GFVip, Manuel Bortuzzo porta la resilienza in prima serata

Manuel Bortuzzo, concorrente della nuova edizione del GFVip, porta la resilienza in tv. La storia del campione paralimpico può aprire gli occhi a molti.

Il nuotatore al GFVip (Getty Images)
Il nuotatore al GFVip (Getty Images)

Il successo degli azzurri alle Paralimpiadi ha aperto una nuova frontiera per quanto riguarda l’approccio alla diversità e alla disabilità. Le 69 medaglie conquistate dall’Italia paralimpica a Tokyo hanno fatto luce su una categoria sociale, quella delle persone con disabilità, che merita considerazione al di là dei concetti sinora espressi su inclusione e integrazione sociale.

Il tema dell’accessibilità inizia ad essere molto dibattuto, fino a occupare le prime pagine dei giornali. Non solo cronaca, ma anche gossip. Grazie al GFVip, infatti, la disabilità entra direttamente nel connubio con l’intrattenimento: l’idea è venuta ad Alfonso Signorini che, nell’ultima edizione del celebre reality show, ha voluto nel cast Manuel Bortuzzo.

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GFVip, Bortuzzo nella casa: la disabilità “rompe” il muro dell’intrattenimento

Bortuzzo pronto ad entrare nella casa (Instagram)
Bortuzzo pronto ad entrare nella casa (Instagram)

Un giovane campione olimpico a cui qualche anno fa – nella notte tra il 2 e 3 Febbraio del 2019 – è cambiata la vita in seguito a una sparatoria. Situazione di cui è rimasto vittima, per un errore da parte degli esecutori (loro stessa ammissione), che gli ha pregiudicato l’uso delle gambe. Da quella tragica notte Manuel ha cambiato abitudini e priorità, ma non scelte: il nuoto continua ad essere la sua passione più grande e con impegno si dedica a questo sport diventato molto più di una passione negli anni.

La partecipazione al GFVip, per lui, è un modo per sensibilizzare un tema molto presente: l’inclusione attraverso l’abbattimento delle barriere architettoniche. Questione affrontata, ma non abbastanza a livello mainstream: il contesto di Cinecittà potrebbe essere la giusta occasione per iniziare a farlo. La disabilità non ha solo un aspetto, l’intrattenimento può servire da volano in tal senso: “Occorre far capire a tutti che la rinascita parte da noi stessi, noi siamo i padroni della nostra vita e, con il giusto supporto, possiamo riprenderci quello che in parte ci ha tolto”, precisa Bortuzzo entusiasta della partecipazione al reality.

 

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Una storia di cronaca può essere esempio di vita quotidiana anche attraverso le luci del piccolo schermo. La porta rossa più famosa d’Italia aprirà anche gli orizzonti, basterà guardare le cose da un’altra prospettiva per scorgere quella normalità dipinta – troppo spesso – come utopia.

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