Gino Paoli suicidio, perché è avvenuto: il motivo che lascia stupiti

Il tentativo avvenne tempo fa e la motivazione alla base dell’argomento Gino Paoli suicidio è di quelle che non si riesce a commentare. Ne parla lui stesso.

Gino Paoli suicidio
Gino Paoli suicidio perché ci provò Foto dal web

Gino Paoli è da decenni una colonna della musica italiana. Il cantautore genovese, 86 anni, continua ad essere sempre in ottima forma sia fisica che mentale e ad esprimere arte con le parole contenute nei suoi brani. Una carriera come la sua in pochi sono capaci di imitarla, ed anche per quanto riguarda la vita privata, le soddisfazioni che Gino Paoli è stato capace di togliersi non appartengono a tutti. Lui ha avuto tre relazioni importanti in vita sua. Quella con Stefania Sandrelli, poi con Ornella Vanoni ed infine con Paola Penzo. Quest’ultima è sua moglie, che il cantautore ligure ha sposato trent’anni fa, nel 1991.

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Dalla prima relazione è nata la figlia Amanda Sandrelli, nota attrice. Dalla terza ecco invece venire al mondo quattro maschi. Si tratta di Nicolò Paoli, Francesco Paoli, Tommaso Paoli e Giovanni Paoli. Avvenne però un altro episodio tanto eclatante quanto grave nella vita dell’artista. Ed è legato ad una data precisa: 11 luglio 1963. Nel corso di una intervista concessa al Corriere della Sera, Gino Paoli spiega di cosa si tratta.

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Gino Paoli suicidio, perché ci provò: “Enorme sciocchezza”

Quel giorno lui tentò di compiere un suicidio. Avvenne mentre era solo un casa. Lui prese una pistola e si sparò al cuore, fortunatamente senza riuscirci. Infatti il colpo autoinfertosi non lesionò alcun organo vitale e a tutt’oggi si trova inglobato all’interno del pericardio. A voler spiegare quel tragico avvenimento, lo stesso Gino non sa dare una motivazione. Già allora era famoso, molto ben messo economicamente e poteva avere tutte le donne che voleva. Lui ha giustificato il tutto dicendo che in questa vita aveva avuto tutto quello che voleva.

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Gli era sembrato di avere conosciuto ogni cosa, e quindi voleva scoprire cosa ci fosse dall’altra parta. Bollando poi il suo gesto come “una enorme caz***a”. Di quel giorno racconta che prese due pistole e scelse quella che sparava più lontano, dopo averle provate. Inoltre prese diverse pillole ma l’attesa lo annoiava. “Pensai di buttarmi giù dalla finestra, ma solo dopo scelsi di spararmi. La sensazione provata fu quella di restare schiacciato di colpo da una pesante roccia”.

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