Trovato possibile farmaco anti-Covid in un rimedio contro la tenia

Qualche settimana fa, un gruppo di ricercatori statunitensi ha scoperto che il principio attivo che cura la tenia può diventare un farmaco anti Covid.

pandemia
(Foto: Pexels)

Si chiama tenia o anche verme solitario e si cura con un gruppo di farmaci a base di salicilanilide, un derivato dell’acido salicilico. Usato come vermifugo per bestiame, già dagli anni Cinquanta, è oggi stato trasformato in un principio attivo efficace e con minor controindicazioni. Il pool di ricercatori e professori americani che ci ha lavorato, pensa, infatti, che possa essere il farmaco anti Covid per eccellenza, essendo in grado di agire dall’interno e definitivamente. Ma anche sulle conseguenze della malattia, meglio dei vaccini attualmente utilizzati.

Come funziona

rimedio anti coronavirus
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L’antimicrobico è già super-efficace, perché lavora in ben 2 modi:

  • Impedendo l’endocitosi, ovvero il processo per cui un virus entra nelle cellule dell’organismo e le infetta, formando nuove copie di se stesso (e diffondendo così la malattia).
  • Trattando le conseguenze respiratorie da Covid-19 intervenendo sui livelli di interleuchina 6, la proteina prodotta dal sistema immunitario, responsabile dell’infiammazione cronica anche in Morbo di Chron, artrite e fibrosi epatica.

Ciò significa che sarebbe in grado di agire anche contro le varianti Delta e Lambda, a differenza dei vaccini attualmente in commercio.

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Controindicazioni del farmaco anti Covid

disbiosi intestinale
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Gli studi su questo principio attivo vanno avanti ormai da anni. Insieme a quelli sul niclosamide, che ha recentemente passato i trial test per la lotta al Covid. E sembrerebbe avere effetti positivi anche contro i tumori.

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Nel momento in cui la pandemia è scoppiata, il professor Kim Janda, del laboratorio di ricerca di La Jolla, in California, ha iniziato a lavorare per ridurne le controindicazioni.

Per il momento, il farmaco è ancora in grado di generare disbiosi intestinale. Ma ha migliorato enormemente la sua efficacia, essendo in grado di essere assorbito dall’organismo per un buon 70% in più rispetto al suo rivale, il niclosamide.

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Il salicilanilide così modificato è stato messo in commercio già 10 anni fa, per il trattamento di un’infezione batterica chiamata Clostridioides difficile. Ed è ora è giunto alle ultime fasi dei test per la cura e il trattamento della malattia da coronavirus.

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La Ica

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