Johnny Depp, da idolo a zavorra: l’altra faccia di Hollywood

Johnny Depp, alle prese con vicende giudiziarie piuttosto delicate, ignorato da Hollywood. Il cinema americano lo snobba: l’attacco dell’attore.

L'attore americano nella bufera (Getty Images)
L’attore americano nella bufera (Getty Images)

Il privato è pubblico, soprattutto al cinema dove le sfumature di una storia possono essere molteplici. In un mondo che comincia in sala e finisce nella vita di tutti i giorni. Johnny Depp, da icona a reietto in un attimo, denuncia questo atteggiamento da parte dello show business che cattura, fagocita e respinge: sono le regole del gioco, ma qualcuno – forse – non si diverte più. L’attore statunitense sottolinea come la critica e la distribuzione cinematografica stiano, di fatto, snobbando il suo ultimo film: Minamata. “Hollywood lo sta boicottando”, tuona al Sunday Times.

I motivi sembrerebbero essere strettamente correlati al divorzio dall’ultima moglie, Amber Heard, e alle voci che circolano secondo cui Depp sarebbe un “picchiatore di mogli”. Di fama si può morire: quelle luci, che prima accendevano i riflettori sulla ribalta, ora illuminano una vicenda a tinte fosche che getta ombra su uno dei massimi sex symbol a livello internazionale.

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Il cinema americano snobba l'attore (Getty Images)
Il cinema americano snobba l’attore (Getty Images)

In mezzo il meccanismo produttivo, che ha visto prima bloccare un film riconosciuto con un premio importante, la Berlinale 2020, e ora fatica a decollare dopo il Covid per questioni che poco hanno a che fare con il cinema. Piuttosto è uno spettacolo: l’iter giudiziario sta andando per le lunghe, esponendo l’attore – e i protagonisti di questa incresciosa vicenda – a una gogna mediatica senza precedenti.

L’Iter giudiziario farà il suo corso, ma intanto a rimetterci è l’intero meccanismo produttivo legato all’opera: se si spengono le luci di Hollywood, per Minamata sarà complicato affermarsi nel panorama cinematografico internazionale nonostante i riconoscimenti iniziali.

Le motivazioni ufficiali – sottolinea il regista Andrew Lewis – sono altre, ma la sostanza è ben diversa: i rallentamenti rimangono la diretta conseguenza di una macchina, mediatica e giudiziaria, in moto da tempo che coinvolge in toto l’interprete. La strada per ricostruirsi una reputazione – anche agli occhi degli addetti ai lavori – sarà lunga e tortuosa. L’attore, alle prese con una vicenda che sembra la sceneggiatura di un film splatter, dovrà cercare di riconquistarsi una credibilità che al momento appare sempre più labile.

 

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