Venoruton, un farmaco vasoprotettore utile contro l’insufficienza venosa

Che cos’è Venoruton, per cosa si usa, dosaggio consigliato, controindicazioni ed effetti collaterali.

Venoruton

Venoruton è un farmaco vasoprotettore che contiene oxerutina. Si tratta di una sostanza che viene ricavata da alcuni fiori e dalle foglie della pianta che viene chiamata Sophora Japonica. Questo medicinale viene consigliato, nella maggior parte dei casi, per la cura di quei sintomi che sono collegati con l’insufficienza venosa. Altre volte, invece, può tornare decisamente utile per il trattamento di condizioni di fragilità a livello capillare.

Quali sono le principali controindicazioni di Venoruton

Tutti quei pazienti che soffrono di ipersensibilità nei confronti dell’oxerutina o di uno dei diversi eccipienti non dovrebbero assumere Venoruton. Lo stesso consiglio vale anche per quei soggetti che hanno a che fare con edemi che colpiscono gli arti inferiori. Si tratta di edemi che derivano essenzialmente da patologie cardiache, epatiche o renali. In questi casi, tale medicinale può provocare un effetto negativo sulla salute di tali pazienti. L’uso di questo medicinale, inoltre, non è consigliato nemmeno nei bambini.

Quali sono le più importanti interazioni

Venoruton

Senza ombra di dubbio, prima di assumere tale medicinale è fondamentale avere il parere del medico. Anche prima di assumere dei farmaci per cui non serve la prescrizione medica si deve chiedere consulto al medico. Per il momento non c’è alcun tipo di interazione dimostrata tra Venoruton e altri medicinali. Gli unici dati di laboratorio riguardano una certa modulazione dell’azione degli enzimi epatici da parte di alcune sostane contenute nell’oxerutina. In particolar modo, si tratterebbe della rutina e della quercetina. Bisogna mettere in evidenza, però, come siano in realtà dei dati su cui ci sono notevoli discordanze.

Si può assumere in gravidanza?

Venoruton

Se una donna in gravidanza ha intenzione di assumere tale medicinale, è bene che prima di tutto chieda consiglio al proprio medico curante. Per il momento, l’efficacia e la sicurezza di tale medicinale in gravidanza non è stata ancora dimostrata. Per questa ragione esclusiva, se ne sconsiglia l’impiego in tale periodo. Fino a questo momento, le ricerche eseguite sugli animali, hanno permesso di trovare delle tracce del principio attivo all’interno del latte materno. Sembra che un ridotto quantitativo di orexutina possa finire nel latte materno, ma che tale concentrazione non abbia effetti clinici importanti per gli umani. Inoltre, è bene evidenziare come tali ricerche non abbiano fatto emergere degli effetti sulla fertilità.

Quali sono le principali avvertenze

Per quanto riguarda l’impiego di veicoli e altri macchinari, questo medicinale non comporta alcun danno o problema. Sono davvero rarissimi i casi in cui sono emersi dei disturbi come capogiri e stanchezza durante l’uso di tale medicinale. Per questa ragione, coloro che soffrono spesso di tali sintomi dovrebbero evitare l’uso di questo farmaco. All’interno di Venoruton troviamo circa 10,15 mmol di potassio per ciascuna compressa. Per questa ragione, la somministrazione in persone che soffrono di problemi alla funzionalità renale deve essere sempre controllata. Stesso discorso deve valere anche per coloro che seguono una dieta a ridotto contenuto di potassio. All’interno di ciascuna compressa ci sono 3,56 mmol di sodio. Quindi, è importante prestare attenzione alla somministrazione anche nelle persone che seguono una dieta a ridotto contenuto di sodio.

Qual è il dosaggio che viene consigliato

Venoruton

La versione di Venoruton da 1000 mg in compresse effervescenti deve essere somministrata con un dosaggio pari ad una compressa al giorno. La versione da 500 mg in compresse effervescenti richiede due compresse al giorno. Le dosi indicate dal medico non devono mai essere superate senza chiedere il suo parere. Il trattamento a base di tale medicinale deve avere una durata piuttosto breve. Nel caso in cui ci sia riacutizzazione dei sintomi, si suggerisce un impiego ciclico. Il medico deve essere consultato non appena il disturbo insorge in modo ripetuto. Ciascuna compressa deve essere sciolta all’interno di un bicchiere di acqua. L’assunzione può essere può avvenire sia prima che in seguito ai pasti.

Quali sono i possibili effetti collaterali

Esattamente come tutti gli altri farmaci, anche Venoruton è in grado di causare degli effetti indesiderati. Solo molto di rado può provocare delle reazioni a livello gastrointestinale o dei disturbi a livello cutaneo. Sono estremamente rari anche dispepsia, rash cutaneo, orticaria, prurito e disordini a livello dello stomaco. Sono ancora meno frequenti mal di testa, vampate di calore, stanchezza e vertigini. Dal punto di vista del sistema immunitario si verificano raramente reazioni di ipersensibilità e reazioni anafilattoidi. Per quanto concerne il sistema nervoso sono rari i capogiri. Dal punto di vista delle malattie vascolari, invece, sono rarissime le vampate. Infine, a livello gastrointestinale, si manifestano raramente dolore addominale, flatulenza e diarrea.

Cosa fare in caso di sovradosaggio

Venoruton

Nel caso in cui si avessero dei dubbi per quanto riguarda le modalità di impiego di Venoruton, si può anche consultare il farmacista. Chiaramente la prima persona a cui fare riferimento è il medico. Fino ad ora non sono stati segnalati segnali o sintomi legati ad un sovradosaggio di questo farmaco. Nel caso in cui venga ingerito o assunto in maniera fortuita un dosaggio troppo alto, bisogna recarsi immediatamente presso il più vicino pronto soccorso.

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