corrado Tinterri, direttore Breast European School of Oncology di Milano, Paolo Veronesi e Pietro Caldarella dell’Istituto Europeo Oncologico di Milano.

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