Amnesia anterograda, cosa fare quando ci colpisce

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Amnesia anterograda

L’amnesia anterograda è un deficit selettivo la cui causa è da ricercare a livello cerebrale. Essa determina la difficoltà di memorizzare le nuove informazioni. I ricordi precedenti al danno cerebrale, restano inalterati.

Amnesia anterograda: descrizione

L’amnesia anterograda, comporta un grave danno alla memoria breve, causato da un problema cerebrale. I soggetti affetti, possono dimenticare ad esempio, dopo una minima distrazione, la conversazione che stavano sostenendo. La parte interessante di tale disturbo, è che le persone che ne soffrono, possono acquisire nuove abilità. La malattia infatti, può insegnare loro nuovi giochi, oppure a scrivere al contrario. Il danno di per sé, influisce principalmente sull’immagazzinamento di eventi e fatti.

La parte interessata dal danno, è generalmente l’ippocampo ed alcune aree del lobo temporale medio. L’ippocampo, è una zona che ha la funzione di passaggio, dove vengono memorizzati le informazioni in maniera temporanea. Successivamente, tali informazioni , raggiungono il lobo frontale. Possiamo definire l’ippocampo come un archivio per la memoria breve, e se questo non si comporta come tale, sarà difficile ed impossibile, registrare i ricordi.

I danni in questa zona, sono molto spesso la conseguenza di un problema cerebrovascolare, oppure un aneurisma, o epilessia, ipossia o avvelenamento da monossido di carbonio. L’amnesia anterograda, si riscontra inoltre nella fase iniziale dell’Alzheimer.

Amnesia anterograda: caso di Clive Wearing

Il caso considerato più grave di amnesia anterograda, conosciuto in tutto il mondo, è quello di Clive Wearing. Egli era un noto musicista britannico, che ha sviluppata la patologia nella forma più severa. A partire da una encefalite. La memoria di Wearing, aveva una durata che si aggirava tra i 7 e i 30 secondi. Spesso ricordava pochissimi dettagli della sua vita, e tutti molto generali, ma nonostante questo, non dimenticò mai l’amore nei confronti di sua moglie.

La sola abilità che mantenne nonostante l’amnesia anterograda, fu l’abilità nel suonare il pianoforte. Nonostante questo, appena terminato di suonare, dopo pochissimi istanti, non ricordava di averlo fatto. Le arre colpite erano l’ippocampo ed il lobo temporale e quello frontale. Proprio per queste zone interessate dalla malattia, il musicista non riusciva a controllare le sue emozioni. Essendosi mantenuto completamente intatto il suo cervello, era in grado di suonare il piano. Solitamente in presenza di tale malattia, si consiglia sempre al malato di tenere degli appunti scritti. Per Clive, era praticamente impossibile, perché la sua memoria era brevissima. Una volta scritti infatti, dimenticava di averlo fatto, e li riscriveva nuovamente.

Amnesia anterograda

Amnesia anterograda: test valutativi

L’amnesia anterograda, viene misurata attraverso una serie di prove che attestano la capacità dell’individuo, mediante informazioni verbali. Queste prove non sono altro che dei test standard e tarati su un determinato campione popolazione, molto utilizzati in campo medico. Il paziente, è impegnato alla risoluzione di alcuni compiti che prevedono l’apprendimento di una lista di parole. Tali termini sono 10 parole bisillabe con alta frequenza lessicale. Successivamente il paziente deve ripetere tutte le parole che ricorda e nell’ordine che gli vengono in mente.

L’esercizio può ripetersi in un numero infinito di volte, per facilitare in questo modo l’apprendimento delle parole. Una prova analoga a questa, è la ripetizione al paziente, delle parole che non ha ricordato, fino a raggiungere le due ripetizioni esatte della lista. Dopo un intervallo di circa 10 muniti, viene richiesto al paziente la rievocazione della lista. Tutti i pazienti affetti da amnesia anterograda, falliscono nella ripetizione della lista, anche dopo diverse letture. Molto spesso inoltre, si riscontrano ripetizioni di parole non presenti, che si somigliano fonicamente oppure nella semantica, come ad esempio Male al posto di Mare.

Amnesia anterograda

Queste osservazioni, sono indice di un disturbo nel recupero della parola o del termine, come anche un deficit nella fase di codifica della parola stessa. È probabile che le parole, non vengano codificate a livello semantico profondo, come nel caso in cui una parola è formata dalle associazioni, oppure tramite una formazione di immagini visive. Un compito di riconoscimento rimandato nel tempo, come il test sopra descritto, il paziente pur non essendo stato in grado di riconoscere tutte le parole, esso può farlo in mezzo ad altre. Attraverso il riconoscimento dunque,è possibile comprendere se la traccia mnestica è stata formata, oppure se è decaduta completamente.

Le cause

Sono diverse le cause che possono determinare l’ amnesia anterograda può essere causata da diversi fattori. Quali:

  • l’intervento chirurgico: la rimozione dei lobi temporali mediali, nella procedura definita lobectomia temporale, può determinare l’amnesia. Questo intervento per esempio può essere fatto per il trattamento di crisi epilettiche gravi, quando i farmaci non fanno effetto. Allo stesso modo può accadere nelle lobectomie unilaterali.
  • Le ipossie cerebrali dovute a ischemie, aneurismi e condizioni patologiche, che fanno registrare una riduzione di apporto di ossigeno al sangue.
  • La perdita di conoscenza per un intervallo di tempo lungo, dovuta ad arresto cardiaco, all’avvelenamento da monossido di carbonio e a condizioni patologiche.
  • Le patologie di tipo infettivo e virale come l’encefalite da virus dell’herpes simplex, può dare forme amnesiche anche gravi in una seconda fase. Precedono nella fase acuta solo sintomi puramente infettivi come febbre, cefalea, vomito. Solo dopo si evidenziano danni a livello neurologico.
  • Sindrome di Korsakoff con l’amnesia diencefalica: tale patologia è data dalla carenza nutrizionale di avitaminosi B1 che insorge in molti casi dall’abuso di alcol. Danni alle strutture diencefaliche, come talamo e corpi mammillari, possono determinare il disturbo amnesico.
  • Tumori e lesioni vascolari al cervello
  • Emorragie cerebrali in particolare quando interessano le zone diencefaliche e temporali mediali.
  • Morbo di Alzheimer, nelle fasi iniziali della malattia degenerativa.
  • Farmaci, come le benzodiazepine

Dov’è il danno cerebrale

Il danno a livello del cervello è collocato di solito nell’ippocampo o in alcune parti del lobo temporale medio. L’ippocampo è la zona che fa da passaggio e nella quale si immagazzinano i fatti in modo temporaneo. Queste informazioni rimangono lì sino a quando non vengono trasferite al lobo frontale. L’ippocampo è quindi come una sorta di archivio della memoria breve: in un soggetto con amnesia anterograda questo archivio non immagazzina nulla e quindi non si possono registrare le informazioni a breve termine.

Il danno può essere selettivo o complessiva, quindi si possono dimenticare sono dei particolari o ricordi precisi oppure dimenticare le cose in generale.

Diagnosi

La diagnosi dell’ amnesia anterograda dipende dalla causa che ha determinato il problema. Il medico indaga il paziente con un esame fisico, ricercando in lui testimonianza di traumi, di malattie, interrogandolo o interrogando i conoscenti sulla storia farmacologica e sulla sua salute. Gli esami psicologici possono essere richiesti per fare una valutazione sui gradi di amnesia e sul sistema di memoria interessato. Il medico può anche prescrivere degli esami di imaging, come una risonanza magnetica (MRI) così da rivelare se il cervello è danneggiato e degli esami del sangue, per escludere così cause di tipo metabolico curabile e squilibri di tipo chimico.

Terapia e prognosi

Il trattamento da fare da parte dei pazienti affetti da questo disturbo dipende dalla causa del problema. Le amnesie che hanno origine emozionale, quindi disturbi psicotici e stati emozionali, sono curate con un ciclo di sedute dallo psicologo. Lo specialista in questo caso procederà per rimuovere le inibizioni e per fare riaffiorare i ricordi del soggetto, soprattutto con la libera associazione delle idee. In altri casi si può tentare un approccio farmacologico.

Alcune tipologie di amnesia sono transitorie, quindi completamente curabili. La perdita non è permanente ma in un certo tempo tutto ritorna alla normalità. Con per esempio la sindrome di Korsakoff, le amnesie date da abuso di alcol o nelle amnesiae date da gravi lesioni cerebrali, lo status della malattia è permanente. In base al grado di amnesia il soggetto può vivere una vita relativamente normale o meno. In casi meno gravi i pazienti vengono educati ad utilizzare sistemi di memoria alternativi, per compensare l’incapacità cerebrale.