L’artrosi è una malattia degenerativa e progressiva della cartilagine che colpisce principalmente l’anca. Quest’osso è il più grande del nostro corpo e quando subisce l’attacco della patologia, è quello che può creare maggiori problemi a livelli di mobilitazione. Tuttavia è bene ricordarsi che l’artrosi può colpire tutte le ossa del nostro corpo. L’Artrosi dell’anca non può guarire. Nonostante tutti gli sviluppi della medicina, la degenerazione è inevitabile, tuttavia può essere controllata e ridimensionata se riconosciuta con un buon anticipo.

Come agisce

La malattia colpisce inizialmente la cartilagine. Con il tempo l’infiammazione tenderà ad espandersi all’intera articolazione e dopo all’osso. Verranno così prodotti i “famosi” liquidi. L’infiammazione modifica sensibilmente lo stile di vita della persona colpita. Le capacità motorie vengono ridotte e i movimenti più comuni diventano troppo spesso imprese difficili da eseguire per coloro che soffrono di artrosi all’anca.

Le cause

Non esistono cause vere e proprie per l’artrosi all’anca. Nel senso che non c’è un fattore determinante che avvierà il processo infiammatorio. Diciamo piuttosto che ci sono determinate situazioni e fattori naturali che possono favorire la sua comparsa.

L’età

Tra i fattori reputati più rilevanti c’è l’età, specialmente per le donne che hanno ormai superato i 60 anni. è possibile andare incontro a questa malattia degenerativa che, come abbiamo già visto, non colpisce solo l’anca ma anche le altre articolazioni del nostro corpo. Tuttavia diciamo che l’artrosi può comparire già a partire dai 45 anni.

Può capitare che persone giovani si lamentano dei dolori tipici dell’artrosi. Si parla in questo caso di pre-artrosi. I segnali vengono captati in tempo permettono alla persona di tenere sotto controllo la malattia.

L’obesità

Il secondo fattore scatenante dell’artrosi all’anca è l’obesità. Il peso corporeo influisce inevitabilmente sul sistema scheletrico. Se abbiniamo all’eccessivo peso una vita sedentaria e un’alimentazione scorretta, il tutto diventa un terreno davvero troppo fertile  per questa malattia.

In alcuni casi l’artrosi all’anca si riceve come “eredità familiare”. Non è ereditaria nel senso stretto del termine, non viene trasmessa dalla genetica, ma tuttavia è stato constatato che l’artrosi colpisce con maggior intensità quelle persone che hanno in famiglia persone che hanno sofferto di artrosi.

L’artrosi all’anca può dipendere anche da alcuni movimenti sbagliati. Nonostante sia da ritenere veritiera l’affermazione che il movimento e una vita non sedentaria faccia bene e aiuti a prevenire l’artrosi, è altrettanto vero che esistono sport che possono favorirne la comparsa. Prendiamo ad esempio la danza. Questo sport sottopone il corpo della persona a movimenti innaturali, eccessivi. Sforza le articolazioni e richiede un movimento innaturale al femore e il bacino. Il movimento viene spinto al massimo delle capacità. L’allenamento costante porta il corpo a subire dei piccolissimi traumi insignificanti sul momento. Immaginiamo perché che l’anca si ricordi di tutte queste piccole fratture e le accumuli, giorno dopo giorno. Ecco che alla lunga questi traumi faranno infiammare l’articolazione  e la cartilagine, aumentando le possibilità di soffrire di artrosi in età più matura.

Sintomi

I sintomi dell’artrosi non sono molto frequenti all’inizio. La persona accuserà i dolori di tanto in tanto e molto probabilmente non darà loro un gran peso. Pian piano però diventeranno sempre più frequenti. I momenti di “silenzio” saranno sempre più brevi e tenderanno a scomparire del tutto. Difficilmente un paziente arriverà a questo punto prima di mettersi in contatto con il medico, tuttavia, è bene al primo campanello di allarme recarsi subito dal dottore senza evitare che la situazione degeneri. Il dolore causato dall’artrosi all’anca viene accentuato sempre di più. Camminare, stare in piedi, fare le pulizie di casa… tutto diventerà più complicato e richiederà uno sforzo sempre maggiore. Le attività vengono così limitate. Il movimento fluido e naturale viene inevitabilmente impedito dal dolore. Molte persone che soffrono di artrosi dicono di sentire un rumore articolare provenire dalla zona colpita e quasi inevitabilmente, subentrerà anche una rigidità invalidante.

Diagnosi

Diagnosi dell'artrosi all'anca

Fare l’auto diagnosi non è assolutamente consigliato, ne in caso di artrosi all’anca ne davanti a qualsiasi malattia che superi il semplice raffreddore. Deve essere il medico specialista a riconoscere i sintomi dell’artrosi. Molto spesso infatti alcuni segnali d’allarme possono far confondere.

Prima di andare dal medico è consigliato fare subito una radiografia da mostrare durante la visita. In questo modo non farete altro che prevenire una richiesta scontata del medico, evitando di perdere ulteriormente tempo. Il medico valuterà la radiografia ma proseguirà con esami più specifici per capire, qualora riscontrasse artrosi all’anca, fino a che punto è arrivata la malattia e in che modo può agire.

Prendere in tempo l’artrosi non significa evitare che questa degeneri, ma solo migliorare il più possibile la qualità di vita della persona che ne è colpita. Attraverso alcune tecniche mirate il processo può essere rallentato, allontanando il più possibile il momento in cui i movimenti saranno sempre più difficili da compiere.

Come si cura

La terapia deve procedere per gradi. Sarà il medico a valutare quando e come aumentare le varie terapie. Il tutto varia sempre da soggetto a soggetto. Ricordiamoci che il percorso svolto dalla malattia e la sua velocità è del tutto soggettiva.

Tra le prime cose da fare, c’è il concedersi un meritato riposo. Cercare di non sforzare troppo le articolazioni.

Il medico consiglierà l’ausilio di un bastone per non far peggiorare la malattia. Grazie a questo strumento, purtroppo rifiutato dalle persone che non vogliono dipenderne, vi sarà uno scarico del peso che gioverà moltissimo all’articolazione. Il paziente deve perdere peso. È stato dimostrato che perdere anche pochi chili significa migliorare notevolmente la qualità di vita e rallentare il peggioramento della malattia. Ovviamente potrebbero essere necessarie le terapie farmaceutiche. È bene non abusarne e cercare di non far affidamento sin da subito su i farmaci. Probabilmente il medico inizierà con il consigliare i gli analgesici, i quali permettono di alleviare il dolore se presi a cicli. Se ciò non fosse sufficiente, potrebbe essere necessario ricorrere agli antinfiammatori, ovviamente seguendo i consigli del medico per evitare di aggredire troppo lo stomaco e il fegato.

Concludiamo ricordando che è fondamentale la prevenzione. Tenendo sotto controllo il peso, evitando una vita sedentaria e mangiando bene, è possibile ridurre il rischio di soffrire di artrosi all’anca in futuro.

Revisione scientifica a cura della Dr.ssa Roberta Gammella. Laureata in Medicina e Chirurgia presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II. E’ registrata all’Ordine Medici-Chirurghi e Odontoiatri di Napoli e Provincia