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Agoaspirato tiroide, un esame sicuro e poco invasivo per le diagnosi

L’agoaspirato tiroide, è una procedura diagnostica poco invasiva, che serve a verificare la natura di un nodulo sulla tiroide. I noduli alla tiroide sono ammassi cellulari che si possono rilevare anche tramite la palpazione oppure mediante tecniche diagnostiche come la scintigrafia della ghiandola e l’ecografia, e nel 5% dei casi questi sono di natura maligna. Quando nodulo è freddo, ovvero non funzionante, e con dimensioni pari o superiori ad 1 centimetro, con presenza di vasi al suo interno o di calcificazioni. In questo ultimo casi, i rischi che questo sia maligno, sono di gran lunga superiori. Grazie alla diffusione dell’agoaspirato della tiroide è stato possibile, nel corso del tempo, ridurre gli interventi chirurgici di asportazione della ghiandola, ed in particolar modo di limitarli a casi selezionati con la massima cura, dove esistono evidenze sufficienti che attestano la malignità dei noduli tiroidei.

Agoaspirato tiroide: tecnica

Agoaspirato tiroide: tecnica

La tecnica dell’agoaspirato tiroide è molto semplice e sicura da effettuare, e viene richiesta quando il nodulo alla tiroide precedentemente analizzato tramite esame ecografico o scintigrafia, mostra caratteristiche sospette. L’esame viene eseguito in ambulatorio, ed il paziente viene posizionato disteso sul lettino, con la pancia rivolta verso il soffitto, e con la testa estesa all’indietro poggiata su un cuscino. Tendenzialmente non occorre somministrare la paziente alcuna anestesia, né locale, né generale, e l’esame può essere condotto anche da donne in stato interessante perché non vi sono particolari controindicazioni. La lettura citologica del materiale aspirato sembra essere molto più complessa, e deve essere effettuata da personale altamente qualificato ed esperto, perché l’accuratezza diagnostica può così superare il 90%. Una volta svolte le operazioni preliminari di cui sopra, il medico specialista disinfetta con la massima cura la regione anteriore del collo e mediante guida ecografica, inserisce nel paziente un ago particolarmente sottile all’interno del nodulo tiroideo da analizzare. Con questa pratica si può aspirare una minima parte del materiale cellulare, ma sufficiente alle analisi, che viene poi strisciato sui dei vetrini per essere colorato e poi analizzato al microscopio. Tale pratica prende il nome di “esame citologico”.

Il tempo che trascorre tra la puntura e l’asportazione è molto breve, e prevede inoltre un numero di asportazioni in punti differenti per singolo nodo. Il dolore che avverte il paziente è lieve e sopportabile, anche se varia in base alla soglia di ogni singolo malato. Grazie alla guida ecografica, si minimizza il rischio di eventuali complicazioni a carico delle strutture vitali del collo, come ad esempio le vene, arterie e nervi. A causa della lesione del nervo laringeo, questo potrebbe determinare nel paziente raucedine persistente. Meno del 5% dei casi trattati tramite agoaspirato possono mostrare ematomi all’interno della tiroide stessa, molto dolorosi per il paziente, ma che tendono a riassorbirsi in maniera spontanea nell’arco di pochi giorni. In casi molto rari, una volta terminato tale esame, il paziente potrebbe lamentare forte dolore, ed in questo caso, sarà sufficiente la somministrazione di un qualsiasi analgesico o antinfiammatorio da banco. Ricordiamo che i medicinali da banco sono quelli che si possono acquistare in farmacia senza la prescrizione medica, ma questo non significa che se ne possa fare un utilizzo prolungato. Per la somministrazione e la posologia, potete chiedere consigli al vostro farmacista di fiducia.

Agoaspirato: risultati

Agoaspirato: risultati

L’agoaspirato tiroide è una pratica che le linee guida della AACE raccomandano di eseguire su tutti i noduli accessibili, e non solamente su quelli che mostrano dimensioni sospette per la quale è richiesta tale pratica, ed inoltre, deve essere eseguita dall’endocrinologo, ovvero il maggiore esperto nella valutazione delle caratteristiche dei noduli che si formano alla tiroide. Le varie casistiche mostrano che nell’80% dei casi, la pratica dell’agoaspirato è adeguati e sovrapponibile per la diagnosi. Tale percentuale può aumentare fino al 90% nel caso in cui viene effettuata mediante guida ecografica. L’esame può essere effettuato sia a “mano libera” che con l’impiego di guide, inserite nella sonda ecografica. Se il campione risulta essere non diagnostico, l’eventuale ripetizione dell’esame fa diminuire la percentuale di falsi negativi.

L’agoaspirato, sempre più diffuso nell’esame diagnostico, ha permesso una riduzione dei rischi legati al tumore alla tiroide, ma soprattutto un maggior benessere per tutti i pazienti che hanno presentato problematiche a questo organo. Grazie alla procedura dell’agoaspirato, oggi sono state migliorate anche le terapie indirizzate alle varie patologie diagnosticate, riducendo in questo modo il numero degli interventi chirurgici.