Streaming gratis illegale, le pene previste fanno paura: si rischia tantissimo

Aumentano coloro che fanno uso dello streaming gratis illegale, ed a volte ignorano anche di stare violando la legge. Invece corrono un enorme rischio.

Streaming illegale gratuito una vera piaga
Streaming illegale gratuito una vera piaga Foto dal web

Streaming gratis illegale, una consuetudine da tempo diffusa in Italia e che non accenna a calare. Soprattutto in relazione a quella che è l’offerta sul calcio. Da quasi trent’anni questo fenomeno è ben radicato in Italia e nonostante le pene previste per i trasgressori siano molto severe, in tanti continuano imperterriti a violare la legge.

Una recente statistica riferisce che nell’ultimo anno hanno usufruito di streaming gratis pirata ben undici milioni di persone. Lo fa sapere la Favap, Federazione per la tutela dei contenuti audiovisivi e multimediali. La mole di contenuti sportivi consumati senza pagare ammonta al 38% del totale.

Contestualmente sono in crescita anche gli altri tipi di servizi, ma una emittente più delle altre risulta fortemente danneggiata dallo streaming gratis pirata. SI tratta di DAZN, che in questo modo deve rinunciare ad una fetta importante di abbonamenti.

Streaming gratis illegale, le pene previste sono pesantissime

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Ma c’è anche un altro dato in materia di streaming vietato che colpisce, ovvero che solo un terzo dei fruitori si rende conto effettivamente di stare compiendo un reato. Da qui si può dedurre quindi come sia scarsa la consapevolezza di potere andare incontro a delle sanzioni amministrative ed anche penali molto pesanti.

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In termini meramente economici, il persistere dell’illegalità in questo settore genera un mancato introito di ben un miliardo di euro, poco più del doppio della cifra che DAZN ha speso per assicurarsi la trasmissione in toto di tutte le partire della Serie A fino al 2024.

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Le pene previste prevedono una reclusione dai 6 mesi ai 3 anni oltre a delle multe che vanno da un importo minimo di 2.582 euro ad una maxi multa da 25.822 euro. I reati contemplati sono quelli di ricettazione, frode informatica, contraffazione e violazione della proprietà privata.

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