Madame, il perché del soprannome d’arte e altre curiosità

Madame, al secolo Francesca Calearo, è una delle voci più particolari della scena musicale attuale. Ma perché questo soprannome?

Madame motivo soprannome
Madame ( da Getty Images)

E’ eccentrica, libera, forse un po’ arrogante: Francesca Calearo, in arte Madame, ha fatto della sua voce particolare e della sua immagine fluida, e leggermente ambigua, i suoi tratti di riconoscimento più immediati. L’abbiamo vista a Sanremo, l’abbiamo vista pluripremiata con tre dischi d’oro e uno di platino, e poi l’abbiamo vista conquistare la stima dei suoi colleghi più rodati: Marracash, i Negramaro Ghali. Nonna Orietta, in più, ha esplicitamente espresso il desiderio di poter duettare con lei. Insomma Madame è come il nero: va bene con tutti. Eppure, a sentirla parlare, ci si dimentica che Francesca è classe 2002 ed ha appena 19 anni. Vediamo bene di conoscere quindi questo personaggio così sui generis.

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Madame, i perché del soprannome

Madame i motivi del soprannome
Madame ( da Getty Images)

Intanto una nuova sfida professionale attende la ragazza: sarà alla conduzione della prossima edizione de Le IeneDurante l’intervista con Andrea Laffranchi per il corriere, Madame si è raccontata. A partire da quella che è la sua maschera d’autore: Madame “No, Francesca non mi piaceva tanto e poi tutti i rapper che seguivo avevano un nome d’arte. Però mi domando se sia giusto che, oltre ai miei dischi, anche la mia persona venga comprata. Ci sono delle tasse sulla fama. Un giorno deciderò se scappare in Tibet”. 

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Sulla genesi dei suoi pezzi dice “Le canzoni le scrivo sul telefono. E tutto parte sempre dall’idea di voler dire qualcosa. Da tempo, ad esempio, voglio scrivere una canzone su Lolita di Nabokov ma non ci riesco. Ci avrò provato 15volte, ma nulla… Quel libro è pura poesia, amo l’arte che va oltre, che non è troppo sana… L’arte prescinde dall’artista, i pittori giapponesi non firmano i propri quadri. Tutti gli artisti che amavo e ho incontrato mi sono stati sulle balle. Io stessa sono antipatica. L’artista non deve essere menzionato. L’arte è una cosa a sé. […] Ho sempre ambito a parlare bene. L’obiettivo è arrivare ad usare parole semplici. Semplice è saper usare una bella parola come amore, ma non in modo banale. Solo così acquisisce un significato più forte di qualsiasi altra parola che indichi quel sentimento”.

Serena Garofalo

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