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Auscultare: un esame diagnostico a partire dai suoni del torace

L’ auscultazione è una modalità diagnostica che si comprende di solito nell’esame obiettivo dei pazienti. Esso serve per capire la presenza di molte malattie e se ne valuta: frequenza, intensità, qualità e durata

L’ auscultazione è una modalità diagnostica che si comprende di solito nell’esame obiettivo dei pazienti. Esso serve per capire la presenza di molte malattie e se ne valuta: frequenza, intensità, qualità e durata.

Che cosa significa auscultare

Quando si dice “auscultare” si intende che si ascoltano i rumori del torace. Se un tempo questo avveniva per mezzo di uno strumento apposito, lo stetofonendoscopio, oggi molto spesso si utilizzano delle forme elettroniche, che permettono di percepire anche rumori minimi. Questo tipo di pratica è un esame diagnostico per una valutazione obiettiva dello stato di un paziente. Un tempo era più usata, mentre oggi questa metodologia è andata un po’scemando, soppiantata da nuovi strumenti diagnostici. Essa era stata inventata dal medico francese René Laennec (1781- 1826). Questo esame permette di scoprire la presenza di molte patologie, fra cui quelle respiratorie, a partire da intensità, durata, frequenza e qualità.

Per auscultare il torace in modo corretto è necessario svolgere questo esame in modo comparativo, partendo dagli apici, nella parte alta e centrale della schiena e andando poi a scendere facendo il giro intorno alle scapole. Ovviamente bisogna auscultare anche la parte anteriore, seguendo lo stesso percorso d’ascolto. Lo stetofonendoscopio va posto sotto le scapole quindi. Al paziente sarà richiesto di inspirare in modo profondo a bocca aperta, senza produrre suoni con la bocca. Nel caso il paziente sia molto peloso sarà meglio inumidire la superficie cutanea, per ridurre il rumore che viene prodotto dall’attrito dello strumento contro ai peli.

Rumori respiratori

I rumori che si sentono quando si procede ad auscultare un torace si dividono tra rumori fisiologici, cioè quelli che normalmente un soggetto sano produce, e rumori patologici, cioè che indicano la presenza di un problema.

I rumori fisiologici sono:

  • Rumore respiratorio normale o murmure vescicolare: forte in inspirazione e debole in fase espiratoria poiché i muscoli si contraggono durante la prima. Questa infatti è più breve e fa fluire l’aria più rapidamente. Questo rumore si genera perché gli alveoli filtrano l’aria.
  • Rumore bronco-vescicolare: si crea nella parte in cui l’aria passa dall’albero bronchiale agli alveoli, quindi è il risultato di un mix di rumore bronchiale e alveolare. Si sente bene negli apici e all’altezza dei primi due spazi intercostali.
  • Rumore o soffio bronchiale: è la proiezione dei bronchi sul torace e si sente bene anteriormente.

I rumori patologici o aggiunti sono:

  • Rumori discontinui: quindi rantolii, crepitii e rantoli umidi che possono essere bassi (coarse) e sono rantolii sub crepitanti e cambiano con la tosse. La causa di solito è bronchite, il rumore infatti è determinato dal passaggio dell’aria attraverso il muco. Possono altrimenti essere di alta tonalità (fine), sono sottili e crepitanti. In questo caso sono causati da un’apertura ritardata degli alveoli, tipici della broncopolmonite. Non è raro che si accostino a sfregamenti pleurici.
  • Rumori continui o rantolii: quelli di bassa tonalità (rhonchi), anche detti gemiti, sono segno di bronco costruzione e sono determinati dall’aria che passa con difficoltà tra muco e broncospasmo. Quelli alti (wheezes) sono sibili dati dalla broncocostruzione, perlopiù espiratori.

Premesse prima di auscultare il torace

Per auscultare il torace in modo corretto è necessario essere in un ambiente silenzioso, caldo e ben illuminato. Il paziente infatti è svestito e deve sentirsi bene e non infreddolito o agitato. Per questo prima dell’esame quanto possibile scaldate lo strumento per auscultare con le mani. Lo stetoscopio viene usato in contatto diretto con la pelle del torace. Nelle diverse posizioni nel paziente si avvertiranno suoni differenti, soprattutto se vi sono delle anomalie. Esso può essere supino, seduto e decubito laterale sinistro. Di solito il paziente viene esaminato dal lato destro, perché è più facile non urtarlo o che egli si sbilanci producendo rumori estranei. Per ascoltare nel modo corretto bisogna sapere isolare i diversi suoni, concentrandosi prima sui sistolici e poi sui diastolici o viceversa.

Se si tratta di una donna e chi procede ad auscultare è un uomo, soprattutto se è la prima volta, è meglio si chiami un’altra persona di sesso femminile, per mettere il soggetto a suo agio, la tranquillità è infatti un elemento fondamentale. Meglio comunque sempre spiegare prima che l’esame verrà fatto senza abiti e cosa si andrà a fare, in modo che il paziente non resti sorpreso o a disagio. Il colloquio iniziale crea un rapporto di fiducia tra il professionista ed il paziente.

Auscultare il torace

Le quattro aree fondamentali, minime da auscultare sono:

  • la base destra, tra il secondo spazio intercostale e la parte destra dello sterno, per percepire i suoni della valvola aortica.
  • La base sinistra, tra il secondo spazio intercostale e la zona sinistra dello sterno, per percepire i suoni della valvola polmonare.
  • Il bordo laterale a sinistra dello sterno, che corrisponde alla parte tra il quarto spazio intercostale e lo sterno, per sentire i suoni della valvola tricuspide e il cuore destro.
  • L’apice del cuore, tra il quinto spazio intercostale e la linea emiclaveare, per sentire la valvola mitrale e il cuore sinistro.

Se necessario far assumere una posizione alternativa al paziente per ascoltare meglio.