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Apicectomia: cosa è e come avviene l’intervento

Che cosa è l’apicectomia, quali sono le caratteristiche di questo intervento, quando è richiesto e quali sono le sue specificità.

L’apicetomia è un particolare intervento dentistico che prevede la rimozione dell’apice infetto di una radice dentale. Nell’impossibilità di poter trattare correttamente l’infezione in corso attraverso una semplice devitalizzazione, pertanto, l’apicectomia è un’operazione chirurgica di riferimento per poter trovare soluzione contro granulomi, cisti e ascessi dentali.

Sebbene la procedura è semplice e sostanzialmente indolore, l’intervento richiede comunque della preparazione pre e post operatoria e, ovviamente, anche la professionalità e la qualifica da parte di chi interverrà.

L’apicectomia è una pratica chirurgica abbastanza lineare: una volta anestetizzato il dente malato, si può procedere con la rimozione della massa infetta dall’apice della radice. Viene quindi disinfettata la zona trattata al fine di ridurre la carica batterica (prevedendo pertanto ulteriori infezioni) e si procede quindi all’otturazione dell’apice radicale: l’estremità della radice andrà sigillata con un materiale biocompatibile per poterne negare l’accesso ai batteri (sigillazione).

Quindi, l’apicectomia terminerà con il riposizionamento dei lembi gengivali, che andranno ricuciti con appositi punti di sutura. I punti che non si sciolgono dovranno essere rimossi dal medico, generalmente entro 4-6 giorni dall’intervento.

Quanto dura l’intervento di apicectomia

L’intervento di apicectomia ha una durata variabile sulla base del dente da trattare, della gravità della lesione e della complessità della struttura radicale del dente. Complessivamente, la durata dovrebbe comunque essere compresa tra 30 e 90 minuti.

Complicazioni dell’apicectomia

Apicectomia post intervento

Come tutte le operazioni chirurgiche, anche quella di apicectomia potrebbe determinare effetti sgradevoli come il fastidio o il dolore nei giorni successivi all’intervento. I sintomi più comuni sono il gonfiore, l’intorpidimento della gengiva nella semiarcata dentale in cui è stata effettuata l’operazione, la difficoltà a masticare, il sanguinamento gengivale, la sensibilità ai denti, la possibilità di procedere a un’estrazione del dente nell’ipotesi in cui l’apicectomia non sia correttamente riuscita.

Proprio quest’ultimo è il rischio più grave. La malriuscita dell’intervento è infatti una eventualità che purtroppo determinerà come conseguenza la necessità di procedere all’estrazione del dente. Ad ogni modo, se l’intervento è effettuato correttamente dallo specialista, i rischi di una malriuscita sono piuttosto contenuti.

Il “segreto” della buona riuscita è principalmente legato alla capacità dello specialista di sigillare perfettamente l’apice della radice in maniera tale da garantire una certa protezione da eventuali attacchi batterici. Ne consegue che per poter ottenere un risultato soddisfacente è fondamentale cercare di affidarsi a medici esperti e altamente qualificati.

Post intervento apicectomia

Apicectomia

Per poter velocizzare la guarigione della ferita e minimizzare il dolore post apicectomia è fondamentale altresì la collaborazione del paziente, che dovrà essere correttamente informato dal medico sul comportamento da tenere.

In particolare, potrebbe essere opportuno assumere regolarmente dei farmaci antinfiammatori per 5-6 giorni dopo l’apicectomia, al fine di minimizzare il dolore e ridurre il gonfiore in tempi brevi. Se necessario, potrebbe essere opportuno assumere un antibiotico a titolo precauzionale per poter abbattere il rischio di infezione. Bene inoltre l’abitudine di sciacquare delicatamente la bocca con dei collutori disinfettanti, ma dopo 24 ore l’apicectomia.

Tra gli altri suggerimenti, i medici consigliano di seguire una dieta morbida, costituita da alimenti soffici, osservare il riposo assoluto nei 2-3 giorni successivi all’intervento, ed evitare di spazzolare energeticamente la gengiva sottoposta all’intervento per poter evitare di lesionare ancora la zona già dolente e gonfia.  Evitare infine di sollevare il labbro corrispondente al dente sottoposto all’apicectomia al fine di evitare di allentare i punti di sutura pratica sulla gengiva.

Infine, rammentiamo che dopo 6/12 mesi dall’apicectomia, il paziente dovrebbe sottoporsi a un controllo radiografico per poter verificare con il proprio medico di riferimento la definitiva e buona riuscita dell’operazione dentale nel lungo termine.