Troppo grassa per fare la commessa, rinuncia al lavoro dopo i commenti

Crotone, ragazza di 24 anni rinuncia ad un posto da commessa dopo che il titolare del negozio le fa intendere di essere troppo grassa per quel lavoro.

ragazza troppo grassa per fare commessa rinuncia lavoro
(Foto Unsplash)

Si è rifiutata di tornare al lavoro dopo che il titolare le ha fatto intendere, all’ultimo giorno di prova per un nuovo lavoro, di non avere il fisico adatto a quel lavoro. Una ragazza di Crotone, Fabiola Tricoli, di 24 anni, si è sentita colpita nella sua dignità e dice “non sono disposta a farmi insultare per una miseria”. Ma il titolare non ci sta e risponde alle accuse.

Troppo grassa per fare la commessa, le dicono

Fabiola aveva trovato un nuovo lavoro come commessa in un negozio della sua città, e ha iniziato i quattro giorni di prova previsti. Durante il primo giorno di prova, non sembra avere problemi a svolgere le mansioni affidatele, tanto che a fine giornata, alle domande del titolare su come stesse andando, ha risposto che procedeva tutto bene.

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(Foto Pexels)

Ma l’uomo inizia a osservarla, come a voler sottolineare il suo fisico non esattamente “da taglia 38”. Lei sente che la cosa la mette a disagio, specialmente quando lui le fa notare che nel negozio c’erano delle scale da percorrere più volte al giorno.

Per Fabiola non erano certamente un ostacolo, visto che le aveva già salite e scese molte volte durante le ore trascorse al lavoro. Ma secondo il titolare, la sua corporatura non era secondo lui adatta a quel lavoro, non poteva farcela.

Allibita e incredula, Fabiola risponde ancora una volta che non era un problema. Il titolare le risponde che stava a lei decidere se procedere e accettare il lavoro, sottolineando ancora una volta che per lui non poteva farcela, facendo intendere che fosse a causa del suo peso.

Dopo il rientro a casa, la giovane racconta tutto ai suoi genitori e decide di non presentarsi più lavoro visto che secondo lei il titolare, dice, l’ha insultata e lei non può accettarlo. Lo zio, il giorno dopo, si presenta al negozio per avere spiegazioni sull’accaduto. Il titolare parla di un semplice fraintendimento.

La risposta del titolare

La risposta del titolare, però, non si fa attendere. Francesco Oliverio, proprietario del negozio in questione, ha dichiarato al Corriere della Sera che non è andata così.

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(Foto Pixabay)

Non l’avrebbero scelta affatto se non fosse stata la più affidabile e adatta per quel lavoro, sottolinea, e non aveva certamente dubbi sul suo peso visto che aveva intenzione di procedere con l’assunzione se Fabiola si fosse presentata dopo il periodo di prova.

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E non solo: secondo lui la ragazza quindi ha inventato questa storia, sottolinea il titolare, visto anche che in negozio – dice “lavorano commesse molto più robuste di lei”. Ma allora, come è andata realmente la cosa? Un caso di equivoco per un commento non trasparente sul peso della giovane, o un vero caso di discriminazione?

In ogni caso, è giusto accettare un lavoro “sbagliato”, o in cui potremmo trovarci a disagio? L’amore per noi stessi/e dovrebbe venir prima di ogni bisogno professionale ed economico, e non dobbiamo adattarci ad un luogo o posto di lavoro che non fa per noi.

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