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L’attività fisica può ridurre il rischio di mortalità tra gli individui cognitivamente fragili

L’attività fisica è un toccasana… anche e soprattutto per gli individui cognitivamente fragili, che potrebbero contenere il rischio di mortalità.

Revisione scientifica a cura della Dr.ssa Viviana Pisaniello

La fragilità cognitiva è una manifestazione clinica eterogenea caratterizzata dalla contemporanea presenza sia di fragilità fisica che di deficit cognitivo, in assenza di demenza, tale da comportare un rischio di morte maggiore rispetto alla fragilità fisica o al deficit cognitivo separatamente. Nonostante l’effetto potenziale dell’attività fisica regolare per rallentare il declino cognitivo e la sua associazione con una minore mortalità in individui non fragili, nessuno studio precedente ha studiato se e in che misura l’attività fisica potrebbe attenuare l’effetto della fragilità cognitiva sulla mortalità.

Ebbene, i ricercatori dell’Università di Granada, Universidad Autónoma de Madrid, IMDEA Food Institute, CIBER in Epidemiologia e Salute Pubblica e Nord-Est hanno fornito le prime prove empiriche sull’impatto dell’attività fisica sulla mortalità in individui cognitivamente fragili.

Per poter arrivare alle proprie valutazioni i ricercatori hanno studiato 3677 anziani con un’età media di 72 anni, seguiti per 14 anni. Questi nuovi risultati hanno dimostrato che la fragilità cognitiva è stata associata ad un aumento della mortalità più marcato negli anziani inattivi e, cosa più importante, essere fisicamente attivi può ridurre del 36% il rischio di mortalità tra gli individui cognitivamente fragili.

Irene Esteban-Cornejo, prima autrice dello studio e ricercatrice dell’Università di Granada evidenzia le implicazioni cliniche dello studio e osserva che rispetto a coloro che erano robusti e attivi, i partecipanti con fragilità cognitiva che erano inattivi avevano il più alto rischio di mortalità, che equivaleva ad essere quasi 7 anni più vecchi.

La ricerca – sottolinea ancora la ricercatrice – può avere importanti implicazioni perché i livelli di attività fisica sono drammaticamente ridotti negli anziani mentre il declino di funzionamento cognitivo e fisico è naturalmente in corso. Nello studio, di fatti, la prevalenza di inattività fisica in individui cognitivamente fragili era di circa il 65%. Pertanto, promuovere l’attività fisica tra le persone anziane cognitivamente fragili è fondamentale perché hanno margini di miglioramento e questo può aumentare la loro sopravvivenza. Tuttavia, ulteriori studi longitudinali e sperimentali sono necessari per chiarire l’importanza dell’attività fisica per diminuire la mortalità negli individui cognitivamente fragili.

Dunque, i ricercatori concludono che la promozione di uno stile di vita fisicamente attivo potrebbe essere una delle strategie principali per migliorare la prognosi vitale tra gli anziani cognitivamente fragili.

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