Appendicite acuta: Sintomi e persone a rischio

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Tutte le persone possiedono l’appendice. Si trova al termine dell’intestino grosso. Il suo funzionamento è ignorato dai medici, anche se qualcuno ha ipotizzato che possa giocare un ruolo marginale nelle difese immunitarie dell’organismo. In linea generale comunque l’appendice è reputata inutile e infatti, rimuoverla non influisce sul benessere e la salute dell’individuo.

Accade però che questa appendice si infiammi per una serie di motivi. L’appendicite acuta è provocata dal ristagno di materiali come muco, parassiti o corpi estranei (ad esempio dei noccioli). L’appendice così si rigonfia. Gli antibiotici non sono la cura appropriata perché, chiaramente, non possono eliminare il problema di base, cioè l’ostruzione.

Quando l’appendicite acuta viene trascurata e non s’interviene immediatamente, ecco che può arrivare a rompersi. Il materiale interno infetto si dilaga e arriva a contaminare anche il resto dell’intestino. L’organismo a questa minaccia risponde e viene prodotto il pus, entrando così in una situazione ancor più pericolosa, cioè la peritonite.

Sintomi dell’appendicite acuta

I sintomi dell’appendicite acuta non sono sempre gli stessi. Possono cambiare molto in base ad alcuni fattori come l’età, il grado d’infezione, la posizione dell’appendice etc. Tuttavia ci sono dei sintomi che si presentano con una maggior frequenza.

La maggior parte delle persone che soffre di appendicite acuta, accusa un forte dolore addominale che nasce in prossimità dell’ombelico e s’irradia a destra, in basso nell’addome.

Il dolore peggiora con il movimento, anche nel semplice atto di respirare profondamente. Diventa acuto quando ad esempio si tossisce o starnutisce. Quando l’appendice si rompe, il forte dolore interessa invece tutto quanto l’addome.

Tra gli altri sintomi comuni troviamo una febbre che non supera i 38 gradi, gonfiore addominale causato dalla difficoltà ad espellere gas. Anche nausea e vomito, così come la perdita di appetito, problemi di stipsi o al contrario di dissenteria. Alcuni pazienti accusano anche dolori alla gamba destra.

 

Le persone più a rischio

Le persone più a rischio

Sono a rischio di appendicite acuta quelle persone che hanno un età tra i 6 e i 20 anni. Poco comune invece, una volta usciti da questi parametri. I bambini molto piccoli quando soffrono di appendicite acuta, spesso sono già in peritonite. Questo per via di alcune condizioni anatomiche e per le difficoltà che i bambini hanno nel dire esattamente quali sintomi avvertono.

Secondo le statistiche, ogni 1000 bambini che hanno meno di 14 anni, quattro vengono operati. Indistintamente dal fatto che siano maschi o femmine.

 

Tre tipi di appendicite acuta

  • Catarrale: l’appendicite acuta catarrale è l’infiammazione dell’appendice molto aggressiva. Tutta la zona è rossa e con le tumefazioni. Tutto quanto il lume è pieno di muco, e questa situazione porta ad esercitare una grande pressione sul diverticolo. Si tratta comunque sia di un’infiammazione circoscritta, dove il peritoneo non ne è coinvolto. Quando si trova in questa situazione è possibile comunque che il processo infiammatorio regredisca, oppure può sempre accadere che si evolva nella fase successiva, quella purulenta.
  • Purulenta: conosciuta anche come flemmonosa. Questa è l’evoluzione di un’appendicite catarrale non adeguatamente trattata. All’interno del lume iniziano a formarsi degli ascessi e del pus. Da qui vi è il rischio di un’ulcerazione e della peritonite. L’appendicite è passata da un colore rosso, dovuto all’infiammazione, a un colore violaceo. La punta appare infatti ingrossata. E’ molto raro che possa regredire l’infiammazione.
  • Gangerosa: questa è l’appendicite acuta nello stadio più elevato. Ormai ha assunto una colorazione grigio/verde e possono esserci anche necrosi perforate, dalle quali esce fuori il materiale purulento. Il rischio è quello d’incorrere in una peritonite acuta.