Aborto interno, quali sono i principali sintomi?

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Esistono diversi tipi di aborto, uno di questi è l’aborto interno, che rientra comunque tra quelli spontanei. Saperli riconoscere è in realtà molto importante, perché aiuta a capire cosa è successo durante la gravidanza e soprattutto a individuare i sintomi.

Si parla poco di aborto interno proprio perché di fatto il medico si limita a dire che si è trattata di un evento spontaneo, non sempre entra nel dettaglio. In pratica molte donne che affrontano l’aborto interno non si rendono immediatamente conto di ciò che è accaduto. Proseguono così in modo più o meno tranquillo la loro gravidanza fino a quando i sintomi non diventano palesi.

A livello fisiologico si parla di aborto interno o ritenuto quando l’embrione è morto, ma il corpo non mette in moto il meccanismo di espulsione subito. Può avvenire anche dopo diverse settimane. Chiaramente il feto viene modificato, riassorbito quando l’aborto avviene nelle prime settimane. Altrimenti se è tardiva, può accadere che il feto si mummifica o disidrata. Perché ciò accade non è noto, gli esperti non hanno trovato una causa.

Gli aborti spontanei in generale, che siano interni, completi o incompleti, dovuti da gravidanze extrauterine etc, avvengono entro la 22esima settimana di gravidanza, ma in particolar modo entro i primi tre mesi. Statistiche portano alla luce il fatto che gli aborti spontanei rappresentano circa il 10-30% delle gravidanze. In pratica, ogni 100 gravidanze iniziate, 17 vengono interrotte senza responsabilità da parte della madre o di altre persone.

I sintomi dell’aborto interno, quali sono?

Non è facile parlare dei sintomi dell’aborto interno perché cambiano molto da donna a donna. Di solito è prevenuto da una minaccia di aborto, ma non è la regola. Un altro sintomo è la “semplice” interruzione dei cambiamenti fisiologici tipici di una gravidanza. I seni iniziano a regredire, la pancia smette di crescere e possono esservi anche delle perdite scure di sangue dalla zona vaginale. Ecco che, davanti a un palese cambiamento, la donna inizia a sospettare che qualcosa non va. Altre volte invece, è la visita ginecologica a mostrare la situazione.

Come si riconosce?Come si riconosce?

La diagnosi deve essere fatta dallo specialista in due differenti visite. Dalla prima alla seconda devono passare 3 o 4 settimane, perché è necessario che sia confermata l’interruzione della crescita del feto. Sono utili in questo caso anche i test di gravidanza negativi. Può essere effettuata l’ecografia per vedere il contenuto dell’utero, anche più di una volta in realtà. Questo esame permette di capire se vi sono variazioni del sacco gestazionale. La terapia finale di solito è quello del raschiamento.

 

Sintomi a livello psicologico

Qualsiasi tipo di aborto, anche quello volontario, lascia nella donna un segno indelebile. Molte donne poi, non pensano al fatto che ciò possa avvenire e così, sono già completamente prese dal riversare sul piccolo il loro amore.

Un aborto interno, in generale tutti quelli spontanei, lascia un segno profondo, un vuoto. Viene interrotto infatti il legame tra madre e figlio, in un modo tale che risulta incomprensibile. Alcune donne non riescono ad affrontare il lutto, altre lo fanno in modo più profondo arrivando a cadere in una lieve depressione.

Tristezza e vuoto interiore sono due sintomi psicologici comuni, sia quando la gravidanza è desiderata, sia quando è capitata. In entrambi i casi la coppia ha iniziato ad aspettare la nascita, a fare progetti e caricarsi mentalmente di responsabilità.

 

I genitori in pratica iniziano a fantasticare sul bambino, riversandovi molte aspettative. Quando avviene l’aborto, viene sperimentata, di solito soprattutto dalla donna, una forte tristezza e angoscia, Spesso si sviluppa anche un senso di colpa. In molte infatti credono di aver fatto qualcosa che, in un modo o nell’altro, possa aver fatto male al piccolo. Cercano in pratica un motivo per incolparsi.

Due sono le reazioni comuni: quella di cercare d’impiegare il tempo in ogni modo possibile per evitare di pensare, e quella di smettere di fare qualsiasi cosa per il troppo dolore.

E’ molto importante però non ignorare la cosa e cercare piuttosto di affrontare il dolore, elaborando il lutto anche grazie all’aiuto di uno specialista. E’ una cosa che richiede molto tempo, il quale comunque è variabile in base alla persona.