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L’antigene carboidratico, un marker utile per diagnosticare il tumore ovarico

Tra i numerosi marker tumorali rilevabili nel sangue per la diagnosi di neoplasie e masse vi è anche il cosiddetto antigene carboidratico, una proteina che si rileva solitamente nei soggetti di sesso femminile per la diagnosi di tumore alle ovaie. Ma andiamo a coprire nel dettaglio di che cosa si tratta.

Che cos’è l’antigene carboidratico?

Conosciuto meglio con la sigla CA-125, l’antigene carboidratico è una proteina presente nelle cellule tumorali presenti all’internodi un ovaio. Questa particolare sostanza è rilevabile non solo all’interno delle suddette cellule, ma anche all’interno del flusso sanguigno.

È per questo che diventa di fondamentale importanza eseguire un esame del sangue specifico per il CA-125, al fine di scoprire in tempo l’eventuale tumore e trovare la cura più adatta.

Un esame che non costituisce uno screening preventivo

Un esame che non costituisce uno screening preventivo

Nonostante questo marker tumorale sia stato riconosciuto dalla medicina, non si può tuttavia effettuare a scopo preventivo esami dei livelli di CA-125, in quanto essi si possono osservare solo in gravidanza, nel caso di infezioni o tumori, e durante il flusso mestruale.

A che cosa serve l’esame del CA-125?

Sulla base di tali premesse, effettuare un esame dei livelli di CA-125 ha lo scopo preciso di valutare i progressi del tumore maligno all’interno dell’ovaio: infatti se a seguito di cure chemioterapiche o intervento di rimozione i livelli calano, significa che il tumore è in remissione; viceversa, se i livelli sono stabili o aumentano, vuol dire che bisogna trovare una cura alternativa.

Inoltre è bene che per i primi due anni la paziente colpita da tumore ovarico esegua questo esame ad intervalli di due-quattro mesi per monitorare la sua situazione globale.

Passato questo tempo, l’esame viene richiesto ogni sei mesi per tre anni, per poi essere eseguito una sola volta all’anno.

Altre patologie connesse con elevati livelli di antigene carboidratico

Oltre al tumore dell’ovaio, nella donna si possono riscontrare elevati livelli di antigene carboidratico anche in altre patologie, come ad esempio:

  • fibromi dell’utero benigni;
  • endometriosi, ossia una condizione per cui altre cellule dell’utero si sviluppano in altre zone dell’apparato riproduttivo;
  • infiammazioni dell’utero, delle tube o delle ovaie;
  • tumori maligni dell’endometrio;
  • tumori delle tube di Falloppio.

Anche in questi casi, effettuare un esame dei livelli di CA-125 non costituisce uno screening preventivo, ma bensì un modo per valutare se tumori e infiammazioni stanno regredendo o meno.

Dove e come effettuare l’esame

Dove e come effettuare l’esame

L’esame solitamente vien effettuato in ambulatorio, mediante un prelievo di sangue normale a quelli che si eseguono per altre tipologie di diagnosi.

Una volta trascorsi i tempi tecnici delle analisi di laboratorio, il medico e la paziente valuteranno i risultati sulla base dei parametri standard.

Come si valutano i parametri di CA-125?

Nonostante vi siano alcune discrepanze tra un laboratorio e un altro, nella maggioranza dei casi si considerano elevati i livelli di antigene carboidratico superiori a 35 unità per millilitro di sangue.

Da sottolineare tuttavia è il fatto che la paziente che riscontra livelli elevati di CA-125 non presenta esclusivamente un tumore maligno dell’ovaio: infatti tali valori possono risultare alti a causa di molteplici patologie, di cui abbiamo già discusso in precedenza.

Sarà quindi cura del medico valutare ulteriori accertamenti per stabilire la natura dello squilibrio di tali parametri e prescrivere ulteriori accertamenti presso medici specializzati.

Chiaramente essendo il CA-125 un marcatore in correlazione con il tumore alle ovaie, esso è d’aiuto ai medici al fine di per accertare l’efficacia del trattamento chemioterapico: infatti, qualora i livelli di CA-125 si rivelino invariati o perfino in aumento rispetto allo stadio pre-terapautico, ciò sta a significare che il tumore non sta regredendo.

In base a tale situazione, l’oncologo procederà e valuterà un diverso tipo di trattamento.

Bel caso invece in cui i livelli dell’antigene carboidratico si dimostrino inferiori, il trattamento mirato per il tumore ovarico, o comunque per la patologia della paziente, sta avendo efficacia.

È chiaro che questi sono parametri statistici, e che vi sono alcune debite eccezioni, stando alle quali alcune pazienti possano comunque avere livelli bassi di CA-125 e, ciononostante, presentare un quadro clinico ancora invariato dopo la messa a punto della cura per il tumore in essere.

Comunque, l’evidenza statistica dimostra che, nelle pazienti con tumore ovarico, un livello basso di antigene carboidratico è in correlazione con l’efficacia della cura antitumorale.