Valentino Rossi si ritira dalla MotoGP: l’ultima “operazione” del Dottore

Valentino Rossi si ritira dalle corse motociclistiche dopo 25 anni di carriera: oneri, onori, cadute ed esercizi di stile. Il Dottore saluta la MotoGP.

Valentino Rossi si ritira dalle corse (Getty Images)
Valentino Rossi si ritira dalle corse (Getty Images)

Valentino Rossi, come suo solito, entra, detta le regole e ringrazia. Lo ha fatto per 25 anni in sella, ora lo fa con la parola: potente come una sgasata, determinante come un sorpasso. Il numero 46 mette la moto in garage, ma solo a livello professionale: motociclista sarà per sempre, da un ruolo così non stacchi mai. Specialmente con 9 titoli mondiali sulle spalle, una carriera basata su genio e sregolatezza e tanta voglia di sbaragliare la concorrenza: c’è riuscito Vale, a modo proprio, una curva dopo l’altra.

Un podio dopo l’altro, 250 in carriera, ma poi ha detto basta. Questo sarà l’ultimo anno in pista, dopo nuova vita: cosa non si sa, tutto da vedere, capire e verificare. Lui una strada, per un suo potenziale erede, l’ha aperta: ora tocca agli altri. Quelli che in pista hanno sempre cercato di imitarlo senza riuscirci. Il successo si costruisce, ma la follia è un dono. Giocare con la vita e le passioni con una tale grazia e un talento smisurato non è da tutti, con il casco in testa – nel recente passato – ce l’ha fatta solo lui.

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Valentino Rossi dice basta: il pilota si ritira dalla MotoGP a fine stagione

Il pilota di Tavullia alla sua ultima stagione da professionista (Getty Images)
Il pilota di Tavullia alla sua ultima stagione da professionista (Getty Images)

“Avrei voluto continuare per altri 25-30 anni, ma non è possibile” – ammette Valentino nella conferenza stampa di congedo – con tutto quel rammarico che un campione si porta dietro: quando si spengono le luci, e i motori, devi fare affidamento su altro. Cosa ancora non è dato saperlo: accanto sempre – nell’ultimo periodo – Francesca Sofia Novello. L’ombrellina del suo cuore. Sentimenti a parte, o inclusi dipende dalla prospettiva, il dottor Rossi potrebbe andare in pensione (si fa per dire) o passare dalla sella al sedile: “Le macchine mi son sempre piaciute – ammette – deciderò cosa fare”.

Una decisione importante l’ha già presa. Le moto, dal prossimo anno, faranno a meno del suo più grande cantore: gli altri le guidano, lui le capisce. Al punto da parlarci ogni gara, prima di iniziare, chissà tutte quelle parole dove sono andate a finire. Forse nei sogni di coloro che continueranno a vederlo lì, dopo la bandiera a scacchi, dove impennano le ambizioni di ogni campione che di rossi, magari, ha solo i globuli. Il DNA, però, è un’altra cosa che rimane impressa come quel numero 46 sulla carena. In molti continueranno a cercarlo distrattamente, dopo essersi asciugati le lacrime.

 

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