Belen Rodriguez, ritorna il VIDEO a Luci Rosse: quello che la legge non può fare

Lo “scandalo” del video a “Luci Rosse” di Belen sul web fa ancora discutere. La lotta contro le esposizioni mediatiche non consenzienti non trova riscontro con la giustizia

 

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Il racconto “agghiacciante” di Belen Rodriguez in diretta tv fa ancora discutere, dopo una serie di battaglie legali per ottenere giustizia. Il caso della showgirl argentina riguarda un contenuto a “luci rosse”, pubblicato sul web dal suo primo fidanzato italiano, senza il consenso della diretta interessata.

Un video che “macchia” la dignità di una donna e che ha scatenato col tempo, l’ira di Belen, tutt’oggi in lotta per ottenere i diritti della privacy e rimuovere quel contenuto che ancora grida allo “scandalo”. Sono trascorsi ben 8 anni da quel giorno e nel contempo la Rodriguez diventava un celebre personaggio, ma comunque vittima di lungimiranza e burocrazia italiane.

“Poco importa che sono famosa – raccontava tempo fa in un’intervista al Maurizio Costanzo Show -, se di mezzo ci sono tutte quelle ragazze che non vogliono avere a che fare con l’esposizione mediatica di determinati contenuti”. Quanti casi di insofferenza sono purtroppo all’ordine del giorno in Italia, da questo punto di vista. E intanto l’immobilismo della giustizia “uccide”…

Belen Rodriguez si rivolge alla giustizia, ma viene “snobbata”

Belen Rodriguez, fidanzata di Antonino Spinalbese è ancora in piena lotta per la rimozione di quel video dai contenuti spinti e pungenti, pubblicati senza il suo consenso

D’altronde la showgirl, prima di essere un personaggio Vip è prima di tutto una donna e per di più madre del figlio Santiago. La battaglia alle esternazioni mediatiche ha anche l’obiettivo di non far arrivare quel “messaggio” scandaloso agli occhi del figlio. Non vorrebbe trasmettere a lui, ciò che lei aveva subìto in un passato zeppo di critiche tra haters e leoni da tastiera, a causa di quel “materiale” osceno

Dopo continue sollecitazioni alla polizia postale, aveva persino avuto un duro confronto con l’allora Ministro della Giustizia, Andrea Orlando, a proposito del video a luci rosse che spopola sul web, ma la legge non glielo consentiva. Al tempo non vi era un decreto che vietava la pubblicazione di contenuti “avversi”. Ma i futuri e tragici avvenimenti da questo punto di vista hanno portato alcune identità, persino a togliersi la vita, per la vergogna di “essere donna”.

Ecco dunque che in Italia, la pratica di diffondere video a luci rosse diventa “reato” e prevede pene severissime, fino a 6 anni di reclusione, ma intanto quel video in rete di Belen continua a “dormire sonni tranquilli”…

 

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