Questo sito contribuisce alla audience di logo ilmessaggero

Albumina bassa, da cosa può dipendere e come rimediare

Cosa è l'albumina, e da cosa può essere dipesa l'albumina bassa (e come rimediare prontamente!).

Cominciamo questo nostro approfondimento odierno ricordando che le determinanti dell’albumina bassa possono effettivamente essere varie e numerose.

Tuttavia, le principali sono facilmente riconducibili alla gravidanza nelle donne: in questo particolare periodo della propria esistenza, infatti, lo stato ormonale della persona in dolce attesa viene sconvolto rispetto alla normalità, e potrebbe dunque presentarsi qualche piccolo problema (il feto sottrae nutrienti a quelli della donna, e la proteina potrebbe conseguentemente calare).

Tra le altre cause comuni si ricordano la presenza di malattie epatiche e renali, o ancora l’assunzione della pillola anticoncezionale. Altre determinanti frequenti sono altresì ascrivibili alla dieta ipoproteica, o ancora alla presenza di malattie autoimmuni.

Emoglobina bassa, valori di riferimento e caratteristiche

Considerata la varietà e la vastità di determinanti, e dunque sempre opportuno condividere con il proprio medico curante la possibilità di effettuare ulteriori accertamenti per individuare scenari da correggere.

Sintomi

Come riconoscere l’albumina bassa
credit: stock.adobe.com

Una volta che abbiamo ricordato quali possono essere le cause di un simile scenario, può giovare ricordare anche che i sintomi dell’albumina bassa a volte non sono riscontrabili tempestivamente. L’albumina bassa non è infatti una malattia con caratteristiche proprie, bensì una condizione che si accompagna a cause patologiche molto precise. Tra le principali spie d’allarme per l’albumina bassa sono dunque riscontrabili la ritenzione liquida e la conseguente comparsa di edemi, crampi, debolezza muscolare. Se tuttavia i valori sono sì inferiori, ma non troppo rispetto al normale, la condizione si presenta come priva di sintomi, rendendo molto difficile il suo riconoscimento.

Valori da considerare

Se si riscontrano valori tipici dell’albumina bassa, la prima cosa da fare è – naturalmente! – quella di domandare una consulenza al proprio medico di fiducia. Il vostro dottore sarà certamente in grado di stabilire le cause. Una volta individuate le determinanti che hanno scatenato un abbassamento dei valori di albumina, si potrà procedere con l’assunzione dei farmaci e dei rimedi consigliati dal medico prescrivente. Solamente nei casi più estremi è necessario procedere con una flebo di albumina, prima di provvedere al ripristino delle condizioni di normalità. Sotto il profilo alimentare, una dieta ricca di proteine potrebbe essere d’aiuto.

In gravidanza

Albumina bassa in gravidanza
credit: stock.adobe.com

Sopra abbiamo già ricordato come una delle manifestazioni tipiche dell’albumina bassa sia propria alle donne che stanno attraversando una fase di gravidanza. Nella dolce attesa, infatti, è possibile che le future mamme possano sperimentare la contemporanea comparsa di bassi valori dell’albumina e gamma globuline alte. Queste ultime, nel corso della gravidanza, possono inoltre incrementare in maniera considerevole a causa dell’incremento del tasso di transferrina.

Nelle ipotesi di cui sopra, è possibile che la donna in gravidanza possa presentare – tra i principali sintomi manifestativi dell’albumina bassa – la ritenzione idrica. Di qui la possibile pressione alta e la comparsa di edemi. In questo scenario è ovviamente consigliabile consultare tempestivamente il proprio ginecologo e il proprio medico di famiglia, che potrà studiare bene i valori e comprendere se sia o meno il caso di provvedere con delle terapie correttive.

Per quanto concerne infine l’alimentazione in gravidanza in caso di albumina bassa, molto dipende – come sempre – dal proprio medico. Il quale, a ben vedere, potrebbe suggerire l’adozione di un regime alimentare ipoproteico. Tendenzialmente si eviterà un consumo eccessivo di sodio, al fine di non favorire la ritenzione e l’ipertensione. Potrebbe inoltre essere promosso il consumo di alimenti con effetto diuretico, verificando le fattispecie di compatibilità con la situazione della donna.

Fonti e bibliografia

  • Manuale di Urologia. V. Gentile; Ed. Antonio Delfino; 2015
  • Rugarli. Medicina interna sistematica. Estratto: Malattie del rene e delle vie urinarie. Claudio Rugarli, Andrea P. Stella; Ed. Edra; 2016
  • Malattie dei reni. V. Andreucci, G. Fuiano, G. Conte; Ed. Idelson-Gnocchi; 2004

Revisione scientifica a cura della Dr.ssa Roberta Gammella.
Laureata in Medicina e Chirurgia presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II. E’ registrata all’Ordine Medici-Chirurghi e Odontoiatri di Napoli e Provincia