Festa del Cinema di Roma, Jessica Chastain apre la manifestazione

Festa del Cinema di Roma, Jessica Chastain è la prima ospite internazionale dell’evento: l’attrice statunitense racconta la parabola storica di Tammy Faye.

Jessica Chanstain alla Festa del Cinema di Roma (Getty Images)
Jessica Chanstain alla Festa del Cinema di Roma (Getty Images)

Roma è pronta ad accogliere la sedicesima edizione della Festa del Cinema. L’Auditorium Parco della Musica accoglie le più grandi presenze della Settima Arte in ambito italiano e internazionale per cercare di ridefinire i canoni e gli stilemi nel mondo della celluloide: l’edizione 2021 è caratterizzata da una novità intrinseca che è quella del ritorno a una presunta normalità dopo il Covid.

La lotta al virus prosegue, ma intanto riaprono le sale e i teatri con capienza allargata. L’atmosfera, anche alla manifestazione, è quella di una comunità che ha voglia di riappropriarsi delle sane abitudini di un tempo: vedere un film sicuramente apre gli occhi sul mondo che ci circonda.

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Festa del Cinema di Roma, Jessica Chastain racconta Tammy Faye

L'attrice conquista l'Auditorium Parco della Musica (Getty Images)
L’attrice conquista l’Auditorium Parco della Musica (Getty Images)

A iniziare questo nuovo viatico ci ha pensato, nella prima giornata dell’evento, Jessica Chainstain. L’attrice e produttrice cinematografica statunitense propone “The Eyes of Tammy Faye”. Michael Showalter propone una narrazione storico-filmica dei fatti accaduti in America fra gli anni Settanta e gli anni Novanta, dove ha preso piede il fenomeno dell’evangelismo radiotelevisivo. In tal senso Tammy Faye e suo marito Jim Bakker monopolizzarono la scena per poi incappare in guai piuttosto grossi con la giustizia. Quest’epopea è raccontata con garbo e precisione storica dagli autori e il regista dell’opera.

La Chastain, che ha collaborato al progetto anche in veste di produttrice, si è detta molto orgogliosa di rappresentare una pagina storica – chiaroscuri compresi – degli Stati Uniti. Nel girato emerge la doppia faccia dell’America, tra vizi e virtù, ma anche la natura poliedrica dell’attrice in grado di misurarsi con diversi registri mostrando una naturalezza che attribuisce credibilità e senso al girato.

Roma CineFest, parola d’ordine: inclusione

Roma accende i riflettori su un nuovo realismo che pone la Settima Arte su un piedistallo per dimostrare – una volta di più – che il cinema è cultura. Riproporre certe opere è propedeutico per capire la contemporaneità. Infatti, l’opera proposta, che apre la manifestazione, restituisce il senso di indagine ma anche la curiosità di spingersi oltre con la volontà di migliorare.

Nella Capitale, dunque, possiamo dire che è buona la prima, in attesa di altri 9 giorni dove a farla da padrone sarà l’innovazione – con ospiti illustri ed eventi dedicati – senza dimenticare le radici del passato che tornano prepotenti in tempi in cui sembrano mancare le certezze. I film in concorso – “The Eyes of Tammy Faye” incluso – dimostrano che bisogna solo ritrovarle.

 

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