Questo sito contribuisce alla audience di Il Messaggero

Arterite di Horton: Fattori a rischio, sintomi e cura.

Revisione scientifica a cura della Dr.ssa Roberta Gammella

Questa malattia è anche conosciuta anche con il nome di Arterite temporale e se, una volta individuata, viene trascurata o il paziente non viene sottoposto a cure mediche adeguate, potrebbe avere conseguenze anche gravi.

L’arterite di Horton rientra a far parte della vasculite, ovvero una malattia che provoca infiammazioni ai vasi sanguigni, sia quelli venosi che quelli arteriosi, ma nel caso specifico dell’Arterite di Horton, tale patologia colpisce solo i vasi arteriosi.

Ad essere interessate dalla malattia sono tendenzialmente le donne in età avanzata, ed attraverso recenti studi, è stato possibile evidenziare una maggiore incidenza tra le persone del Nord Europa, in particolar modo gli abitanti della Scandinavia, con una percentuale pari ad un soggetto per 4.500 persone.

Ancora oggi la causa scatenante dell’Arterite di Horton non è stata individuata anche se, in base all’ipotesi più accreditata, sembrerebbe derivare da fattori ambientali o genetici, che causerebbero l’infiammazione. È quindi deducibile che una sola delle due componenti non è in grado di scatenare la patologia, e probabilmente si deve parlare di un insieme di fattori scatenanti che porterebbero all’Arterite di Horton.

Quando si parla di fattori ambientali come in questo caso, ci si riferisce ad infezioni batteriche o virali, e a tutti i fattori a rischio che possano favorirli.

Fattori a rischio e sintomi

Fattori a rischio e sintomi

Tra i fattori a rischio, la polimialgia reumatica sembra essere la maggiore indiziata. Principalmente infatti, sono colpite le persone affette da questa polimialgia reumatica, ed è stato possibile notare che il 15% dei soggetti con questa patologia sono affette anche da Arterite di Horton, accompagnata da forte dolore a rigidità dei muscoli.

Contribuiscono allo sviluppo dell’Arterite di Horton i seguenti fattori:

  • Sesso femminile: nelle donne la comparsa dell’Arterite nelle cellule grandi è due volte più frequente che nel sesso maschile.
  • Anziani: questa patologia è assai rara nelle persone al di sotto dei 55 anni, e invece è più frequente a partire dai 65-70 anni di età.
  • Origine scandinava: le popolazione del Nord Europa sono più colpite dall’Arterite di Horton, anche se le motivazioni non sono ancora chiare.

Questa malattia si manifesta con sintomi molto differenti. Infatti, nella fase iniziale, può ricordare una semplice influenza, anche se si distingue dalla presenza di forte dolore alla testa persistente, in prossimità delle tempie.

Con il passare del tempo, tali sintomi vanno peggiorando ed oltre al dolore alle tempie, il soggetto colpito, avverte una sensazione di appesantimento al cranio, con la comparsa di dolore alla mandibola e calo della vista.

Facendo un riepilogo, i sintomi di questa malattia sono:

  1. Calo progressivo della vista o visione doppia
  2. Dolore alla testa ed appesantimento
  3. Cuoio capelluto indolenzito, che si avverte quando si utilizza il pettine oppure quando ci si sdraia e si appoggia la testa sul cuscino
  4. Dolore mandibolare che si manifesta durante la masticazione o quando si apre e si chiude la bocca
  5. Perdita di peso corporeo
  6. Febbre
  7. Stanchezza
  8. Rigidità muscolare del collo, spalle ed anche
  9. Indurimento e gonfiore visibile delle arterie temporali

Complicazioni

Complicazioni

Con la comparsa dell’Arterite di Horton, è possibile avere tre complicazioni molto importanti. La prima riguarda la vista, fino ad arrivare alla completa cecità, mentre le altre due meno frequenti sono l’ictus e l’aneurisma aortico.

La cecità potrebbe essere parziale o totale, e compare a causa del rigonfiamento con il conseguente restringimento dei vasi arteriosi che portano sangue ossigenato al tessuto oculare.
In questa maniera, l’irrogazione sanguigna, che serve a fornire agli occhi gli elementi di sostentamento, viene interrotta causando un danno importante alla loro funzione principale.

La vista iniziare a calare progressivamente e se l’Arterite di Horton non viene curata nel migliore dei modi, potrebbe generare la cecità.

Con il restringimento dei vasi sanguigni, la possibilità della formazioni di coaguli di sangue è maggiore, e nel caso questo si verifichi, potrebbe dare origini ad un ictus. Come abbiamo accennato inizialmente, l’Arterite di Horton colpisce non solo i vasi sanguigni di medio calibro, ma anche quelli più grandi, ed uno di questi è proprio l’aorta, che una volta colpita potrebbe causare l’aneurisma aortico, anche se questo evento è molto raro e si può generare solamente se l’Arterite che ha colpito le cellule giganti non viene curata.

L’Arterite di Horton dunque non è da sottovalutare, ma un intervento tempestivo la può rendere non grave e con poche conseguenze.