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Adenosina, il neurotrasmettitore che regola il nostro ciclo metabolico

Questo farmaco va preso con cautela dai pazienti che prendono farmaci antidepressivi come le benzodiazepine.

L’adenosina è una sostanza molto importante per l’organismo umano, perché influisce sul ritmo delle nostre giornate ed anche sul ciclo sonno veglia.

Essendo un neurotrasmettitore con funzione inibitoria, essa è in grado di segnalare al cervello i livelli di stress che si accumulano nel tempo, ovvero quando il nostro organismo arriva ad uno stato di stanchezza o stress che richiede uno stop.

L’adenosina dunque comunica al cervello quando dobbiamo fermarci, quando è arrivato il momento di riposare.

Funzioni dell’adenosina

Gli effetti dell’adenosina riguardano principalmente il sonno, ma non solo questo bisogno fisiologico.

Quando viene assunta il paziente può avvertire vasodilatazione periferica, con vertigini, eccessiva sudorazione e talvolta anche nausea.

Tornando al suo ruolo fondamentale, quello della regolazione del sonno, vi sono degli studi recenti che indicherebbero tale sostanza come un neurotrasmettitore in grado di indurre il sonno attraverso le onde lente.

Ma l’adenosina non è solo sonno e riposo, ma anche un importante messaggero per la salute dei nostri capelli.

Infatti è presente nella stragrande maggioranza dei prodotti che vengono utilizzati per la crescita dei capelli.

Questo dimostra come il corpo umano possegga degli stretti collegamenti che spesso noi ignoriamo, ed aspetti della nostra vita che sembrano essere totalmente estranei gli uni dagli altri.

Il caffè

Adenosina e caffè

Sapevate ad esempio che il caffè e l’adenosina sono nemici tra di loro? La prima sostanza il caffè, blocca la seconda l’adenosina impedendole di informare il nostro cervello che è arrivato il momento di fermarci, che siamo troppo stanchi e che non possiamo continuare come se nulla fosse.

Come sappiamo il caffè è una delle bevande più consumate al mondo, per questo sono stati svolti degli studi in merito, ed è emerso che per svegliarsi e restare tali per il resto della giornata, il corpo necessita di caffè seguito da un riposino di circa 20 minuti.

Tutto questo ormai è stato battezzato come “pisolino da caffè” e sembra anche funzionare. Infatti sono sempre in aumento le persone che adoperano questa soluzione per ricaricarsi dopo la fatica e lo stress.

Una volta consumato il caffè, la caffeina presente attraversa l’apparato gastro-intestinale per entrare nel circolo sanguigno e per svolgere così il suo effetto.

La caffeina impiega circa 20 minuti ad arrivare al cervello quando dormiamo, per questo è perfetto e possiamo svegliarci freschi e subito pronti per affrontare la giornata. Senza questo trucco però ci ritroveremmo a risveglio da un sonno pesante in maniera brusca. Affronteremmo la giornata con spossatezza tra uno sbadiglio e l’altro e non proprio di buon umore.

Somministrazione

L’adenosina come abbiamo inoltrato si può anche somministrare, ed il dosaggio consigliato è pari a 6 mg per via endovenosa seguita da 20 ml di soluzione fisiologica.

Il farmaco purtroppo ha un periodo molto breve di emivita ed è importante scegliere una vena il più possibile vicina al cuore.

Se questo dosaggio non genera alcun effetto, è possibile somministrare una seconda dose da 12 mg dopo circa 2 minuti.

In caso il paziente necessita di una terza dose si somministrano 12 mg oppure 18 mg.

Quando il farmaco viene utilizzato per dilatare le arterie, il dosaggio abituale raccomandato è pari a 0,14 mg/Kg/min somministrato per circa 6 minuti.

È molto importante incrementare il dosaggio raccomandato nei pazienti che hanno consumato o che consumano abitualmente dosi massicce di caffè. Questo serve a far legare l’adenosina al ricettore specifico, altrimenti la somministrazione servirà a ben poco.

Al contrario è importante ridurre il dosaggio nei pazienti che stanno somministrando farmaci antidepressivi come le benzodiazepine. Questo perché l’adenosina potrebbe potenziare gli effetti di questi medicinali.

Prima della somministrazione di tale farmaco è importante consultare il medico oppure il farmacista di fiducia.