La dieta senza istamina per contrastare le intolleranze

La dieta senza istamina per contrastare le intolleranze e anche le infiammazioni causate da alimenti che la contengono è importante. 

Alimenti
Alimenti (pixabay-buffetcrush)

La dieta senza istamina per contrastare le intolleranze e anche le infiammazioni causate dagli alimenti che la contengono.

Se avete mal di testa, pelle che prude e che si arrossa, probabilmente avete un’intolleranza a determinati alimenti che hanno l’istamina all’interno.

L’istamina si può trovare in molti alimenti sani e buoni come il pesce, formaggio, pomodori e anche la birra.

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La dieta senza istamina

Mal di stomaco
Intolleranza (pixabay-derneuemann)

Seguire una dieta senza la presenza si istamina è utile per eliminare dolori causati dall’intolleranze. Si può mangiare lo stesso in modo ricco senza impoverire l’alimentazione e mantenendo il gusto.

Le infiammazioni dovute al cibo sono fastidiose e molte sono causate proprio dall’istamina che è una sostanza normalmente presente nel corpo umano, che fa da mediatore chimico quando comunica alcuni segnali alle cellule.

Si trova anche in molti alimenti, specialmente quelli dove sono presenti aminoacidi liberi e microrganismi che ne consentono la crescita.

Solitamente quella che si assume nei cibi viene degradata e poi eliminata in modo rapido tramite l’azione dell’enzima DAO che è presente nell’intestino tenue che ne impedisce l’assorbimento.

In determinate persone che possono essere più sensibili, questo meccanismo non funziona bene. L’enzima non è abbastanza per neutralizzare l’istamina introdotta con gli alimenti.

Pertanto l’istamina si riversa nel sangue causando una reazione simile a quella allergica. Ci sono dei sintomi ben precisi riconducibili all’istamina, che però spesso sono simili a quelli delle reazioni allergiche infatti.

Sintomi e cura per intolleranza all’istamina

Di solito si tratta di disturbi gastrointestinali come vomito, nausea e diarrea. Poi mal di testa, vertigini, eruzioni cutanee, asma e anche naso chiuso.

I sintomi possono durare circa 45-50 minuti dopo aver consumato un alimento che ha dato fastidio. La situazione migliora poi entro 8-12 ore.

La reazione dipende anche però dalla quantità dei cibi che la contengono. Se la porzione è abbondante è più aggressiva la reazione.

Bisogna prestare poi attenzione ad alcuni conservanti contenuti negli alimenti che possono causare nell’organismo la liberazione dell’istamina.

Anche le bevande alcoliche possono scatenare queste reazioni, persino nel caffè può essere presente. Fare quindi attenzione.

Non esiste però un test che possa riconoscere un’allergia all’istamina. Quindi l’unico modo è di ridurre l’istamina nella dieta per capire se è un fattore che da fastidio.

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Occorre ridurre i cibi più a rischio seguendo un programma ipoistaminico. Bisogna eliminare sopratutto i formaggi fermentati e stagionati, salsicce, insaccati, carne secca, carne in scatola, tonno, sardine, sgombro, salmone affumicato, spinaci, pomodori, lievito, vino, birra e anche ketchup e salsa di soia.

Cibo istamina
Cibo istamina (pixabay-who_pho)

Altri alimenti sono invece solo da ridurre come il cioccolato, caffè, crostacei, frutta secca e anche alcuni frutti. Sono consentiti il latte, uova, carni bianche, legumi, formaggi freschi, pasta bianca, verdure a foglia e frutta fresca.

È sempre consigliato poi di fare molto movimento e attività fisica e smettere di fumare se si ha questo vizio.

 

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