Questo sito contribuisce alla audience di logo ilmessaggero

Angina instabile, riconoscerla per evitare patologie potenzialmente letali

Quando il flusso di sangue è insufficiente, per diversi motivi, si può avere l’angina, un forte dolore che parte dal petto per diffondersi agli arti e altre zone del corpo

L’angina è il dolore, spesso molto forte, che avverte il corpo umano quando il flusso del sangue è insufficiente. Il dolore si espande spesso alle braccia, in particolare il sinistro, allo stomaco, alle spalle e al collo. Il dolore che si percepisce è uno schiacciamento del torace, come ad opera di un grande peso che opprime la respirazione, e non, come alcuni suppongono, dei dolori penetranti come se si fosse colpiti da un pungiglione.

L’angina può essere un compagno di vita quando il nostro corpo è sottoposto a stress e a sforzi fisici, e in questo caso viene definita stabile, ma può colpire anche all’improvviso, senza essere sottoposti a quanto detto prima. In questo caso l’angina viene definita instabile e tende a peggiorare con il tempo, segnalando possibili problematiche serie che possono arrivare all’attacco cardiaco. L’angina instabile viene sempre vista come un’emergenza dal personale medico, e il paziente viene subito sottoposto agli accertamenti del caso che tendono ad indagare la causa che ha determinato l’angina. Naturalmente ci sono casi in cui non subentrano problematiche.

I sintomi e le cause dell’angina instabile

L’angina instabile si presenta sempre con dolore al torace, anche se molti possono percepire sintomi diversi in quanto la soggettività ha un certo peso. Spesso l’angina ha gli stessi sintomi dell’infarto, ma comunque tra i sintomi ci sono, singolarmente o insieme, la nausea, la sudorazione, l’ansia, le vertigini, la difficoltà respiratoria e l’affaticamento che accompagnano in genere il dolore sopra descritto. Anche l’angina stabile può, in certi casi, produrre un’evoluzione in angina instabile. Questa comunque si presenta anche a riposo.

La causa dell’angina e una diminuzione del flusso sanguigno, dovuta a sua volta da varie malattie che possono variare dal diabete all’ipertensione. Questi sono anche i fattori a rischio dell’angina instabile, che può comparire più facilmente se si è obesi, si hanno elevati livelli di colesterolo LDL, oppure bassi di HDL. Il vizio del fumo e la sedentarietà sono altri fattori a rischio, così come essere di sesso maschile e avere precedenti in famiglia. Tutti questi fattori sono i responsabili della formazione e deposito delle placche di grasso nelle arterie che causano la diminuzione del flusso sanguigno. Si tratta di aterosclerosi, che fa inspessire e restringere le arterie ostacolando la normale circolazione. Come detto l’angina è un segnale, un allarme per una patologia ben più grave che potrebbe portare anche alla morte, come l’infarto, l’aritmia o l’insufficienza cardiaca.

Diagnosi e terapia

Diagnosi e terapia Angina instabile

Quando si è colpiti da angina instabile, il consiglio è quello di recarsi immediatamente al pronto soccorso o dal proprio medico di famiglia per fare subito gli accertamenti del caso. Il primo accertamento che viene effettuato è chiaramente quello sulla pressione arteriosa, per comprendere se questa è interessata da un’insufficienza. Quindi si eseguono anche delle analisi del sangue, in tre prelievi distanziati di due ore l’uno dall’altro, per verificare se nel sangue siano presenti gli enzimi che il metabolismo rilascia in caso di danni al cuore. La temporalità dei tre prelievi dipende dal fatto che questi enzimi vengono rilasciati in quantità diverse e in diversi periodi a seconda del danno subito.

L’esame dell’elettrocardiogramma è parte del protocollo per determinare la frequenza dei battiti cardiaci e la sua regolarità o irregolarità in caso di diminuzione del fluido. Sono eseguiti anche degli esami sotto sforzo per verificare la presenza di angina e infine si esegue l’angiografia coronarica con un liquido di contrasto per la misurazione del diametro del sistema circolatorio e il suo stato.

La terapia che viene poi prescritta al paziente è adeguata alla gravità della situazione patologica. Per i casi meno gravi, si prescrive un anticoagulante, in modo da fluidificare il sangue, reso denso dal grasso assunto, e aiutarlo a fluire. Si tratta di eparina o clopidogrel. Un aiuto supplementare viene fornito da altri farmici che tendono a risolvere alcune cause che possono portare all’angina, come il colesterolo, l’ipertensione, oppure per alleviare l’ansia e ridurre le aritmie.

Più seri sono gli interventi quando ci si trova davanti ad un restringimento, o un’inspessimento o una vera e propria ostruzione del vaso sanguigno, che deve essere risolta prima che il paziente venga colpito da infarto. Qui la procedura più classica è l’angioplastica, che consente, attraverso una sonda inserita nella vena, di raggiungere la parte ostruita per lasciare uno stent, una gabbietta metalli che si apre e allarga l’arteria nel punto di restringimento. Il bypass è invece un intervento molto drastico, per i casi più seri, ed è una vera e propria deviazione meccanica dell’arteria. Naturalmente si consiglia un’alimentazione e uno stile di vita sani, per evitare problematiche cardiache.