Ecco a chi dovrà essere restituito il bonus di 200 euro

Ecco a chi dovrà essere restituito il bonus di 200 euro. Lo conferma l’Inps. Chi lo ha ricevuto indebitamente dovrà ridarlo indietro. 

Soldi bonus
Soldi bonus (pixabay-martaposemuckel)

Ecco a chi dovrà essere restituito il bonus di 200 euro ottenuto indebitamente da alcune persone.

Il bonus viene erogato in maniera provvisoria, ciò significa che l’Inps può disporne il ritiro in qualsiasi momento che coloro che lo hanno richiesto non soddisfano i requisiti.

Si procede quindi al recupero dell’indebito pagato dall’Inps o anticipato dal datore di lavoro.

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Restituzione bonus 200, come funziona

Calcoli bonus
Calcoli bonus (pixabay-Bru-no)

Pare quindi che oltre al fatto che la cifra non sia molto alta, alcune persone che in un primo momento hanno ricevuto il bonus, si troveranno costrette a restituirlo.

Ci sono però delle regole differenti che riguardano i lavoratori dipendenti e altre categorie, per quanto riguarda il recupero dell’indennità.

Eccetto per il caso di lavoratori dipendenti, il bonus 200 euro viene sempre pagato dall’Inps.

Pensionati e titolari di trattamenti assistenziali

Vale per le categorie indicate nell’articolo 32 del decreto, come per i pensionati e anche i titolari di trattamenti assistenziali.

A questi individui il bonus sarà pagato in maniera automatica con il cedolino di luglio. Ma solo se essi hanno maturato un reddito non superiore a 35 mila euro.

Pertanto l’ente erogatore procede poi alla verifica della situazione reddituale e in caso di somme corrisposte in eccedenza, provvede alla notifica dell’indebito. Che avverrà l’anno successivo a quello di acquisizione.

Quindi il fatto di ricevere soldi non vuol dire che se ne abbia effettivamente diritto. Il consolidamento del diritto sarà confermato solo dall’esito dell’acquisizione delle informazioni reddituali e dalle attività di elaborazione finalizzate alle verifiche relative.

Il bonus potrebbe essere ritirato anche sulla pensione o trattamenti assistenziali qualora l’erogazione di somme in eccedenza.

Quindi che il reddito è superiore a 35.000 o se il titolo pensionistico che ha dato il via al riconoscimento venga revocato.

Perciò il ritiro riguarda tutte le situazioni in cui si accerti che la non sussistenza del diritto.

Il recupero dell’indebito

Una volta verificato il mancato soddisfacimento dei requisiti, l’Inps procederò al recupero diretto dell’indebito.

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Esiste un’area dove si fa richiesta per il bonus, in cui i titolari di trattamento previdenziale e assistenziali con reddito superiore a 35 mila euro, possono direttamente rinunciare alla prestazione in modo da non dover poi restituire i soldi in un secondo momento.

Portafoglio
Portafoglio (pixabay-chronomarchie)

Inoltre esiste un altro caso che riguarda il bonus anticipato dal datore di lavoro in busta paga.

Poiché alcune persone potrebbero percepire il bonus da più datori di lavoro, l’indennità di 200 euro dovrà essere recuperata dalla busta paga del dipendente. Ci si riferisce a situazioni in cui una persone lavori part-time per due aziende diverse.

Per evitare queste situazioni si chiede ai lavoratori dipendenti di consegnare un’autocertificazione al datore di lavoro da cui si vogliono ricevere i 200 euro.

 

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