Festa del Cinema di Roma, Bellocchio e il riscatto della settima arte

Marco Bellocchio alla Festa del Cinema di Roma per parlare del riscatto della settima arte in momenti difficili come quello che sta vivendo il Paese.

Marco Bellocchio a Roma (Getty Images)
Marco Bellocchio a Roma (Getty Images)

Alla Festa del Cinema di Roma arriva Marco Bellocchio. Il regista di Bobbio affronta diversi temi nell’incontro con pubblico e critica. L’importanza del cinema come mezzo di riscatto sociale: le sue opere sono la testimonianza che film di diverso tipo sono possibili.

Un approfondimento costante sulla società contemporanea, anche “Il traditore” – opera premiata a Cannes – è una dimostrazione della consapevolezza che c’è nel saper affrontare determinate vicende con il tatto di chi le ha vissute mantenendo lo sguardo indagatore di chi vuole capirci qualcosa in più. Cronaca, ma anche intreccio e racconto: tutto intriso in un’armonia senza tempo capace di cogliere sfumature sempre diverse. Il particolare che spicca nella consuetudine.

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Festa del Cinema di Roma, Marco Bellocchio torna nella Capitale: l’incontro con il pubblico

Il regista fra i protagonisti alla Festa del Cinema (Getty Images)
Il regista fra i protagonisti alla Festa del Cinema (Getty Images)

Tratto distintivo che Bellocchio mette sempre perchè lui non cerca una morale nelle sue opere, piuttosto vuole ritrovare una prospettiva che sembra essersi persa. Riannodare i fili della coscienza per poi veleggiare verso altri lidi in cui applicare lo stesso criterio: il cinema di Bellocchio è concreto e mai sfarzoso. Generoso di emozioni, ricco di colpi di scena, ma anche di riflessioni costanti.

Un viaggio perenne nei meandri dell’intelletto con l’ausilio della macchina da presa. Come se ci fosse un patto implicito fra lui e gli spettatori. Questione di passione ed esigenza. Bellocchio cerca di soddisfare entrambe, anche con discreti risultati. Persino quando non sfociano nel soddisfacente, restano comunque degni di nota.

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