adalat crono

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Adalat crono è un farmaco che fa parte del gruppo dei calcioantagonisti e presenta al suo interno il principio attivo denominato nifedipina. Si tratta di un medicinale che viene impiegato essenzialmente per la cura della cardiopatia ischemica, così come per la cura dell’ipertensione arteriosa.

Per cosa viene usato Adalat Crono

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Questo farmaco calcio-antagonista viene impiegato soprattutto per il trattamento dell’angina da sforzo (detta anche angina pectoris), che va a provocare un intenso dolore al torace, esattamente nella zona che si trova dietro lo sterno, per colpa di un mancante apporto di sangue e ossigeno verso il cuore. Questo principio attivo è in grado di dilatare le arterie coronarie, andando a incrementare l’apporto sia di sangue che di ossigeno. Dal momento che l’azione della nifedipina si riflette anche sui vasi periferici, questo medicinale va a diminuire anche il quantitativo di ossigeno di cui necessita il cuore. Inoltre, questo farmaco viene impiegato spesso anche per la cura della pressione alta (o ipertensione arteriosa), dal momento che aiutando il rilascio dei vasi sanguigni permette anche di incrementare l’espulsione di acqua e di sodio. Ciò causa essenzialmente una riduzione della pressione, molto importante nei soggetti che soffrono spesso di ipertensione arteriosa.

Quali sono le principali controindicazioni

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Si consiglia di evitare l’impiego di Adalat Crono nel caso in cui il paziente soffra di un’allergia piuttosto che di un’ipersensibilità nei confronti del principio attivo o di uno dei vari eccipienti presenti all’interno di tale farmaco. Inoltre, è sempre meglio evitarne l’uso anche durante la gravidanza (perlomeno fino a quando non è trascorsa la ventesima settimana), ma anche nel corso dell’allattamento. Inoltre, bisogna evitare un trattamento con questo medicinale anche quando il paziente si trova in uno stato di shock cardiovascolare, per via di una riduzione improvvisa della pressione del sangue, ma anche in seguito ad un intervento eseguito con la tecnica chirurgica di Kock. Infine, è controindicato l’impiego di tale farmaco anche nel caso in cui il paziente sia contemporaneamente in cura con un medicinale a base di rifampicina, un antibiotico che viene utilizzato per un gran numero di infezioni.

Si può assumere durante la gravidanza e l’allattamento?

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Nel caso in cui la paziente sia in gravidanza, o anche solamente vi sia il sospetto o, ancora, ci sia una pianificazione, si consiglia di chiedere sempre un consulto al proprio medico o al farmacista prima di cominciare ad assumere questo medicinale. La stessa cosa deve avvenire anche nel corso dell’allattamento con il latte materno. Si sconsiglia, però, di assumere tale medicinale calcio-antagonista nel caso in cui la paziente si trovi nel corso delle prime venti settimane di gravidanza, così come durante l’allattamento al seno. Infatti, il principio attivo non dovrebbe essere impiegato nel corso dei nove mesi di gravidanza, a parte quando lo stato di salute della futura madre ne richiedano assolutamente l’impiego. L’utilizzo del principio attivo nifedipina deve essere esclusivo di paziente che soffrono di una grave forma di ipertensione e che non hanno tratto alcun beneficio dalle cure tradizionali. Diversi studi hanno messo in evidenza come il principio attivo possa finire all’interno del latte materno e gli effetti derivanti dall’assorbimento orale, seppur in quantità molto modeste, non si conoscono ancora.

Qual è il dosaggio che viene consigliato

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L’assunzione di questo medicinale deve avvenire sempre in base a quanto viene indicato da parte del medico o del farmacista. Il dosaggio che di solito viene consigliato è pari ad una compressa rivestita da 30 mg, che si deve assumere solamente una volta al giorno, durante la mattinata. Per il momento non ci sono degli studi che dimostrino l’efficacia di questo farmaco nei pazienti che hanno meno di 18 anni. Il dosaggio, sempre su indicazione da parte del medico, può essere incrementato fino ad arrivare ad un tetto massimo pari a 60 mg, in modo particolare nel trattamento dell’ipertensione arteriosa, oppure fino a 120 mg, nel caso in cui si debba curare l’angina pectoris. Nello specifico in quest’ultimo caso devono essere assunte due compresse al giorno da 60 mg, ma sempre in una sola volta al mattino. Il medico, in qualche caso, può prescrivere anche una cura che parta con una compressa da 20 mg da assumere una volta al giorno, per poi passare a dosi più alta pari a 40 mg (due compresse da 20 mg) o 50 mg (una compressa da 20 mg e una compressa da 30 mg). L’assunzione di questo medicinale deve avvenire per via orale, inghiottendo tutta la compressa senza spezzarla con un bicchiere di acqua. È fondamentale che la compressa non venga masticata né rotta, mentre si può assumere sia con del cibo che senza.