Cancro al seno: la metastasi avanza di notte, il nuovo studio

Secondo un nuovo studio, sembrerebbe che le metastasi del cancro al seno avanzerebbero di notte. Tutti i dettagli.

Cancro al seno
Tumore al seno (Pexels)

Cancro al seno: quando preoccuparsi per l’avanzamento delle metastasi. Secondo uno studio condotto da alcuni ricercatori negli Stati Uniti, il momento peggiore è di notte. Vediamo perché.

Cancro al seno: attenzione all’avanzamento notturno delle metastasi

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), il tumore al seno è una delle forme più comuni di cancro. Ogni anno, circa 2,3 milioni di persone nel mondo contraggono la malattia. Se i medici individuano il cancro al seno abbastanza presto, le pazienti di solito rispondono bene al trattamento.

Tumore seni
Simbolo tumore seno (Pexels)

Tuttavia, le cose diventano molto più difficili se il tumore ha già dato origine a metastasi. Le metastasi si verificano quando le cellule cancerose circolanti si staccano dal tumore originale, viaggiano attraverso il corpo tramite i vasi sanguigni e formano nuovi tumori in altri organi.

Finora, la ricerca sul cancro non ha prestato molta attenzione alla questione di quando i tumori rilasciano le cellule metastatiche. In precedenza, i ricercatori ritenevano che i tumori rilasciassero tali cellule in continuazione.

Tuttavia, un nuovo studio condotto da ricercatori del Politecnico di Zurigo, dell’Ospedale Universitario di Basilea e dell’Università di Basilea è giunto a una conclusione sorprendente: le cellule tumorali circolanti che in seguito formano metastasi nascono principalmente durante la fase di sonno degli individui colpiti. I risultati dello studio sono stati appena pubblicati sulla rivista Nature.

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Gli ormoni regolati dal ritmo circadiano controllano le metastasi

“Quando la persona colpita dorme, il tumore si risveglia”, riassume il responsabile dello studio Nicola Aceto, professore di oncologia molecolare al Politecnico di Zurigo. Nel corso del loro studio, che ha incluso 30 pazienti oncologiche di sesso femminile e modelli murini, i ricercatori hanno scoperto che il tumore genera più cellule circolanti quando l’organismo dorme.

Le cellule che lasciano il tumore durante la notte si dividono anche più rapidamente e hanno quindi un potenziale più elevato di formare metastasi, rispetto alle cellule circolanti che lasciano il tumore durante il giorno.

La nostra ricerca dimostra che la fuga delle cellule tumorali circolanti dal tumore originario è controllata da ormoni come la melatonina, che determinano i nostri ritmi diurni e notturni, spiega Zoi Diamantopoulou, autrice principale dello studio e ricercatrice post-dottorato presso il Politecnico di Zurigo.

Adattare le terapie al tumore

Inoltre, lo studio indica che l’ora in cui vengono prelevati i campioni di tumore o di sangue per la diagnosi può influenzare le conclusioni degli oncologi. È stata una scoperta accidentale a mettere i ricercatori sulla strada giusta: “Alcuni dei miei colleghi lavorano la mattina presto o la sera tardi; a volte analizzano anche il sangue in orari insoliti”, dice Aceto con un sorriso. Gli scienziati hanno scoperto che i campioni prelevati in momenti diversi della giornata presentavano livelli molto diversi di cellule tumorali circolanti.

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Un altro indizio è stato il numero sorprendentemente alto di cellule tumorali trovate per unità di sangue nei topi rispetto agli esseri umani. Il motivo è che, essendo animali notturni, i topi dormono durante il giorno, quando gli scienziati raccolgono la maggior parte dei campioni.

“A nostro avviso, questi risultati possono indicare la necessità che gli operatori sanitari registrino sistematicamente l’ora in cui eseguono le biopsie”, afferma Aceto. Questo potrebbe contribuire a rendere i dati realmente comparabili.

Il prossimo passo dei ricercatori sarà quello di capire come questi risultati possano essere incorporati nei trattamenti oncologici esistenti per ottimizzare le terapie. Nell’ambito di ulteriori studi condotti sui pazienti, il professor Nicola Aceto dell’ETH intende verificare se diversi tipi di cancro si comportano in modo simile al cancro al seno . E se le terapie esistenti hanno più successo se i pazienti ricevono un trattamento in tempi diversi.

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